Rsa: passa legge su strutture assistenziali ed emendamento dell’opposizione

Silvia Cocuzza

Blasi (PD): “Manca in Consiglio regionale il senso delle istituzioni”. Palese (PdL): “Chi fa ostruzionismo a Fiore e a Vendola? Chi sta con chi?”

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Seduta “calcistica”, quella dell’ultimo Consiglio Regionale: tutto un rimbalzo di palle, per lo più avvelenate. Battute ironiche, frecciatine pungenti, riferimenti provocatori l’hanno fatta da padrone. La seduta si apre alla presenza degli alunni dell’Istituto Tecnico Commerciale “Giulio Cesare” di Bari e della classe V della Direzione didattica “Don Bosco” di Cisternino. Ed è via ai lavori.

Primo argomento in esame, la proposta di legge “Norme in materia di residenze sanitarie assistenziali, riabilitazione e hospice”, presentata da consiglieri del gruppo del Partito Democratico (primo firmatario Dino Marino) e sulla quale era già stata incentrata la discussione generale nella seduta di mercoledì scorso.

Immediato l’intervento di Rocco Palese, presidente del gruppo del Popolo della Libertà, riguardo presunte eccezioni procedimentali commesse nella proposta. Pare infatti non esser stato condiviso, dall’opposizione, il parere espresso dall’ufficio legislativo del Consiglio regionale che, sollecitato dallo stesso Palese a verificare l’eventuale non rispondenza della proposta di legge ai principi costituzionali nonché l’ incompatibilità del quadro economico finanziario con le previsioni del piano di rientro, si sarebbe invece pronunciato favorevolmente. Replicando all’intervento del consigliere, l’assessore alle Politiche della Salute Tommaso Fiore, ha naturalmente dichiarato il testo della p.d.l. pienamente rispettoso dei principi costituzionali.

Anche le sollevate perplessità di ordine finanziario, secondo Fiore sarebbero superabili, con il ricorso ai Fondi Fesr per il potenziamento delle attività territoriali. Nello specifico, poi, replicando alle altre eccezioni sollevate in tema di conflitto con la legislazione vigente, Fiore ha affermato che la semplificazione delle procedure di accreditamento riguarderà solo aspetti burocratico-amministrativi.

Dopo queste dovute delucidazioni, dal sapore di facili rassicurazioni che a poco son valse nel clima già da subito alterato, si è proceduto alla tanto agognata votazione avente come oggetto la suddetta proposta di legge. Nella fattispecie l’art. 1 (5 commi più alcuni emendamenti), il cui scopo sarebbe far coincidere la chiusura dei posti letto ospedalieri, prevista nel Piano di rientro 2010-2012, con la riconversione dei presidi ospedalieri dismessi in Residenze sanitarie assistenziali (RSA), Residenze sanitarie socio assistenziali (RSSA), presidi locali di Riabilitazione e di hospice.

L’articolo prevede anche le modalità per l’espletamento del percorso normativo con cui tali strutture dovrebbero accreditarsi al Servizio Sanitario Regionale, ovvero il ricorso all’istituto dell’autocertificazione sul possesso dei requisiti autorizzativi, organizzativi e tecnologici.

L’articolo è stato approvato con il voto favorevole di 38 consiglieri, fra PD, SEL e UDC (voto di responsabilità motivato da ulteriore apertura di credito verso la maggioranza), e 20 astensioni ( PdL). Rocco Palese ha giustificato la posizione della coalizione di centro destra esprimendo forti perplessità rispetto alla valenza del provvedimento in discussione, definito “una legge sostanzialmente inutile da cui il PdL si è astenuto solo per non essere tacciato di voler ostacolare il processo di riconversione” . Vigorosa la critica, in risposta a Palese, di Sergio Blasi (PD), secondo cui la legge, tutt’altro che “inutile”, di fatto rappresenterebbe “uno strumento certo con cui iniziare la rivisitazione del Sistema Sanitario Regionale. Per questo – ha proseguito Blasi– il centro-destra ha fatto di tutto per ostacolarne l’iter approvativo, persino ricorrendo ad una inconsistente ipotesi di incostituzionalità”.

 Comunque stiano le cose, è pur vero che il PD non c’ha messo molto a restituire il favore dell’astensione, la nuova via dell’ ostruzionismo “bianco”.

L’occasione è arrivata da una seconda votazione, questa volta relativa ad un articolo aggiuntivo costituito da due emendamenti proposti dal centro destra. L’ordine del giorno in questione, proposto dal consigliere del PdL Giammarco Surico e concordato con l’assessore Tommaso Fiore, preve l’impegno della Giunta regionale a redigere, entro sessanta giorni dall’approvazione della legge in materia di RSA, RSSA, riabilitazione ed hospice, un piano dettagliato di riconversione degli ospedali dismessi; l’assessore alle Politiche della Salute sarà poi tenuto a relazionare dello stesso nella Commissione consiliare competente. L’approvazione è avvenuta con i soli voti dei partiti di opposizione, artefici della proposta.

Contrario il gruppo SEL e, manco a dirlo, astenuti tutti gli altri partiti di maggioranza. Incontenibile, a questo punto, l’esplosione sarcastica del consigliere Rocco Palese: “E meno male che eravamo noi a fare ostruzionismo alla cosiddetta “leggina” del Pd sulla riconversione degli ospedali! E’ chiaro – ha concluso il portavoce PdL- che per l’ennesima volta la maggioranza fa ostruzionismo a se stessa, all’assessore Fiore e all’intero Governo regionale su un tema come quello della chiusura degli ospedali, su cui dovrebbe esserci unità d’intenti nell’interesse dei cittadini”. A metter d’accordo tutti c’è riuscito solo l’ordine del giorno presentato, in conclusione di seduta, dal gruppo UDC, riguardante l’istituzione di un centro unico per gli acquisti di beni, sevizi, farmaci, strumentazione medica e materiale sanitario ed approvato per l’appunto all’unanimità.

di Silvia Cocuzza

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