Puglia corsara: speranze per il nodo ferroviario di Bari

Presentato il progetto delle infrastrutture, adesso si attende l’assegno del governo centrale
La Puglia corsara appesa al filo di 1,8 miliardi di euro. È questa la cifra che la Regione attende dal governo centrale per mettere a segno il programma per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche.
Un piano ambizioso da 10 miliardi di euro, da rivoluzione copernicana nell’universo dei trasporti pugliesi e che potrebbe dare una risposta -dopo anni di proclami- al nodo ferroviario di Bari. Le risorse ancora da reperire sono 6,8 miliardi di euro, di cui quasi 5 miliardi per la sola alta velocità Napoli-Bari-Lecce-Taranto, che dovrebbero essere dati alla Puglia con il Piano per il Sud. L’altro miliardo e otto di euro invece, proverrà dal Par Fas, che il governo dovrebbe sbloccare entro febbraio e che potrebbe essere sommato alle quote di Fas precedenti non ancora utilizzate.
Insomma, un sacrificio comune tra Puglia e Stato per il miglioramento delle infrastrutture, in un rinnovato clima di collaborazione tra le istituzioni, così come dichiarato dall’Assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini. “Al governo centrale non stiamo chiedendo la luna, spiega Minervini. Stiamo solo chiedendo che si faccia carico di un’opera nazionale come l’alta velocità e secondo le stime del Ministro Fitto, dal Piano per il Sud la Puglia dovrebbe avere una somma ancora superiore rispetto ai numeri necessari per la realizzazione del progetto. Entro fine mese -prosegue- sarà sottoscritta l’intesa generale quadro con il Ministro per le Infrastrutture.Sono importanti opere pubbliche che abbiamo l’opportunità di fare e in tempi ragionevolmente accettabili”.
Ma la stessa apertura al governo centrale non arriva dal Presidente Vendola, decisamente più polemico. “Questo Piano per il Sud abbiamo tutti una grande curiosità di conoscerlo -attacca il governatore- sebbene per ora ci siano stati solo furti straordinari a danno della Puglia per fare favori alla Lega Nord e alla Padania. La Puglia corsara è la più grande progettazione che avrà un riverbero su tutto il mediterraneo. Si tratta di interventi che possono cambiare davvero il volto del nostro territorio”. Ma vediamo di che si tratta. I punti cardine di questa fatica progettuale (e i progetti preliminari delle opere ci sono tutti). Innanzitutto, l’obiettivo principale sembra essere recuperare e risanare delle fratture come quella delle rete dell’alta velocità. E soprattutto, cambia la prospettiva. Infrastrutture come mezzi di potenziamento dei processi di sviluppo come il turismo, la logistica e la manipolazione delle merci. Una progettazione a tre livelli: sovra regionale, regionale e territoriale; che verrà assistita da più comitati per un nuovo modello di governance, tra cui uno di esperti di mobilità e un altro formato dagli operatori economici.
Per adesso dunque, la Regione è a posto. I progetti ci sono, come anche le previsioni economiche. Per l’apertura dei cantieri e in particolare quello del nodo ferroviario barese, si dovrà aspettare lo stanziamento governativo delle risorse del Piano per il Sud e lo sblocco dei fondi regionali. Una volta arrivati i soldi, si potrà aprire la seconda fase con i progetti definitivi e poi, chissà, sarà possibile dare il via all’inizio dei lavori veri e propri.
di Federica Stea
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