Cedis, il pm: “Fitto conosceva Montinari prima della svendita”

Il pm: “Fitto aveva gia’ interesse a favorire l’imprenditore”
Raffaele Fitto, Ministro degli Affari Regionali, conosceva l’imprenditore della società’ Sviluppo Alimentare Brizio Montinari prima che questi acquistasse sotto costo la Cedis, la rete di 23 supermercati e singoli punti vendita.
Per la Procura di Bari, la Cedis sarebbe stata svenduta al prezzo di 7 milioni di euro, allo scopo di favorire Montinari. I fatti si riferiscono a quando Fitto era ancora il primo uomo della Puglia, tra il 2004 e il 2006.
Ieri l’udienza del processo in corso a Bari davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale durante la quale il pm Renato Nitti ha depositato documentazione derivante da attività integrativa d’indagine sulla preesistenza di rapporti personali ed economici tra la famiglia Fitto e l’imprenditore Montinari.
In sostanza, gli atti dimostrerebbe che Fitto aveva interesse a favorire Montinari nella vendita della Cedis. Il Ministro altresi’, in sede di udienza preliminare, avrebbe negato rapporti personali preesistenti, sostenendo di averlo conosciuto solo come uomo politico. E sempre secondo Fitto, il matrimonio con la nipote di Montinari sarebbe avvenuto molto dopo i fatti contestati.
Il Ministro salentino ha sostenuto di non avere all’epoca nessun interesse a favorire Montinari. La documentazione acquisita dal pubblico ministero, riguarda invece rapporti economici risalenti al 2002. Nell’aprile di quell’anno la Società Alberghiera Fitto & Portaluri, proprietaria dell’Hotel Risorgimento di Lecce, avrebbe venduto tutte le quote dell’albergo proprio al gruppo del costruttore Montinari per la somma di circa tre miliardi di lire.
Nel processo in corso contro Fitto e l’imprenditore Montinari, sono imputati per concorso in turbativa d’asta e interesse privato del curatore nella procedura di amministrazione straordinaria della società altre quattro persone: due commissari straordinari della Cedis, Antonio De Feo e Giuseppe Rochira (il terzo commissario, l’avvocato milanese Franco Cesare Lo Passo, è stato assolto con rito abbreviato), il consulente contabile della procedura, Stefano Montanari e il direttore generale del settore sviluppo produttivo del ministero delle attività produttive dell’epoca, Massimo Goti.
di Federica Stea
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