Anche a Bari sbarca il metodo del guru della formazione motivazionale
Serata Live con Roberto Re allo Sheraton
Un circuito chiuso, una lobby, un’improbabile setta o un’élite? Niente di tutto ciò. Il pubblico presente era probabilmente tra i più eterogenei che si potesse osservare. Facilmente riconoscibile il dipendente pubblico, la casalinga, il professionista, l’operaio , lo studente, individui di qualunque età.
Roberto Re One Man Show allora, non è vero? Si. Forse.
Qualcuno diffida profondamente dei corsi di quest’uomo, qualcun altro lo considera un guru ed etichetta i diffidenti come cinici nichilisti o superficiali che non riescono ad ammettere la propria ignoranza o rigidità culturale. Sta di fatto che Roberto Re, 43 anni, ligure di nascita e milanese d’adozione, definito recentemente “l’Anthony Robbins italiano”, è oramai un pluricelebrato formatore a livello europeo come attestano sempre più numerose star del panorama sportivo, dello show-business e affermati professionisti nel campo dell’economia e della finanza.
Ieri sera ha ufficialmente avviato l’attività del suo atipico management a Bari –dodicesima città italiana in ordine di tempo ad aver accolto con entusiasmo il suo metodo oggettivamente vincente –, inaugurando il nuovo centro itinerante HRD Training Group, organizzazione nota in Italia nella formazione comportamentale e motivazionale.
Con oltre 150.000 copie delle sue due pubblicazioni (i Best Sellers “Diventa leader di te stesso” e “Smettila di incasinarti!”) costituisce, al di là di ogni ragionevole dubbio, il più clamoroso caso paradigmatico di successo letterario e commerciale strettamente connesso e correlato alle défaillance di un’intera generazione, la nostra, che non ha impiegato secoli per far penetrare nel proprio tessuto sociale Internet -come è accaduto per l’unica rivoluzione culturale paragonabile all’introduzione della Rete: l’avvento della Stampa-, ma ha messo a nudo una cronica, grave, insofferenza a convivere con i molteplici input tecnologici prodotti dalla modernità, generosa fonte di squilibri emotivi e disagi psichici.
La conferma ci viene dallo stesso Re nell’incipit della sua conferenza-show. Secondo alcuni autorevoli studi, entro il 2020 la depressione sarà il secondo motivo di assenteismo dal lavoro dopo le malattie cardiovascolari. Pressioni sociali e fenomeni di alienazione in costante aumento rappresenterebbero l’humus che favorisce il sorgere di una dottrina infallibile necessaria a sconfiggere ogni negatività.
Da queste premesse prende spunto il vangelo di Roberto Re, per il quale la Comunicazione, in tutte le sue modalità e sfaccettature, assume un ruolo decisivo per la buona sorte della nostra esistenza, se non addirittura per la sopravvivenza della nostra identità a questo sistema di cose. Munito della sua fedele cuffietta ergonomica con microfono incorporato, il Re, dopo un’ora di interfaccia informale con la platea definita in gergo tecnico “cornice d’accordo”, approcciava l’uditorio con lo slogan leit motiv della serata: “Do it now”, Fallo ora. Quel “trasforma la tua motivazione in azione” alla base del Re pensiero, tanto foneticamente assonante -eppure moralmente contrastante- con il memorabile “Just do it” (Fallo e basta!) della controversa multinazionale americana di abbigliamento e calzature, secondo cui è nel momento delle decisioni che si crea il proprio destino.
Il programma formativo che, attraverso il suo entourage, svolgerà anche a Bari si chiama Fly, acronimo di “Find the Leader in You”, cioè “Trova il Leader che è in te”. Alla base di ogni successo ci sarebbe, dunque, una mirata gestione delle emozioni. In quest’ottica tutti i corsi, le monografie e i seminari verteranno su materie empiriche quali comunicazione efficace, comunicazione persuasiva, gestione del tempo, atteggiamento mentale, linguaggio del corpo, analisi transazionale, public speaking e leadership skills con l’obiettivo ambizioso di insegnare ai corsisti “a comunicare e non solo a parlare”, ad “osservare e non solo a guardare”, a “gestire efficacemente e non solo a controllare” finalizzando le proprie realizzazione lavorative, sociali, sentimentali, fisiche ed emotive.
“La gente comincia ad accorgersi che ha bisogno di qualche strumento in più” ci ha rivelato lo stesso Roberto Re, raggiunto poco prima che cominciasse la sua performance. Gli abbiamo chiesto come vede in prospettiva la sua attività, il suo business. “La crisi? Io non mi preoccupo. Se l’Italia fosse un paese al passo coi tempi mi preoccuperei. Nelle condizioni attuali avrò lavoro per almeno altri cento anni”. Un messaggio trasmesso con un picco di compiacenza, rivelataci dal suo occhio vispo corredato da un ghigno beffardo, che riecheggiava quasi come anatema nei confronti di uno stato (sociale e non) in palese difficoltà.
“Tra 15-20 anni la mia professione sarà conosciuta come quella dell’avvocato o del commercialista”, afferma sicuro Re. “Da diversi anni oramai conduco studi, ricerche ed esperimenti specificatamente rivolti a conoscere i segreti del successo personale, alla ricerca degli strumenti adatti a chiunque per risvegliare quel ‘gigante’ che alberga in noi. Non sono un motivatore. Non chiamatemi così. Il motivatore crea le motivazioni, producendo una forma di dipendenza nel suo interlocutore. Io, invece, aiuto le persone a trovare dentro di sé le motivazioni”, concludendo con un sorriso.
Spettacolo o corso di formazione la serata di ieri? In effetti spettacolarizzazione della formazione, azzarderemmo a definirla. A Bari, c/o Sheraton Nicolaus Hotel, sono in programma ogni 15 giorni corsi a pagamento di “Emotional Fitness” coordinati dalla “Personal Coach ” Rachele Di Bona. Info su www.hrditalia.net e www.hrdonline.it
di Luigi Fallacara
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