Consiglio regionale: «Per le internalizzazioni modificare il piano di rientro» Centrodestra abbandona l’aula

I consiglieri di opposizione sarebbero stati insultati e minacciati da alcune persone presenti tra il pubblico. Ordine del giorno approvato a maggioranza
Seduta monotematica questa mattina del Consiglio regionale sulle internalizzazioni nella Sanità. Per i precari interessati al processo di stabillizzazione, il Consiglio ha approvato a maggioranza un ordine del giorno. I consiglieri regionali di centrodestra hanno abbandonato l’aula in quanto sarebbero stati insultati e minacciati da alcune persone presenti tra il pubblico. Sull’episodio il capogruppo del Pdl, Rocco Palese ha consegnato una lettera al Presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, chiedendogli di «voler predisporre l’organizzazione dei lavori e lo svolgimento delle sedute al fine di evitare la configurazione di quanto previsto dall’art. 289 del codice penale». L’articolo nello specifico prevede sanzioni nei confronti di chiunque impedisca in tutto o in parte anche temporaneamente al Presidente della repubblica, al Governo, alle assemblee legislative al Parlamento, alla Corte Costituzionale o alle assemblee regionali l’esercizio delle loro funzioni attribuite dalla Legge.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato dall’assemblea regionale.
Il Consiglio regionale della Puglia individua nella lotta alla precarietà e alla restrizione della tutela e dei diritti dei lavoratori il punto più significativo del suo impegno istituzionale, in una fase caratterizzata da una crisi che non può essere affrontata senza rimettere al centro la qualità del lavoro come condizione necessaria per lo sviluppo. La vicenda delle internalizzazioni in sanità parla di questo, ma anche delle violazioni del Mercato della qualità e della economicità dei servizi. Proprio per questo insieme di ragioni il Consiglio della Regione Puglia ritenne all’unanimità, con la legge 4/2010, tutelare il processo già avviato con l’estensione della clausola sociale alle società c.d. in house, la cui natura privatistica è oggi oggetto di contenzioso davanti alla Corte Costituzionale. Il Governo nazionale ad oggi non ha inteso aprire un confronto finalizzato a verificare efficacia ed efficienza della soluzione individuata sia dal punto di vista qualitativo che economico.
Nemmeno la proposta intermedia, normativamente realizzata il 22 settembre 2010, con la quale si intendeva contribuire ad una riduzione delle possibili tensioni derivanti dal blocco delle internalizzazioni ha incontrato disponibilità al confronto.
Oggi il Consiglio regionale chiede pertanto al Governo nazionale di distinguere tra la vertenza tecnico-giuridica di fronte alla Corte e il riavvio del processo di internalizzazione in sanità, attraverso una modifica dell’accordo di programma sul piano di rientro, attivando immediatamente quel confronto di merito più volte sollecitato.
Impegna la Giunta regionale ad attivare ogni strumento e ogni procedura atta a conseguire questo obbiettivo. Questa è l’unica soluzione in grado di ridare una speranza ai lavoratori e di ricostruire un terreno di fiducia tra loro e le istituzioni.
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