Gabbiani morti anche a Bari e Brindisi. Ora si teme un virus

redazione

I primi esemplari ritrovati a Barletta. Poi anche a Giovinazzo e Torre Quetta

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Sembra un’epidemia, quella che sta colpendo i gabbiani, frequentatori abituali delle nostre litoranee.

Dopo i corpi senza vita di una quindicina di volatili ritrovati lungo la litoranea di Barletta nonché in prossimità di Margherita di Savoia, all’inizio di questa settimana altri esemplari di gabbiani morti sono stati rinvenuti a Bari sulla spiaggia di Torre Quetta, a Giovinazzo e a Brindisi.

In tutto un centinaio, è la stima fatta dal coordinamento regionale del Wwf. Gli esperti non hanno dubbi sul fatto che tra le morti ci sia un collegamento perché i volatili recuperati quando erano in fin di vita presentavano gli stessi sintomi: una paralisi flaccida dei tessuti e difficoltà respiratorie.

In queste ore sono, ad opera dell’Istituto zooprofilattico di Foggia, sono in corso le analisi di laboratorio per scoprire le cause dei decessi.

L’ipotesi seguita dalla Als Bat è quella dell’avvelenamento da sostanze tossiche non trattate adeguatamente, contenute nei rifiuti. Ma i controlli effettuati nelle discariche di Barletta e Trani hanno dato esito negativo. L’azienda sanitaria chiederà quindi alle forze dell’ordine di effettuare un controllo dall’alto con gli elicotteri per scoprire se in zona ci sono discariche abbandonate con rifiuti tossici.

L’altra ipotesi è che a falcidiare i gabbiani sia stato un virus. Poiché questa specie di uccelli, come spiegato dall’Arpa, Agenzia Regionale per l’Ambiente, possiede un sistema di anticorpi efficientissimo. Pertanto è possibile che ad ucciderli sia stata una patologia virale molto forte.

Tocca agli specialisti dell’Istituto di Foggia scoprire la cause di questa moria e se ci sono pericoli per l’uomo. Il Wwf, invece, nel caso venga avvalorata l’ipotesi della forma virale, teme che la specie dei gabbiani possa essere decimata.

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