Operaio suicida: se ne continua a parlare su facebook

L. M.

Emiliano dovrebbe incontrare la famiglia in mattinata

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Sono passati due giorni dal tragico gesto dell’operaio della Multiservizi, suicidatosi lanciandosi dal balcone di un ufficio comunale, e sulla bacheca di facebook del sindaco Michele Emiliano se ne continua a parlare, con commenti di ogni tipo.

Il primo cittadino, nel pomeriggio di sabato, ha specificato che Pavone era assunto a tempo indeterminato e non un precario e ha sollecitato chiunque a collaborare con le forze dell’ordine per far chiarezza su quanto accaduto.

Emiliano si è dimostrato particolarmente preoccupato quando ha scritto:

“Da tempo sono preoccupato dalle infiltrazioni mafiose nella Multiservizi al punto che un anno fa ho nominato un Prefetto antimafia amministratore unico. Chi è a conoscenza di fatti utili alle indagini si presenti alle forze dell’ordine e dica quel che sa”.

E’ consapevole che le poche parole nel biglietto lasciato da Pavone prima di morire suggeriscono le ragioni del suo gesto e che è necessario non trascurare.

“Meno di un mese fa – scrive il sindaco poco dopo – ho ricordato qui su facebook che anni fa molte sono le persone parenti di mafiosi ad essere state assunte nelle aziende del Comune, in particolare nella Multiservizi, nell’Amtab e nell’Amiu. Essere parenti di un mafioso non significa nulla, ma certo non è una fortuna per la città e per i colleghi di lavoro sentire il peso dell’intimidazione che inevitabilmente promana da certi legami. Spero che la magistratura stia indagando con profitto. Qualche anno fa dopo alcuni episodi di minaccia e di violenza su dipendenti delle aziende ho personalmente sollecitato la Polizia di stato, il Prefetto, i Carabinieri, la Magistratura a far luce su tali episodi. Aspetto con ansia i risultati delle indagini”.

Molti i commenti postati dagli utenti al suo messaggio. Tra tutti ha un’importanza particolare quello proprio della cognata del dipendente morto suicida: “Noi tutti in famiglia sapevamo delle continue ingiustizie e vessazioni che mio cognato subiva, ma purtroppo non abbiamo capito la gravità della situazione o con chi aveva a che fare. Ci sono molti punti oscuri in questa faccenda che spero vengano fugati…..ripongo la mia fiducia di cittadina nonchè di parte lesa, in lei….non dimentichi“.

Il sindaco si è prontamente offerto di incontrare la famiglia di Pavone fissando un appuntamento per oggi alle 9.30.

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Commenti

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Sig. M. E. si riguardi la trasmissione dilloaemiliano del Bari, 09 dicembre 2010. In quanto al suo sollecito non sembrerebbe alliniato alla sua risposta data il Bari, 09 dicembre 2010. In quanto parebbe che non si e avuto occhi per non vedere.