Chirurgia senologica del San Paolo: in arrivo due anestesisti

Intanto i tempi di attesa per i pazienti si allungano
Alla base della situazione della chirurgia senologica dell’ospedale San Paolo ci sono le solite, tipiche beghe del sistema sanitario che naturalmente hanno in scarsa considerazione quelle che sono le pene di chi scopre di avere un cancro e deve essere operato.
Di solito si parla di carenza di posti letto, oggi, invece, i posti letto ci sono (e sono pure vuoti), ciò che manca è la risorsa umana nella figura dei medici anestesisti di primaria importanza durante un intervento chirurgico e tutto ciò all’interno di un reparto che è tra i migliori in Italia.
Pare che la situazione vada incontro all’assestamento dal momento che l’ assessore Tommaso Fiore ricorda di un accordo verbale con il ministro Ferruccio Fazio “da trovare proprio su alcune situazioni strategiche, a cominciare dal turn over in oncologia. Certo il piano di rientro ci costringe a sacrificare alcune situazioni e concordo con il comitato Iris quando la coordinatrice afferma che al San Paolo per la chirurgia senologica la situazione si è fatta più complicata. Ma la premessa è quella di tenere i conti in ordine e riuscire quindi poi a trovare dei punti di equilibro. Per il San Paolo, tra l’altro, non ci sono dubbi sulle grandi qualità del dottor Rinaldi e chi si occupa di sanità ha il dovere di preservare queste professionalità”.
Al danno si aggiunge la beffa. Pare che il dottor Stefano Rinaldi, che guida la chirurgia, dopo cinque anni di attività a capo dei chirurghi senologici, sarà sollevato dall’incarico. Il concorso si è già svolto e sono risultati idonei in tre e tra questi Rinaldi, ma la commissione ha scelto al suo posto l’ universitario, prof. Onofrio Caputi Jambrenghi, che però ha rinunciato.
Il dimissionario direttore generale della ASL Bari, Nicola Pansini, parla di “un concorso che si riferiva alla struttura complessa di chirurgia generale ormai da ritenere morto”.
Per quanto riguarda gli anestesisti mancanti, alla Asl assicurano che grazie a procedure di avviso pubblico di urgenza, presto arriveranno due dei quattro medici necessari a colmare il deficit del reparto.
Intanto le liste di attesa sia per le operazioni che per il percorso post-operatorio, si allungano sempre più e chi ci rimette sono i pazienti. Si fa portavoce di questa situazione la coordinatrice del comitato Iris, che riunisce donne operate di cancro, Rosanna Sorrentino: “È assurdo che in un centro ritenuto tra i migliori d’Italia per la chirurgia senologica e che attraeva ammalati da tutto il Sud Italia, ora ci siano posti letto vuoti. Vuol dire che la gente va via, o preferisce altri ospedali e non certo per colpa dei medici, ma perché la sala operatoria non può lavorare che a mezza giornata a causa dell’assenza degli anestesisti. Di conseguenza si allungano i tempi di attesa e per una malata oncologica si tratta di una situazione disastrosa dal punto di vista psicologico e del sistema immunitario».
Commenti
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A chi di competenza dico:abbiate molta piu’ attenzione dell’ospedale SAN PAOLO,perche’ e’ tra le migliori(anzi e’ la migliore)struttura ospedaliera del Mezzogiorno,non solo nel reparto di “chirurgia/senologica”,ma,vedasi anche cardiologia.
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ben vengano altri 2 anestesisti
ma quanti anestesisti sono in P.O. al s.paolo?
ma che centra i 2 anestesisti con le operazioni di chir. senologica?
queste vanno in ritardo e le altre operazioni no?
gli anestesisti sono gli stessi se si opera al seno,o al polmone,o alle emorroidi.
spiegatevi meglio su cosa manca, se mai manca! -
mi dispiace x rinaldi ma penso avesse solo un incarico ex art.18(ora art.11 ccnl) per sostituire il primario in pensione.
il s. paolo merita un primario vincitore di concorso, bravo, e competente, non certo un sostituto.






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