Svendite e concessioni di immobili del Comune: l’opposizione chiede chiarezza

Nicola Andrisani

Il centro destra comunale punta il dito contro “Una gestione della cosa pubblica a proprio piacimento”

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“Il Comune deve fare chiarezza sulle concessioni di pezzi importanti della città di Bari come la Caserma Rossani, l’Ex Centrale del Latte o la Casa Natale di Nicolò Piccinni, perchè non è più tollerabile una gestione della cosa pubblica a proprio piacimento”.

Le opposizioni di centrodestra a Palazzo di CIttà contestano la “svendita” e le concessioni di alcuni fabbricati, tra i quali spiccano proprio l’enorme area della Caserma, “acquistata dal Comune al prezzo spropositato di 38 milioni” ha commentato il consigliere comunale del Pdl Costantino Monteleone. “La storia di Bari – spiega invece Ninni Cea del Pdl – è in questi luoghi. In città si dismette tutto. Si tratta di tre immobili sui quali il Governo cittadino avrebbe potuto incrementare lo sviluppo. Casa Piccinni ad esempio doveva restare un museo, invece è diventata un luogo per le iniziative di Emiliano”. Altro ‘rudere’ resta ancora la Centrale del Latte, nei pressi del Policlinico: “Il Comune aveva concesso gratuitamente l’area a una società terza per incentivare la produzione culturale e artistica, ma poi non si è fatto più nulla e fa parte anch’essa dell’elenco dei fabbricati approvato dalla Giunta e che andremo poi a votare”. Sulla Caserma il pdl è perplesso: “Vorremmo sapere cosa ne sarà e se queste operazioni interferiranno con il Piano Strategico, per un affitto a pezzi dell’intera zona”.

Il centrodestra poi vuole anche approfondire la vicenda di un immobile a San Pio “di 206 mq, concesso a 137 euro al mese a un comitato di quartiere, in barba al bando che non prevedeva l’assegnazione a questo tipo di associazioni, Comitato che in poche settimane si è costituito e ottenuto il contratto”.

Sempre Monteleone attacca il Comune sulla presunta “svendita” di luoghi-icona come l’albergo delle Nazioni (che a breve diventerà il primo hotel a 5 stelle della città): “E’ stato venduto per soli 18 milioni, ma non è il solo caso di spreco: il teatro Margherita ad esempio è stato concesso ad una Fondazione privata per due anni ( che si occuperà dell’allestimento di mostre, ndr).

E poi vorremmo anche capire la gestione dei fitti degli immobili comunali, a quanto pare poco redditizia per la collettività”.

di Nicola Andrisani

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