Avvelenamenti dei cani

Claudia Conforto

La dichiarazione del veterinario, dott. Vincenzo Buono

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Ancora nessuna notizia sui responsabili dei casi di avvelenamento di cani che ci sono stati lo scorso mese nella zona Madonnella e più recentemente nella zona Carrassi.

Nell’attesa di una risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Marcello Gemmato all’Amiu, per avere maggiori dettagli sulle derattizzazioni delle ultime settimane, abbiamo incontrato il Dottor Vincenzo Buono, Veterinario e Consigliere d’Amministrazione dell’Amiu stessa, il quale ha tenuto a chiarire alcuni aspetti oscuri della vicenda e a spiegarci, anche dal punto di vista tecnico, come vengono svolte le derattizzazioni a Bari e quindi quali conseguenze possono esserci.

“In merito alle notizie ed alle voci succedutesi nelle ultime settimane su numerosi casi di sospetto avvelenamento da rodenticida tra i cani che hanno frequentato la zona di Parco Perotti vorrei fornire, come Medico Veterinario e come Componente del Consiglio di Amministrazione di AMIU Bari Spa, alcune precisazioni con la voglia che sia fatta la necessaria chiarezza su questi casi ma anche con l’intento di allontanare il pesante clima da psicosi che si è creato su una delle aree a verde pubblico più frequentate dai baresi e dai loro animali.

I casi di avvelenamenti, dopo un attento sondaggio di numerose strutture veterinarie di Bari città e dei comuni limitrofi, risulterebbero due di cui uno purtroppo mortale come documentato da Barilive; in entrambi i casi i veterinari preposti alle cure di questi animali avrebbero diagnosticato un avvelenamento da rodenticidi. Il clamore suscitato dalle voci ed il passaparola avevano ipotizzato un numero di casi molto più alto.

Le problematiche connesse all’uso dei rodenticidi sono abbastanza complesse e meritano di essere chiarite. Dal 2008 il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza, successivamente modificata ed integrata, con quale si regola l’uso e la detenzione di esche avvelenate con la finalità di salvaguardare le persone, gli animali e l’ambiente da un uso indiscriminato di queste sostanze.

L’ordinanza invita gli utilizzatori a non disperdere le esche nell’ambiente, ad usare appositi erogatori e preparazioni contenenti prodotti che rendono i rodenticidi amari e non appetibili per le specie non target (uomo, cane, gatto, uccelli,…).

Questa provvedimento che finalmente detta delle regole sulle “buone pratiche di derattizzazione” non risolve però un problema enorme: i prodotti sono in libera vendita e possono essere acquistati da chiunque nelle catene della grande distribuzione o nei negozi specializzati (ferramenta, farmacie agricole,..).

Chi li acquista sa come manipolarli, dove posizionarli e come evitare incidenti?

Nonostante l’aggiunta delle sostanze amaricanti purtroppo l’ingestione accidentale può accadere perché la percezione dell’amaro è molto alta nell’uomo e nel gatto, intermedia nel cane e nulla nel topo. L’unico rimedio è rappresentato dalla posa di erogatori di esche inaccessibili all’uomo ed agli animali in luoghi di difficile reperimento o dal posizionamento di sistemi “biologici” per la cattura dei ratti che sono adatti ad aree di piccola estensione ma non sono pensabili, per questioni di natura economica, per la derattizzazione di una città estesa come Bari.

La Regione Puglia già nel 2003 aveva legiferato su questo argomento con l’emanazione della Legge Regionale n° 27 che assegna ai Comuni (che le esercitano per il tramite delle ASL) funzioni di vigilanza, tutela e controllo sulla materia. Tale legge impone al veterinario la denuncia del caso di avvelenamento entro 24 ore dalla diagnosi dello stesso, ai Comuni è demandata la tenuta di un registro dei siti derattizzati e la bonifica dei suoli dove si siano registrati due o più casi di avvelenamento.

AMIU Bari Spa nel corso del 2010 ha eseguito nel territorio cittadino oltre 4200 interventi di disinfestazione: circa un quarto di questi hanno riguardato la lotta contro topi e ratti. Gli interventi vengono svolti da 6 operatori specializzati che posizionano gli erogatori o le esche in siti inaccessibili; il sito derattizzato è indicato da cartellonistica che indica il principio attivo utilizzato (solitamente un rodenticida a singola dose che consente una migliore efficacia dell’intervento, un risparmio economico ed un minore impatto ambientale) e l’antidoto specifico (la vitamina K1).

Tutti gli interventi eseguiti sono tracciabili (operatore preposto all’intervento, sostanza e quantità utilizzate) e ciò ha consentito di verificare che nel mese scorso sono state eseguite 3 derattizzazioni con il posizionamento di erogatori nelle aree circostanti Punta Perotti (Pane e Pomodoro, Park & Ride lato mare, Via Di Vagno) ma nessuna sull’area del Parco.

E’ bene ricordare che nel Luglio del 2010 l’AMIU posizionò, in occasione dell’apertura della Spiaggia di Torre Quetta, ben 70 erogatori di esca rodenticida in modo da liberare da sgraditi ospiti il tratto costiero compreso tra Piazza Diaz e Torre Quetta, e dopo alcuni giorni di questi dispositivi è rimasta solo l’etichetta di segnalazione.

Va infine ricordato che, oltre all’AMIU, anche altre Ditte specializzate nel settore eseguono interventi in aree private della città.

Il compito di Azienda Municipalizzata resta quello di eseguire, con il massimo scrupolo, interventi in sicurezza; quello dei cittadini e delle autorità è quello di essere vigili senza impedire ai propri animali di frequentare una delle poche aree della città dove la presenza degli animali è accettata.

Spero che non si ripetano più altri terribili episodi di avvelenamento e che sia fatta la necessaria chiarezza su quelli avvenuti”.

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