Protestano sotto il Piccinni per un alloggio
ll dramma delle otto famiglie sfrattate, da ieri “vivono” all’ingresso del teatro.
Otto sono le famiglie che abitano, per trovare il più triste e sarcastico degli eufemismi, dietro il colonnato del teatro Piccinni.
Distesi, seduti all’addiaccio come clochard da mercoledì, quando sono stati cacciati dal civico 391 di via Napoli, un complesso abbandonato dove alloggiavano abusivamente. Non avevano alternative. Sotto il comando del questore e del prefetto, all’alba un blitz delle forze dell’ordine aveva provveduto a sgombrare le palazzine dell’ex residence Maximus. Alle 8.00 erano già tutti fuori.
Otto famiglie ora sono riunite strette tra loro per il freddo e per protesta contro chi li ha cacciati e non ha avuto scrupoli, contro chi ha promesso e non mantiene.
Abitare sotto i portici di un teatro è senza dubbio un’ombra sotto il lustro di una struttura aristocratica e borghese. Ma non è solo questo. Quando la satira si piega su se stessa, quando l’attore parla della sua persona, c’è sempre qualcosa di più drammatico che inviare messaggi ai potenti. Le nove famiglie adunate lì non sanno effettivamente dove andare a dormire.
Protestano, si indignano, non conoscono che la “voce grossa”, il turpiloquio, urlano contro il dispiegamento di polizia davanti al Palazzo di Città e ieri sotto la casa del sindaco Emiliano. Sono in fondo famiglie senza voce. Allora chi le ascolta?
Emiliano, che non ha gradito l’iniziativa del prefetto Schiraldi, aveva promesso nell’autunno scorso 42 alloggi nella zona di Ceglie. Ma come, gli alloggi Iacp non sono case popolari già assegnate tramite graduatorie dopo un regolare bando pubblico? E non sono poi strutture sovvenzionate dalla Regione? Insomma, tra Regione e Comune, questo fastidioso ping pong di dichiarazioni garantirà loro un tetto?
Sono i quesiti amletici che si pone il segretario provinciale dell’Unione inquilini, Annalinda Lupis, che con un megafono si fa portavoce di chi non viene ascoltato, delle otto famiglie che almeno trovano conforto grazie agli attivisti della Croce Rossa, che da ieri sera hanno portato loro delle coperte e del latte caldo.
Intanto all’Assessore Sannicandro, che si trovava a passare da lì per andare in Prefettura, abbiamo chiesto una spiegazione: «Non c’entro nulla io -risponde l’Assessore all’urbanistica- non ne conosco neanche il motivo». C’è gente laggiù che non ha una casa: «Bisogna chiedere alla polizia municipale». Ma la polizia non garantisce alloggi.
La risposta di Sannicandro, semmai ce n’è stata una, si perde nei rumori del traffico di corso Vittorio Emanuele, tra gli schiamazzi delle donne senzatetto, nel tentativo di commuovere qualcuno. Ma la strada è affollata, le forze dell’ordine ben attive, ma nessuno scende più da Palazzo di Città, manco a comprare le sigarette dal tabaccaio accanto.
di Ezio Tullo
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