Quattro chiacchiere con Camilleri

Lorenzo Vendemiale

In Laterza, presentazione dell’Abbecedario di Camilleri curato da Eugenio Cappuccio

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C’è il fresco salvifico dei condizionatori; c’è il regista, autore e montatore Eugenio Cappuccio; c’è lo scenografo cinematografico Daniele Trevisi; ci sono le voci lettrici di Azzurra Martino, Fabrizio Buonpastore e Michele Venitucci; c’è anche un Emilio Solfrizzi sorridente ed in splendida forma lì in prima fila. Manca solo Lui, ma è come se ci fosse, c’è la sua voce, e le sue parole. Il quadro è perfetto, per la presentazione dell’ “Abbecedario” di Andrea Camilleri, e per ovviare all’atrocità dei 35 gradi di un pomeriggio insopportabilmente afoso.
L’introduzione è di Trevisi, nelle vesti di moderatore: ‘Un’intervista che diventa racconto’. La definizione non mente. Poi è la volta dell’autore: ‘Attraverso il viaggio con questo grande narratore, con questa sorta di guru, posso dire di aver centrato una delle tappe fondamentali della mia carriera di regista’. Ma entrambi quasi smaniano di lasciare spazio alla presenza più importante. Basta un click, un play. Parte il dvd, scorrono le immagini, fluiscono le parole, echeggiano i silenzi, volteggiano i cerchi di fumo. ‘Ha dei tempi cinematografici straordinari’ chiosa Cappuccio. Ha ragione: innati ed acquisiti al contempo, per la sua natura siciliana e per la grande esperienza cinematografica e teatrale maturata negli anni. Si vede, e si sente. E non capisci mai dov’è il serio e dove il faceto: probabilmente, sempre e ovunque entrambi.

Ascoltarlo parlare, con quella voce metafisica e terrena, anzi terrona, solenne ed ironica, sempre roca, sempre accompagnata da quel gesticolare della mano sinistra con l’immancabile sigaretta impugnata tra pollice ed indice che sembra uno spot ai benefici del fumo – diverte, illumina, ispira. Lui sembra quasi percepirlo, e non sottrarsi. Alcuni exempla: si parla di Pinocchio, di banane, di papa Wojtila, di zibaldone. Di magistrati: ‘Ho sempre avuto una diffidenza congenita, quasi berlusconiana, nei confronti dei magistrati. Comprovata del resto da numerosi anni di asservimento al potere della magistratura. Ma poi è arrivato Berlusconi, e mi ha costretto a difenderli!’. ‘Un’affermazione, forte, schierata, partigiana, eppure onesta e profonda in ogni sua sillaba’ nota Cappuccio.
L’essenza di Andra Camilleri.
Il libretto di 55 pagine, il libercolo degli assenti audio-visivi, e soprattutto il dvd compongono – come da titolo – uno strumento di istruzione elementare, ma per adulti e non bambini, per noi Italiani alle prese con la nostra cultura, la nostra società, la nostra storia. Un vero libro magico, come nell’immaginario infantile.
Perchè magico è Camilleri: impossibile ridurlo a Montalbano, e neppure soltanto a ciò che scrive. Camilleri è sostrato culturale, bagaglio di letteratura tradizioni e superstizioni, che nel commissario più famoso d’Italia si personificano, si rendono conoscibili. Camilleri è uno spettacolo d’umanità. E quattro chiacchiere con lui valgon bene la spesa di un’ora in Laterza, e forse persino quella – non modica – dei 26€ del prezzo di listino.

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