Rapporto di Legambiente, Bari sempre meno inquinata

La Redazione

Maria Maugeri: «Le scelte sulla mobilità e più in generale sulla vivibilità urbana portano oggi frutti evidenti»

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L’annuale rapporto di Legambiente circa la qualità dell’aria nelle città italiane, ha registrato un risultato positivo per Bari. Per la prima volta nel capoluogo il superamento della presenza di polveri sottili è stato inferiore al limite consentito dalla legge. Il risultato è stato commentato dalla Consigliera comunale con delega all’Ambiente Maria Maugeri, con un comunicato che di seguito pubblichiamo

Nei primi anni 2000 Bari condivideva con Napoli, Milano, Torino, Genova, Firenze una vera e propria emergenza smog. Oggi la nostra città, come certificato anche dal rapporto nazionale di Legambiente, “Mal’aria 2011”, taglia il traguardo sperato: il numero di superamenti di polveri sottili concentrate nell’aria che respiriamo, nel 2010 è stato inferiore al limite di legge.

È un risultato che da un lato ci inorgoglisce, dall’altro fornisce un’incontrovertibile cartina di tornasole quanto agli esiti delle politiche attuate dal 2005 dall’amministrazione Emiliano con il primo, vero piano antinquinamento della città di Bari. Il dato che mi sembra di maggiore evidenza riguarda il costante e progressivo andamento in discesa dell’inquinamento atmosferico osservato negli ultimi cinque anni.

Nel 2002, con i 144 superamenti annuali, si era toccato il picco negativo. Quindi l’avvento della nuova amministrazione comunale e, nel 2008, i dati Apat (Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e si servizi tecnici), ora Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Inserendo il piano anti-inquinamento della Città di Bari tra le buone pratiche da adottare, l’Agenzia nazionale aveva certificato allora che eravamo stati in grado di abbattere l’inquinamento atmosferico del 70%.

Eravamo convinti nel 2005, e lo siamo ancora più oggi, che il buon esito delle politiche ambientali si giochi sul medio-lungo periodo. I risultati positivi certificati da Apat avrebbero potuto indurci ad adagiarci e invece abbiamo giustamente insistito. Le scelte sulla mobilità e più in generale sulla vivibilità urbana portano oggi frutti evidenti e decretano l’abbattimento significativo (in percentuale molto vicina all’80% rispetto a quel drammatico 2002) del Pm10, all’origine di numerose patologie cardiovascolari, dopo che negli anni precedenti tutti gli altri parametri (ossidi di zolfo e azoto) erano già scesi abbondantemente sotto i limiti di legge.

Per quanto mi riguarda è la dimostrazione più emblematica che darsi obiettivi prioritari di prospettiva e non di corto respiro e puntare sull’ambiente al fine di garantire la qualità della vita di tutti siano scelte tanto imprescindibili quanto vincenti per qualsiasi amministrazione comunale.

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