“L’arco di Papapiccolo va salvato”

Gaetano Macina

I residenti chiedono interventi per recuperare l’antica struttura rurale in piazza Capitaneo

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“Va sempre peggio, solo promesse e pochi fatti. Il Portico di Papapiccolo a Palese è sempre più danneggiato e nessuno fa niente”. A denunciare lo stato di abbandono in cui è stato lasciato l’antico monumento in piazza Capitaneo a Palese è Carlo Cirasola, del movimento politico Schittulli, che si fa interprete delle istanze di molti cittadini. Senza esitazioni punta il dito contro le istituzioni che, a parte l’impegno personale da parte dell’ex-presidente della prima Circoscrizione Vito Di Cillo, in tutti questi anni sono state poco attente alla salvaguardia della struttura che per i palesini rappresenta un pò la storia agricola della zona.

La costruzione rurale, originaria del ‘700, un palmento con le volte a crociera, è già interessata da gravi lesioni e cedimenti della parte superiore che potrebbero pregiudicare l’intera stabilità della struttura. Cirasola invita la Circoscrizione ed il Comune di Bari ad avviare presso la Soprintendenza ai beni culturali ed architettonici della Puglia la procedura per il riconoscimento dell’immobile come bene da salvaguardare. La struttura ha i requisiti di legge per avere questo riconoscimento.

“Bisogna correre ai ripari – dice – le piogge rischiano di compromettere la solidità del portico”. I pini cresciuti rigogliosi hanno soffocato l’arco che da lontano quasi non si vede più. Alcune delle pesanti pietre e degli archi della struttura sembrano quasi marciti e la presenza dell’erbaccia non fa che peggiorare la situazione. Inoltre, l’Arco di Papapiccolo per la posizione un po’ nascosta viene trasformata da cittadini incivili in una piccola discarica a cielo aperto, ricettacolo di spazzatura di ogni genere.

A completare il quadro la presenza di contenitori di rifiuti di vario genere e tanti cassonetti di rifiuti che circondano l’immobile e che potrebbero essere spostati. Cirasola fa notare che il terreno dove sorge il monumento è proprietà privata di un’impresa di Corato, che ha acquistato i suoli dalla Famiglia Capitaneo e che dovrebbe procedere ad una lottizzazione in zona. La Ditta, sollecitata circa due anni fa, dall’ex Vice-Presidente Di Cillo aveva annunciato, con una lettera ufficiale, che avrebbe donato il portico e il suolo su cui sorge alla comunità di Palese perché fosse fruibile al pubblico e tornasse ad essere un simbolo della ex frazione. L’impresa attendeva solo l’approvazione del piano di lottizzazione.

Allo stato attuale ,continua Cirasola, agli ultimi punti del copioso ordine del giorno del Consiglio Comunale di Bari del 17 Febbraio 2011 era previsto “Piano di lottizzazione n. 187/2007 concernente un’area tipizzata nel vigente prg a “zona di rinnovamento urbano b/7”, ubicata nella frazione di palese e compresa fra c.so vittorio emanuele, p.zza capitaneo e via del turco. int.: “domus optima” ex capitaneo, “edil co.ma.ni.” ex de benedictis ed altri. – adozione”.

Ma, come ormai è consuetudine del Consiglio Comunale di Bari, il tutto è stato rinviato”Sine Die” .Tutto ciò non è buono, afferma l’esponente politico che invita il Presidente della Prima Circoscrizione a pressare il Consiglio comunale per una sollecita approvazione della lottizzazione per una serie di motivi. Primo fra tutti la questione igienico sanitaria del luogo e la sicurezza dei cittadini ;la porta provvisoria in legno che blocca l’accesso al monumento è facilmente asportabile ed all’interno del recinto esiste un pozzo oltre alla presenza della processionaria,un insetto molto pericoloso con aculei urticantii.

Ma soprattutto, conclude Cirasola, è importante salvare e restituire questo antico monumento alla comunità locale.

di Gaetano Macina

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