Bari, priorità alle comproprietà
I prossimi giorni decisivi per evitare le buste
La data del 30 giugno, fissata come termine ultimo per la risoluzione delle comproprietà, è sempre più vicina e il Bari che ha diverse situazioni in bilico con altre società sta lavorando per risolvere le questioni prima della fatidica scadenza.
Il direttore sportivo Angelozzi qualche giorno fa dichiarò che la società biancorossa non avrebbe difficoltà ad andare alle buste per qualsiasi giocatore, se non dovesse trovare accordi soddisfacenti; in realtà il dirigente catanese è al lavoro per evitare che ciò accada, al fine di evitare spiacevoli sorprese che andrebbero a complicare ulteriormente il mercato barese. La prima situazione che potrebbe sbloccarsi pare possa essere quella relativa a Sergio Bernardo Almiron: il calciatore non interessa né al Bari né alla Juventus (proprietaria dell’altra metà del cartellino) e le due società stanno lavorando a braccetto per limare i dettagli con il Parma che ha già fatto un’offerta concreta.
Si potrebbe sbloccare anche la situazione con il Siena, perché Belmonte fa gola ai toscani mentre Ghezzal potrebbe tornare utile nel 4-3-3 di Torrente. Probabile che il primo (con Carobbio e Kamata) finisca per accasarsi nel granducato e che l’algerino resti a Bari come perno su cui costruire il Bari del futuro.
Anche con l’Udinese si sta per arrivare alla soluzione delle situazioni di Barreto e Salvatore Masiello. I friulani lavorano con il Bari per la cessione della punta brasiliana (Cagliari e Colonia le due squadre attualmente in vantaggio) mentre per l’esterno napoletano ci sono spiragli che possa restare a Bari in quanto, complici i diversi infortuni muscolari (l’ultimo decisamente serio) in cui è incappato, la sua valutazione è diventata molto abbordabile anche per le scarse risorse finanziarie baresi.
MANIFESTAZIONE – Alla fine la manifestazione di protesta contro la società del gruppo Matarrese non ha ottenuto la sospirata autorizzazione da parte della Questura di Bari e questo ha indetto gli stessi organizzatori a non presentarsi in Piazza Ferrarese. Nonostante tutto, un paio di centinaia di irriducibili sabato scorso ha voluto comunque far sentire la propria voce e tra un coro e qualche sventolio di sciarpa ha testimoniato in maniera del tutto civile e composta il proprio dissenso alle politiche gestionali della società biancorossa. La questione non va strumentalizzata perché non c’è la riprova che la presenza degli Ultras avrebbe garantito il rilascio del via libera da parte delle forze dell’ordine. Resta comunque viva la sensazione di un malcontento che è ormai radicato nel tessuto della città e che nemmeno l’entusiasmo portato dal nuovo allenatore Torrente riuscirà a limitare.
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