Sparatoria al quartiere Libertà per futile lite di vicinato

La Redazione

Arrestato un 52enne barese

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Su ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura del capoluogo, è stato arrestato nella tarda serata di ieri sera, 14 marzo, dagli agenti della Squadra Mobile di Bari, Damiano Mininni, 52 anni di Bari, pluripregiudicato, residente al quartiere Santo Spirito, con le accuse di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da sparo. Altre tre persone risultano indagate per rissa.

La sera del 10 febbraio scorso, poco dopo le 21, in via Pascoli, nel cuore del quartiere Libertà di Bari, alcuni colpi di pistola ferivano in maniera grave Gianluca Novelli, 21 anni di Bari, che aveva l’unica colpa di essere presente sul posto dove pochi minuti si era consumata una furibonda lite fra due famiglie dirimpettaie: De Mattia e Mininni. Da tempo i rapporti di vicinato fra la famiglia di Cosimo Mininni, 53 anni, di Bari, fratello di Damiano, e Giuseppe De Mattia, detto “Pippo”, 36 anni, di Bari erano pessimi. Secondo gli inquirenti, infatti, proprio quest’ultimo sarebbe dovuto essere il bersaglio dell’agguato.

I rapporti pessimi sono, però, precipitati il giorno prima del ferimento, il 9 febbraio, quando Pina Mininni, 30 anni, figlia di Cosimo e nipote di Damiano, aveva versato un secchio, pare volutamente secondo il racconto di alcuni testimoni, sui pantaloni del De Mattia, suo dirimpettaio, rovinandogli il capo di abbigliamento. Fra i due era scoppiato l’ennesimo litigio. La ragazza aveva chiesto all’uomo di andare via dal quartiere. Vecchie ruggini che da quel momento avrebbero portato a un’escalation sfociata nella sparatoria della sera dopo.

Il 10 febbraio, infatti, poco dopo le 20, quella che si potrebbe definire una vera e propria spedizione punitiva – formata dalla ragazza, il padre e il fidanzato, Antonio Alessandro Amore, 21 anni, di Bari – si era recata sotto casa del De Mattia. Qui non solo erano volate parole grosse, ma i protagonisti se le erano date di santa ragione, come dimostravano le ecchimosi sul volto della ragazza e del ragazzo riscontrati dagli agenti della Squadra Mobile durante gli interrogatori che si sono susseguiti dopo la sparatoria.

Forse, proprio l’aver picchiato Pina Mininni è stato considerato un affronto che il De Mattia doveva pagare: una volta rientrati in casa – come dimostrano i tabulati telefonici – viene chiamato Damiano Mininni, fratello del capofamiglia, pluripregiudicato, perché desse al giovane dirimpettaio una lezione. L’uomo dopo mezz’ora era in via Pascoli e impugnata la pistola ha sparato alcuni colpi contro il bersaglio, solo che sulla traiettoria il proiettile ha incontrato il Novelli, ferito gravemente e che deve salva la vita per il pronto intervento di un infermiere albanese che si trovava a transitare da via Pascoli.

In questo mese di indagini grandi difficoltà sono state incontrate dagli inquirenti per il clima di omertà che ha caratterizzato tutti gli attori della vicenda. La stessa ricostruzione della rissa è stata possibile solo grazie alla collaborazione di alcuni testimoni.

DICHIARAZIONI PROCURATORE ANTONIO LAUDATI
Il ferimento di Novelli è stato il primo fatto di sangue di questo 2011. A poco più di un mese dall’accaduto le indagini della Squadra Mobile, coordinata da questa Procura, ha permesso di individuare e assicurare alla Giustizia un pluripregiudicato barese che con grande spregiudicatezza ha impugnato una pistola e sparato per quella che potremmo persino definire una banale lite di vicinato. Una rissa che per altro aveva coinvolto il fratello e la nipote e alla quale lui non aveva neppure partecipato personalmente.

L’episodio, anche se non catalogabile come un delitto compiuto all’interno della criminalità organizzata, è socialmente, forse, più grave per la facilità del ricorso che si fa alle armi per definire anche una semplice lite. Il sintomo di un imbarbarimento dei comportamenti che, appunto, per molti versi crea un allarme sociale anche più alto perché a sparare non sono più killer professionisti all’interno di logiche mafiose, ma improvvisati pistoleri che sbagliano anche bersaglio e rischiano di mettere a repentaglio la vita di innocenti cittadini.

L’immediatezza delle indagini e la collaborazione di alcuni, dovrei sottolineare pochi, testimoni hanno , però, in poco tempo risolto il caso. Una soddisfazione che non può e non deve riguardare solo gli addetti ai lavori, ma che deve rappresentare per i cittadini la prova tangibile della risposta della Squadra-Stato.

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