Cuore azzurro, ma non basta

Gli azzurri superano di un punto il Montenegro ma restano al terzo posto. Tra un anno gli Additional Round per sperare ancora nella qualificazione a Lituania 2011.
Il cuore e l’orgoglio italico non sono leggenda. Sono le tavole di un encomiabile PalaFlorio a dimostrarlo. Per l’ennesima volta, se ce ne fosse bisogno. Gli azzurri di Pianigiani lottano come gladiatori, superano ma non stramazzano i montenegrini a cui il risultato finale va bene uguale (72-71). Ai padroni di casa vittoria, onore e rimpianto, agli ostici avversari la qualificazione. Per l’Italbasket, il prossimo anno, ci saranno gli Additional Round, una sorta di spareggi per un posticino in Lituania.
Sì, il rimpianto, quasi il leit motiv di queste qualificazioni. Sul +15 in prossimità del terzo suono di sirena (59-44 al 28’) i cinquemila del PalaFlorio hanno davvero creduto nel miracolo. La stanchezza e quel demonio di Cook hanno fatto il resto.
Importante l’avvio degli italiani con Gigli a rompere le catene e Bargnani (nella foto) a fissare il +7 con cinque punti in sequenza : time-out chiesto dal polemico Vujosevic, costretto a inserire l’uomo copertina, l’Nba Nikola Pekovic, non partito nel quintetto base. Ma i lampi di genio a tinte bianche e azzurre sembravano terminati, Maestranzi entrava in confusione per il Montenegro piazzare un break di 0-9 era un gioco da ragazzi (7-9 all’8’). Dopo 5’ abbondanti Andrea Bargnani sbloccava il punteggio dei locali ma era lo spauracchio Pekovic a prendere i giri e siglare il + 3 ospite, raddoppiato dalla bomba di Drobnjak. Ress e Cook chiudevano la prima frazione e un parziale di 5-17.
Nota dolente: Belinelli non riusciva ad entrare nel match, la schiacciata di Drobnjak suggellava il + 9 degli ex jugoslavi (12-21 al 12’) con il pubblico barese ad incitare il neo acquisto degli Hornets nettamente in difficoltà. Il risveglio di Bargnani conduceva i bianchi di Pianigiani al -4 (17-21 al 14’) ma lo stesso pivot romano commetteva un banale ed evidente fallo antisportivo (17-22 Pekovic). Il terzo fallo di Giachetti rilanciava le quotazioni di un Maestranzi in crescendo rossiniano, due bombe del play di Montegranaro richiudevano la cerniera (23-26 al 17’) mentre con una cannonata da distanza siderale griffata Belinelli l’Italia rimetteva la freccia del sorpasso (28-27 al 18’). Dasic e Beli sfruttavano i varchi lasciati dalle rispettive difese, Jeretin mandava tutti all’intervallo sul 32-34.
La terza frazione, spesso portatrice di sciagure, poteva invece valere il check-in per Lituania 2011. L’asse Maestranzi – Bargnani funzionava alla grande, i giallorossi si innervosivano e dopo l’antisportivo fischiato a Jeretin per lui arrivava anche il fallo tecnico e Nazionale che schizzava sul + 7 grazie alla lunetta (43-36). Montenegrini in bambola, Carraretto prima e un super Maestranzi dopo segnavano la doppia cifra (54-44). Un’ottima difesa e un Mago imprendibile gettavano benzina nell’infuocato impianto barese e al 28’ Mordente e compagni erano sul + 15. Entrava in scena un Cook formato extra: il numero 10 scavava, da solo, un contro break di 1-12 e al 30’ il vantaggio italico era di sole quattro lunghezze.
Alcuni (e frequenti) problemi al tavolo rallentavano le operazioni del parquet ma la mano di Bargnani non si raffreddava nemmeno in un freezer (62-56 al 31’) e per l’uomo franchigia dei Toronto il “trentello” era cosa fatta. Posta in palio altissima e tensione che saliva (tecnico a Giachetti, Mordente e Dasic) una tripla dell’eterno Bargnani (alla fine saranno 34 i punti) riportava la Nazionale sul +7, ultimo sussulto prima del rientro in gara dei montenegrini. Jeretin e Pekovic ammutolivano per un istante il PalaFlorio (67-67), l’arcobaleno di Maestranzi e l’inchiodata da urlo di Ress ridavano fiato alle trombe (72-67 al 39’).
Ultimo giro di lancette, troppo tardi. Ma gli applausi sono scroscianti per Simone Pianigiani e la sua nuova creatura, capace di ricreare un entusiasmo attorno alla maglia azzurra. E ne siamo certi, arriveranno anche i risultati.
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