Il centro ancora senza poliambulatorio

I residenti devono arrivare in via Giulio Petroni per l’assistenza medica, dopo la chiusura della struttura di piazza Moro.
C’era una volta un poliambulatorio e di fronte una guardia medica in piazza Moro.
C’è che ora non ci sono più. C’è che sono due anni che l’utenza attende il completamento dei lavori di ristrutturazione dei locali del poliambulatorio, motivo per cui l’ASL Bari 4 ha chiuso i battenti e si è trasferita altrove.
E c’è che ora la gente del centro di Bari, gli anziani specialmente, non può permettersi neanche il lusso di una risposta.
Come mai? Che fine hanno fatto la guardia medica e il poliambulatorio? Com’è che nel centro di Bari manchi un presidio medico, una struttura in grado di consentire una copertura medico-sanitaria e di coprire le urgenze del quartiere Murat e di Bari Vecchia quindi, del quartiere Libertà, della Madonella e di Poggiofranco?
Ma andiamo per ordine, grazie alla collaborazione del presidente della 9 ˄ circoscrizione (San Nicola è Murat) Mario Ferorelli, l’unico che si sia ricordato di sollevare oggi la questione. E ricostruiamo la genesi di un perfetto lassismo sanitario e politico. Certo, politico, perché la politica può aprire le acque del mar Rosso quando ne sente la necessità (…). Si chiede solo di aprire, anzi di riaprire un poliambulatorio, funzionale e messo a nuovo –ci mancherebbe altro, che soddisfi almeno l’utenza di due o tre quartieri.
Più di una decina di anni fa si è disposto di dislocare la guardia medica da piazza Moro in via Giulio Petroni che prende ancora il nome di “Guardia medica Bari centro”. Piuttosto ironica l’insegna. Un anziano di Bari Vecchia per arrivare in via Giulio Petroni dovrebbe fare una traversata podistica prima di ricevere le debite cure in una struttura che si fa chiamare “Bari centro”. Curioso.
Come se non bastasse, due anni fa è toccato al poliambulatorio Asl Bari 4. Con evidenti problemi strutturali, di fatiscenza e di posizione rispetto alla strada, basti ricordare gli innumerevoli allagamenti per la pioggia, l’ASL aveva deciso autonomamente di sprangare l’ingresso, apporre un cartello con la scritta Questo ambulatorio resterà chiuso per problemi tecnici e di far sapere alla cittadinanza che la struttura riaprirà dopo la fine dei lavori di ristrutturazione. Lavori urgenti non ancora incominciati. Lavori di manutenzione, “un’opera di sanificazione” come dissero, mai iniziati. Il presidente Ferorelli asserisce che nessuno operaio ci ha mai messo piede.
Di contro o in cauda venenum -se vogliamo- il 21 luglio del 2009 l’ASL comunica che, per l’inagibilità della sede in via Calefati, apre in via del tutto temporanea al civico 17 di via Villari il Ser.T, servizio per le dipendenze patologiche o servizio tossicodipendenti dove, in buona sostanza,ragazzi con problemi di droga fanno la fila per il metadone.
La sede del Ser.T è ora in pieno centro e fin qui ci poteva stare, se per un attimo trascuriamo l’affare poliambulatorio; ma è ubicata a due passi da scuole materne ed elementari e questo non va bene.
Malgrado le proteste dei genitori, l’ASL o il comune oppone una stregua indifferenza. Senza nulla togliere agli sfortunati ragazzi con problemi di droga, non è opportuno che i bambini conoscano da vicino una tale realtà. E’ evidente che la sede di via Villari provochi inibizione e pudore e una certa apprensione ai genitori che sono costretti a passarci davanti mano nella mano coi loro figli. L’ex direttore generale dell’ASL, Lea Cosentino, aveva riconosciuto il disagio promettendo di ovviare. Il Ser.T è sempre lì.
Le storie da c’era-una-volta finisco sempre con un lieto fine, almeno ai bambini si tenta di convincere che sia sempre così. Finché non apprenderanno con il tempo che esiste la malasanità.
di Ezio Tullo
Commenti
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è l’ennesima vera vergogna della nostra sanità. si premiano attori e registi mentre vi sono persone comuni, dico persone, che dopo la chiusura non sanno più dove fare anche un prelievo. e le barriere? tutte le sedie a rotelle della zona sono state dirottate in pseudo ambulatori irrangiuggibili causa barriere architettoniche. qualcuno si chiede che fine ha fatto il vecchietto che abbracciava il nostro pimpante sindaco sui manifesti 6×6? consiglierei al giornalista di farsi una passeggiata per il san paolo verso le ore 11 di mattina per constatare il caos auto presso l’ospedale.
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tutte le favole + belel iniziano con
c’era una volta
e finiscono con
adesso non c’è più
questa è la sanità per tutti
questa è la sanità sul territorio






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