Concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari

La Redazione

Questa sera ore 21.00 presso la multisala Showville

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Questa sera alle ore 21.00 presso la multisala Showville (traversa Conte Giusso, 9 a Bari) l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto dedicato a Tchaikowsky, Rossini e Brahms diretto dal maestro Luigi Piovano (i biglietti saranno in vendita stasera stessa  al costo di 4 euro presso il botteghino della multisala Showville. Infoline: 080.5412302).

La serata si aprirà con l’esecuzione di Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra op. 33 di Piotr Ilyitch Tchaikowsky (1840 – 1893).

Quest’opera ci testimonia la predilezione di Tchaikowsky per lo “stile galante” in voga nel XVIII secolo, sebbene lo stesso autore acconsentì a che il violoncellista Fitzenhagen – che la eseguì per la prima volta a Mosca il 18 novembre 1877 sotto la direzione di Nikolai Rubinstein – vi apportasse delle modifiche anche significative, arrivando addirittura a cambiare l’ordine delle variazioni. A fronte dell’indifferenza manifestata dal compositore verso queste modifiche, va detto che invece fu l’editore Jurgenson a esprimere il proprio disappunto, pur rassegnandosi a pubblicare la partitura emendata. L’edizione per così dire “autentica” venne realizzata soltanto durante il periodo dell’Unione Sovietica, tant’è che tutt’oggi è frequente che vengano eseguite entrambe.

Sarà, poi, la volta di un’ Ouverture da “La gazza ladra” Gioacchino Rossini (1792 – 1868).

Divenuta ormai autonoma dall’opera rappresentata per la prima volta a Milano nel maggio del 1817 e basata su un libretto di Giovanni Gherardini a sua volta ispirato al racconto “La Pie voleuse” di d’Aubigny e Caigniez, questa ouverture è certo tra le pagine più note di Rossini.

  In conclusione ci sarà l’ esecuzione della Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms (1833 – 1897).

Eseguita per la prima volta a Vienna nel 1877 sotto la direzione di Hans Richter, la Seconda Sinfonia è stata spesso paragonata alla Pastorale di Beethoven per il suo carattere gaio e per una certa snellezza nelle proporzioni. Inoltre, l’impiego del materiale melodico appare chiaramente derivato dalla pratica liederistica nella quale Brahms già eccelleva all’epoca di questa composizione.

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