“Il sogno”, la band underground barese
Il Sogno sono Molla -voce, chitarra e macbook, Mitch -chitarra elettrica e cori, Tullio -basso, Takko -batteria e Amber -l’autrice dei testi. Il gruppo si esibirà il 6 marzo a Modugno, all’interno del Klimt Café in via 10 Marzo, 110/N, a partire dalle 19:30. Il Klimt Café è un locale che si presta decisamente bene ad una situazione musicale coinvolgente, ritrovo della “movida” modugnese. Gli afecionados “ne sentiranno delle belle”.
La musica de “Il Sogno” nasce nel 2007, quando Molla (Luca Giura) riceve da Dj Amber (Ambra Susca) un testo intitolato “Bari / Milano”. Da lì è incominciato tutto. Molla si fa strada nell’underground barese suonando con numerosi gruppi fino ad approdare a Sanremo. Nell’edizione 2006 del Festival di Sanremo, Molla partecipa con la band barese Ameba4 nella categoria giovani. In quella formazione c’era già Tullio, il bassista, e si inizia così a costruire le fondamenta di quella che attualmente è la formazione del Sogno. Si aggiungeranno infine Mitch e Takko.
Il Sogno propone un sound pop a volumi rock, dove il termine “volume” indica l’inusuale grinta, solitamente associata al rock, percepibile soprattutto nei live. Il cantato è a tratti melodico, a tratti ritmico e graffiato. In brani come Caccio l’inverno la voce sembra giungere da lontano per poi andarsene laggiù, da dove è venuta. Il controcanto poi rende lo spazio tridimensionale, propria dell’onirico. Non sarebbe azzardato fare un parallelismo con i Tiromancino per la melodia e per il timbro; con i Subsonica per l’elettronica, elettronica che, come asserisce il batterista Takko: «si applica al pop per dare ritmo e adrenalina. Una novità».
Giusto per fare ancora un po’ di quelle antipatiche comparazioni che si conviene, le chitarre del Sogno ricordano i riff coldplayani di Parachutes e negli arpeggi i Muse. Basta ascoltare Fragili e Aldilà per capire che un brit-pop si fonde benissimo con la leggera italiana, una leggera moderna, per intenderci. Di quella che non nasce da programmi televisivi come Amici, ma dall’anima e dall’emisfero destro del cervello. Per l’appunto!
Abbiamo chiesto a Takko cosa ne pensasse del panorama musicale barese, se la città offre spazi di cultura accessibili e itineranti: «C’è un buon fermento a Bari, ma gli spazi musicali sono pochi e andrebbero sfruttati meglio. Pensiamo alle recenti chiusure dei teatri.»
Chi cura i vostri “sogni” o interessi di gruppo?
«Abbiamo un contratto di produzione management, dove un manager si occupa di inviare i nostri demo alle case discografiche. Qualora qualcuna si interessasse, abbiamo già pronti una decina di pezzi.»
E la SIAE vi facilita il compito?
«E’ solo una tassa che bisogna versare senza avere nulla in cambio. Un organo di controllo e basta, che c’è e non c’è»
Ascoltiamolo allora questo gruppo, seguiamolo, affinché una buona premessa artistica non sia solo ambizione vana, pretestuosa in un tempo di magra cultura. Vediamo quanto grandi sono le ali del talento, senza i compromessi dello showbiz e della risonanza mediatica. Prendiamone parte, affinché un Sogno non sia solo un Sogno.
di Ezio Tullo
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