Sparatorie e provocazioni tra Strisciuglio e Parisi: 9 arresti

Nicola Andrisani

Procura, Polizia e Carabinieri fanno luce sugli agguati del 7 e dell’11 marzo scorsi

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Il rombo degli elicotteri che sorvolavano alle 5 di mattina il quartiere Japigia: un segnale inequivocabile.
 L’operazione congiunta tra polizia e carabinieri, coordinata dalla Procura di Bari era in pieno svolgimento. Con sè ha portato anche le prime risposte alle due sparatorie del 7 e dell’11 marzo proprio tra le vie del quartiere alla periferia del capoluogo.

Sono nove le persone arrestate su disposizione del Gip Abbattista e richiesta del pm della Dda di Bari, Gatti.
In manette Giuseppe Millone, 28enne barese, presunto affiliato al clan Strisciuglio, ritenuto responsabile di 3 tentativi di omicidio a distanza di soli 4 giorni: il primo ai danni di Cristian Lovreglio, nipote del boss Savino Parisi, colpito alle gambe durante una partita di calcetto tra squadre composte proprio da appartenenti ai clan Parisi e Strisciuglio, gli altri due nel corso di un raid in pieno giorno tra le strade di Japigia nella corso del quale un proiettile vagante ha anche raggiunto un’auto guidata da una donna (ferita leggermente da alcune schegge di vetro) al cui interno viaggiava anche una bambina di 5 anni, rimasta illesa. Millone è anche accusato di detenzione e porto illegale di armi in luogo pubblico, concorso in lesioni personali. Per lui l’aggravante di aver agito a ‘tutela’ del clan Strisciuglio.

Le altre 8 persone finite in carcere sono invece accusate di favoreggiamento e collusione con il clan Parisi: si tratta di Pierpaolo Caizzi, 23 anni, Alessandro e Giuseppe Lovreglio, riuspettivamente di 21 e 43 anni, Nicola Moretti, di 21, Antonio e Tommaso Parisi, di 20 e 24 anni. Arrestati pure due dei feriti, Antonio De Fano e Cristian Lovreglio. Per gli inquirenti gli 8 avrebbero contribuito a celare, attraverso comportramenti omertosi, dettagli importanti per le indagini, nonostante l’evidenza di alcune intercettazioni telefoniche. Tra loro ci sarebbero anche gli autori di alcune ‘picchiate’ in scooter a Bari vecchia effettuate nelle ore immediatamente successive al ferimento del 7 marzo.

Vere e proprie incursioni senza sparare un colpo da parte di esponenti del clan Parisi in ‘casa’ Strisciuglio, per far capire che nessun territorio può essere difeso.

Dall’inchiesta, condotta anche con l’ausilio di elementi dei Servizi segreti, è emerso uno spaccato fluido e allarmante dell’assetto criminoso barese con il clan degli Strisciuglio che aveva messo gli occhi sul ‘Fortino’ dei Parisi, il vero e proprio feudo posto all’estrema periferia di Japigia, sede incontrastrata dei Parisi.

Una provocazione forse premeditata da tempo e che aveva bisogno di un ‘casus belli’ per concretizzarsi, come quello della sparatoria durante la partita di calcio. Una situazione eslosiva condita anche da altri episodi simili nei giorni successivi (a Carbonara e in via Quintino Sella, quest’ultimo sicuramente non collegato a guerre di mala) spenta dalla prontezza dell’attività investigativa. Il procuratore di Bari, Antonio Laudati, ha illustrato con soddisfazione i dettagli di un’operazione effettuata con un grande gioco di squadra tra le varie forze di polizia. Per il magistrato “inizia una nuova stagione“.

“La ‘Squadra-Stato’ è scesa in campo in un contesto dove tutti i boss sono stati arrestati e il potere è passato di mano a nuove leve deboli ma che hanno un’aggressività maggiore,senza il ‘fair play’ che vigeva un tempo nelle associazioni criminose”. Secondo il procuratore sono in corso “fatti che denotano cambi di strategie e di asset del territorio. C’è stata molta omertà, ma lo Stato ha saputo dare una risposta. Gli arresti sono solo una prima tranche – ha sottolineato Laudati – per tracciare una nuova mappa dei modelli criminosi sul territorio”.

di Nicola Andrisani

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