L’ ICI e quelle lettere dal Comune

Indetta domani una conferenza stampa per le spiegazioni di rito
Grande confusione tra i cittadini baresi che nei giorni scorsi si sono visti recapitare una lettera dal Comune con tanto di bollettino postale per il pagamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili: l’ ICI.
Tanti i punti incomprensibili, a partire dal testo della missiva in cui si parla di delibere del Consiglio Comunale, aliquote, detrazioni, assimilazioni per legge, ecc., il tutto corredato da un bollettino postale già predisposto con il codice fiscale del destinatario della lettera, ma senza importo.
Le domande e le richieste di spiegazioni saranno state molte vista la decisione dell’Assessore con delega all’Economia e Finanze, contenzioso e politiche abitative, avv. Giovanni Giannini, di convocare una conferenza stampa per domani, al fine di dare tutte le spiegazioni del caso.
Ma procediamo con ordine, quello che è mancato all’Amministrazione comunale nel redigere la missiva.
E’ tempo di tasse. Durante un Consiglio comunale si approva il versamento dell’imposta sulla casa nelle casse del Comune stesso e non più alla tanto odiata Equitalia.
Bene, i baresi questo non lo sanno, o per lo meno non lo sanno tutti, quindi quale modo migliore per informarli?
Dal momento che nelle casse cittadine regna l’opulenza economica, si ritiene giusto far redigere una lettera, fotocopiarla (il Comune è l’unico ufficio pubblico in cui le risme di carta sono in surplus), imbustarne le copie e pagare il servizio a Poste Italiane per l’invio all’intera cittadinanza, anche a coloro i quali in realtà questa benedetta ICI non sono tenuti a versarla da quando il Governo berlusconiano ha graziato dal pagamento della stessa tutti i proprietari di prima casa.
Quindi tutta questa fatica e questi soldi per spiegare con termini impropri per chi non è un commercialista/ ragioniere/ economista o comunque un appartenente alla categoria, quale sia il nuovo destinatario del versamento dell’imposta e far prendere la famosa “goccia” a chi sorseggiando un caffè, alleggerito dal pensiero di avere il conto in banca un po’ più rimpinguato perché beneficiario della mossa di Berlusconi, si è rovinato la mattinata credendo che la decisione del governo fosse stata abrogata nel giro di poche ore senza informare gli italiani.
Aspettiamo domani per sentire quali saranno le giustificazioni dell’Assessore Giannini.
di Alessia Silecchia
Commenti
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mmm peccato che l’articolo non sia molto corretto:
Il governo Prodi (non quello Berlusconi) ha stanziato nel 2008 circa 1 miliardo di euro, aumentando le detrazioni Ici fino a 303 euro esentando cosi’ di fatto il 40% delle famiglie italiane (quindi quelle le cui case valevano di meno) e riducendo sensibilmente il carico per le altre. Successivamente il governo Berlusconi ha esteso il provvedimento Prodi, attuandola con l’emanazione del decreto legge 93/2008, entrato in vigore il 29 maggio 2008, poi convertito in legge 126/2008 pubblicata sulla G.U. 174 del 26 luglio 2008 (di fatto ha tolto l’ICI ad immobili di valore maggiore ossia a quelli più ricchi).






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