Anche questi sono i baresi

Gianvito Pugliese*
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Cari lettori, permettetemi di mettere da parte il discorso sulla criminalità, che riprenderò, dal momento che, come dimostrano i tanti Vostri interventi, Vi interessa davvero. D’altro canto, la sicurezza, insieme all’occupazione, è la principale preoccupazione degli italiani.

Oggi vorrei raccontarvi ed analizzare un fatto piuttosto ameno occorsomi un paio di giorni fa. Abito a Torre a Mare ed al mattino, verso le 9 circa venivo verso Bari con la mia autovettura.

A metà strada si è formata su entrambe le corsie una coda impressionante: si procedeva parallelamente a passo d’uomo. Mi sono armato di pazienza, in attesa di raggiungere l’ostruzione, con la speranza che si trattasse di lavori stradali e non di incidente grave. Giunto quasi all’imbocco della circonvallazione in mistero è stato svelato. Sulla piazzola a destra due pattuglie dei vigili urbani armate di velox. L’appostamento era teoricamente piuttosto malvagetto. Il rettilineo in lieve salita, pochi metri prima del punto dove la strada si biforca e si amplia in presenza dello svincolo per San Giorgio-lungomare, induce ad accelerare. E lì si erano appostati.

Non avevano però tenuto conto che nella levantinità barese fa presto a scattare la solidarietà tra automobilisti, pur di andare in….. pardon, pur di eludere la sorveglianza delle forze di polizia, soprattutto dei vigili urbani, percepiti, purtroppo, più come foschi gabellieri per conto dell’avido ed esoso Comune, che come tutori dell’ordine a servizio dei cittadini.

La processione è continuata ancora per pochi metri. Superato il velox, le auto che mi precedevano in doppia fila indiana sono in gran parte ripartite sgommando.

Non ho visto nessun automobilista imitare il gesto tanto fine di Bossi che saluta i giornalisti dalla macchina col dito medio in bella vista. Ma non era necessario affatto: il comportamento aveva lo stesso significato di quel gesto.

Siamo strani, davvero, noi baresi: individualisti ad oltranza (che è il nostro, più profondo limite: la mancanza di capacità di cooperazione ci penalizza all’ennesima potenza), siamo capaci di compattarci e solidarizzare solo davanti all’odiato nemico: l’uomo in divisa dotato di libretto delle multe, simbolo del Potere oppressore.

Sono convinto che molti automobilisti quel mattino si sono sentiti dei novelli Masaniello.

Confesso: sulla circonvallazione sono andato piano. Non riuscivo a frenare le risate al ricordo delle facce esterefatte e sconfitte dei quattro vigili che assistevano impotenti alla processione e sgommata, simil pernacchio.

*Editorialista di BariLive e BariSera.

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Commenti

  • LUREAL (utente non verificato)

    Ma il codice della strada va rispettato,a prescindere dai controlli piu’ o meno evidenti.I furbi-solidali-levantini sono persone che mettono a repentaglio la vita altrui NON rispettando i limiti di velocita’,chiariamolo,sono dei MASCALZONI!LUREAL