Dilaga la criminalità e dalla politica nessuna risposta

Cosa che, naturalmente, non passò inosservata all’opposizione di Palazzo di Città, che formalizzò la richiesta di un Consiglio Comunale monotematico per la sicurezza. Un Consiglio, per la verità, piuttosto inutile e meramente formale, al margine del quale però -rullo di tamburi- il centro destra fece la sua proposta per contrastare il fenomeno della delinquenza. Se la decisione del Sindaco, pardon, sceriffo Emiliano parve all’epoca priva di senso -e lo era sul serio- la proposta dell’opposizione non fu da meno. Una proposta che sembrava più uno schema riassuntivo per alunni, che un programma da seguire per un’amministrazione. Telecamere, ronde, assistenza sociale…insomma, di tutto di più.
Il problema però, era un altro ed è pure l’elemento che rese inconsistenti quelle paginette di “buoni propositi”: mancava una seppure forfettaria previsione economica di tutto l’ambaradan messo insieme. Traduzione: non si fece nulla. Gli unici effetti di quei giorni a colpi di pistolettate furono disagi per i cittadini con la chiusura del lungomare e conseguente traffico, e i soliti fiumi di polemiche politiche.
Ciononostante, quello che avvenne ad ottobre non è affatto paragonabile a quanto sta accadendo adesso e sembra che solo il Capo della Procura, Antonio Laudati, se ne sia accorto. Lui e il Sottosegretario Alfredo Mantovano, con il quale si incontrerà proprio oggi in Prefettura.
La verità è che qualche equilibrio si è rotto nella criminalità barese. Una criminalità non professionale e dunque, ancora più pericolosa. L’allarmismo, si sa, non è mai opportuno, ma non si può nemmeno cucirsi la bocca davanti a un boom crescente di violenza per le strade della città. Una criminalità che non ha più paura di mostrarsi a viso aperto, che si sente forte, potente, padrona del mondo.
Sebbene non si possa (ancora) fare un paragone, una riflessione va fatta di sicuro: è noto che la mafia nacque infiltrandosi nei varchi lasciati aperti dalla totale assenza dello Stato sul territorio. È vero, Laudati ha colto quanto sia delicato questo momento, ma gli altri? La criminalità nasce dove regna il disagio, l’arretratezza, la mancanza di educazione, dove per educazione si intende la cultura del vivere civile che orienta la volontà dell’individuo in direzione della pacifica convivenza. Ma non solo. Nasce e si radica in momenti di forte depressione economica e laddove lo Stato non esiste, o è presente ad intermittenza.
Proprio come a Bari. Se per una sparatoria è stato chiuso il lungomare, per tutti questi eventi criminosi cosa è stato fatto? Che garanzie di sicurezza stanno avendo i cittadini da chi li amministra? Certo è impensabile che si chiudano al traffico tutte le strade dove avvengono le sparatorie. Impensabile ed inutile. Ma cosa stanno facendo gli amministratori, di destra e di sinistra a Palazzo di Città, per dare un segno ai cittadini che la politica si impegna a soddisfare un bisogno quasi fondamentale come quello della sicurezza?
Per ora, assolutamente nulla. Sorprende soprattutto il silenzio del primo cittadino, che per qualche telefonata di reclami mette al muro cinque locali della città, e per una sparatoria vieta il transito in una delle principali strade baresi. Politici a braccia conserte, agevolati -e ammettiamolo pure- dalla festa dell’Unità d’Italia con relativo ponte. La festa è festa per tutti. Anche se si spara.
di Federica Stea
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito