Un libro ci spiega i viaggi (e non solo mentali) dei più grandi filosofi

Julia Corral

Incontro filosofico a Laterza

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Gli spostamenti da una parte all’altra del mondo sono stati presenti nella nostra storia da sempre. Però certi personaggi hanno visto come la loro opera vitale era stata segnata da questi viaggi, anche se sono più conosciute le idee risultanti da questi viaggi piuttosto che i percorsi fisici da cui hanno preso spunto. Maria Bettetini, professoressa di Storia della Filosofia Medievale e Stefano Poggi, professore di Storia della Filosofia hanno raccolto gli spostamenti dei filosofi più noti della storia dal 700 A.C. fino a un paio di secoli fa, nel libro “I viaggi dei filosofi”.

Questa raccolta di racconti, come così l’hanno voluta chiamare i curatori, nasce dalla idea di fare un ritratto di questi personaggi pieni di vitalità ma anche di follia, come speso accadeva ai filosofi. “Questo è un libro atipico che aiuta a capire in che cosa consiste l’esercizio della filosofia” ha spiegato Costantino Esposito, professore di Storia della filosofia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari, moderatore di questo incontro. Tante volte il viaggio si vede come un modo di conoscere diverso dai libri. E così iniziano con Platone e il suo pericolosissimo viaggio per mare dalla sua Atene fino a Siracusa. Uno dei personaggi più interessanti è Tommaso d’Aquino, nato in un paesino in Campania e mandato a Napoli per studiare. Posteriormente, già appartenente all’ordine dei domenicani, partirà per Parigi per continuare i suoi studi e poi andrà a Colonia.

Dopo essere diventato maestro in teologia viene trasferito nuovamente in Italia, prima a Orvieto, poi a Roma. Tutti questi spostamenti vengono effettuati come risultato dell’idea della Congregazione di <far girare i maestri per far girare le idee>. Tommaso d’Aquino torna ancora a Parigi, ma solo per due anni per poi essere inviato a Napoli per rifondare uno studio teologico. Gli viene richiesto di andare a Lione e proprio quando inizia questo viaggio trova la morte, a poca distanza del luogo dov’è nato.

Ma non solo il dove era importarte in questi viaggi, sennò il come. Nel medievo, gli ordini religiose mendicanti non permettevano ai suoi monaci di viaggiare a cavallo. Potevano, però, prendere un’asino per portare i libri mentre loro andavano a piedi.

Nell’incontro si trovava anche Pasquale Porro, professore di Storia della Filosofia Medievale all’Università di Bari, il quale ha curato uno dei capitoli di questo interessante libro, che parla di altre figure molto importanti nella filosofia come Rousseau, Nietzsche, Leibniz o Beccaria. Questi racconti piaceranno agli amanti della filosofia e dei viaggi, ma probabilmente anche a tutti quelli che cercano un libro diverso sulla filosofia e i filosofi.

di Julia Corral

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