Suoni in taverna dal Portogallo a Bari

Luigi Fallacara

La cantante Mariza protagonista con il suo Fado

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Un pubblico ipnotizzato, tre musicisti eccezionali, una voce inconfondibile. Vivide atmosfere da taverna portoghese. La magia del Fado. E’ tutta qui la densità di emozioni dell’esibizione di Mariza, l’erede designata di Amália Rodrigues, al Teatro Forma di Bari nello spettacolo realizzato grazie a Puglia Sounds. «Quando morirò, voglio che la gente pianga per me». Con questa frase il regista spagnolo Pedro Almodóvar apriva la sceneggiatura del film "Parla con lei", proprio citando quella Amália Rodrigues, universalmente riconosciuta come regina del Fado, di cui Mariza raccoglie il testimone in qualità di esponente di punta della musica lusitana nel mondo. Accompagnata da Diego Clemente alla chitarra, Angelo Freire alla chitarra portoghese e Josè Martino de Freitas al basso acustico, ha letteralmente dominato -non solo fisicamente, dall’alto del suo metro e novanta d’altezza- il palcoscenico del Forma con una prova vocale che ne decreta in termini assoluti l’indiscusso valore artistico. Semplicemente Musica Folk per qualcuno.

Troppa sufficienza di giudizio per un genere che rappresenta ben altro. Il Fado interpretato da Mariza in concerto assomiglia tanto ad un dialogo con gli strumenti che lo accompagnano. Il nome Fado ricorda il destino, il fato a cui si ispira. Narra temi di lontananza, di separazione, di disperazione e di dolore. E’ il canto del cuore che lamenta le sue tristezze, lo sfogo dell’anima portoghese. Musica urbana, nata in strada e dalle voci della strada. Il pregio di Mariza è di riuscire esemplarmente a ricreare quelle suggestioni già trasferite dal capolavoro Lisbon Story di Wim Wenders -reso tale anche grazie alle performance canore di un’altra icona della musica portoghese, l’ex Madredeus Teresa Salgeiro- assunto a paradigma del manifesto popolare lusitano. Ed è nei classici di Amália Rodrigues o di Francisco Viana, interpretati magistralmente dalla cantante portoghese, che si allungano gli echi di canti marinareschi, musica araba e ballate provenzali medievali da cui trae origine il Fado.

Note su cui la cantante tesse la propria trama vocale, personalizzandoli attraverso un registro assolutamente moderno e con trasporto emotivo di rara intensità. Si sforza di parlare in italiano benchè dichiari di non conoscerlo affatto e finisce, addirittura, per coinvolgere in un coro da stadio i presenti su un paio di composizioni originali, Meu Fado Meu e Cavalero Monge. Alle sue spalle una sparuta schiera di spettatori seduti a dei tavolini sistemati per l’occasione, come se Mariza sentisse l’esigenza di esser circondata da un pubblico che potesse cogliere tutto il sentimentalismo del suo repertorio di classici e non. Lo scrittore Fernando Pessoa diceva che “il Fado non è né allegro né triste, è la stanchezza dell’anima forte…”, una subliminata sensazione di nostalgia, dunque, tipica della tradizione letteraria e musicale portoghese che Mariza è riuscita a trasferire con il suo concerto. Il suono del Portogallo a musicare la colonna sonora dell’animo per una sera a Bari.
Il prossimo evento Puglia Sounds è il concerto di Esperanza Spalding sabato 2 Aprile al Teatro Curci di Barletta. Info www.pugliasounds.it

di Luigi Fallacara

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