«Gli esiliati e abbandonati dal Comune di Bari nelle case di Mariotto e Palombaio»

La Redazione

Il SUNIA e gli assegnatari hanno inviato diverse note al Comune di Bari segnalando la necessità di un intervento manutentivo. Ad oggi rimasto inevaso.

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Il segretario provinciale del Sindacato degli inquilini Sunia, Angelo Garofoli, ha inviato un comunicato accompagnato da foto eloquenti circa lo stato di degrado in cui versano le palazzine del Comune di Bari allocate a Mariotto e Palombaio, frazioni di Bitonto. Di seguito il testo.

Nelle frazioni del Comune di Bitonto, Mariotto (Via Quarto e Via Traetta) e Palombaio (Via Aspromonte e Corso V. Emanuele), da oltre 25 anni sono allocate oltre 100 famiglie baresi negli immobili di proprietà del Comune di Bari.

La situazione ambientale che vivono le numerose famiglie baresi è ben immaginabile visto che si trovarono catapultati dalla città in aperta campagna con notevoli disagi per i servizi pubblici, ciò a causa dell’epidemia di sfratti e mancanza di alloggi degli anni ’80.

Ancora oggi, rimane incomprensibile la scelta dell’Amministrazione dell’epoca di trasferire propri concittadini in zone remote della Murgia. Quasi un esilio a chi aveva gravi difficoltà sociali.

A distanza di decenni, oltre ad essere stati “esiliati” ora sono anche abbandonati.

Le palazzine in questione non ricevono la dovuta attenzione da parte del Comune di Bari sul tema della manutenzione ordinaria e straordinaria.

La situazione è drammatica per tutti gli immobili. Ad esempio gli assegnatari di Mariotto su Via Quarto non possono oggettivamente più sopportare l’ansia di un immobile che cade a pezzi ogni giorno.

Il SUNIA e gli assegnatari hanno inviato diverse note al Comune di Bari segnalando la necessità di un intervento manutentivo. Ad oggi rimasto inevaso.

C’è da dire che il Comune di Bari da alcuni anni ha avviato un serio piano di recupero per gli immobili di sua proprietà destinati alla locazione. Purtroppo, ad oggi le frazioni di Mariotto e Palombaio sono state dimenticate insieme ai suoi concittadini.

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