Benny vive, è con noi nel mercato

Riceviamo e pubblichiamo
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” Vi guardo e sembrate proprio Benny e i suoi compagni…sono passati trent’anni, e siete come loro, con gli stessi occhi, gli stessi ideali, la stessa forza…continuate a fare cose belle ragazzi…e state attenti, vi prego, state attenti.”
(Porzia Petrone, 13 luglio 2010, Mercato Occupato Bari)

State attenti, state attenti compagni del Mercato Occupato, perché questa città conosce dei rapporti di potere immutati rispetto agli anni in cui veniva ucciso Benedetto.

State attenti perché le forze che con tanta gioia unite per ribaltare il tavolo e riscrivere la storia fa paura, ha sempre fatto paura a chi ha qualche privilegio da difendere.

State attenti perché il fascismo è la violenza, l’intimidazione, la minaccia, il braccio armato di coloro che comandano, che possiedono e che vi temono. La loro paura è la vostra forza. La loro forza è la vostra paura.

Queste sono le parole che si leggevano tra le righe nel commovente discorso di Porzia Petrone, mercoledì sera al Mercato Occupato, nel corso di un incontro-dibattito che affrontava il tema dell’antifascismo partendo da quello che accadde quel maledetto 28 novembre di 33 anni fa.
Benedetto Petrone era all’interno del movimento che voleva il riscatto di una popolazione, difendeva le case dei cittadini di Bari Vecchia contrari ad essere deportati nei Cep di periferia, combatteva per il diritto alla casa. E per la giustizia sociale. Nella sezione del P.C.I. Introna- Pappagallo si intrecciavano storie di studenti e operai, architetti e proletari, in quella condivisione culturale e sociale che poi è il senso vero del fare politica e del costruire alternative.

Tutto ciò rappresentava una minaccia vera per i padroni della città che già avevano scritto i loro piani di speculazione sulla pelle dei barivecchiani, destinati secondo loro a una vita di ignoranza e mediocrità, pedine controllabili e manovrabili nelle dinamiche decise dai “palazzinari”.

Non era affatto così invece. Quel tessuto era vivo, vero, radicato e incontrollabile, e trovava nell’organizzazione comunista la sua espressione conforme alla politica del tempo. Il 28 novembre non fu altro che il colpo di mano di baroni infastiditi che utilizzavano il coltello fascista di Piccolo per riprendere il controllo di quella parte della città impossibile da controllare, perché aveva ripreso possesso del proprio destino. Il fascismo ha sempre servito chi comanda. E’ la normalizzazione estrema, prepotente, violenta, razzista.

Oggi un altro gruppo di giovani ha messo in campo un progetto di alternativa ripartendo dall’occupazione di uno spazio abbandonato. Nella città in cui Di Cagno-Abbrescia possiede alcuni palazzi abbandonati in quella Bari Vecchia arricchita adesso dalla bellissima targa “Via Benedetto Petrone, vittima della violenza fascista”, orgoglio di Porzia e di una città.

Oggi il clima nei confronti di questi ragazzi che lottano per riappropriarsi del proprio futuro diventa sempre più ostile, minaccioso, a causa di un atteggiamento incredibilmente avverso da parte di una classe dirigente locale che solo pochi mesi fa si definiva pronta e favorevole al cambiamento.
Oggi si alimenta ulteriormente quella guerra tra poveri da sempre funzionale al potere, avanzando improbabili ipotesi di occupazioni a scopo abitativo portate avanti da forze neofasciste volte a risolvere necessità ben più serie rispetto a quelle di giovani disoccupati e umiliati dall’assenza di lavoro e prospettive.
Oggi si parla di ripristino della legalità nei confronti delle strutture occupate a Bari, una delle quali, il Ferrhotel, soluzione giusta ma illegale alle inadempienze delle istituzioni in materia di seconda accoglienza. Ed è molto significativo che uno degli occupanti del Ferrhotel abbia donato al Mercato Occupato il dvd “Benny vive!”, proiettato mercoledì sera. Il valore dell’unione delle lotte e della dignità di ogni diritto evidentemente è stato ben compreso dalla comunità somala a differenza di qualcun altro.

Tutto questo si respira oggi intorno al Mercato Occupato. Tutto questo e tanto altro, come la commozione di essere riconosciuti “uguali a Benedetto” per la stessa voglia di sognare e di cambiare il mondo, come la voglia di andare avanti e non cedere di fronte alle minacce subdole di questi politicanti incapaci di leggere la società, per la voglia di costruire e costruirsi in una città nuova, giusta, solidale.
“State attenti!” avverte Porzia, che il pericolo reazionario l’ha già vissuto a sue spese. Noi stiamo attenti, ma andremo avanti, oggi più che mai dopo aver conquistato la dignità di ispirarci a Benedetto.

Benny vive anche nella nostra lotta. Il Mercato Occupato resiste.

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Commenti

  • niza67 (utente non verificato)

    Parole in libertà provenienti da chi, evidentemente aiutato da qualche assessore – violinista – comunista e ben sapendo di essere fuorilegge, sta cercando di dare la colpa a presunti rigurgiti neofascisti e vuole coprire le illegalità. Sindaco (oddio parola grossa) Emiliano, denunci tutto alla Procura. Sempre se ne ha il coraggio. A meno che Ella non è sodale con questi.

  • michele78 (utente non verificato)

    xNiza67 Forse questi signori non conoscono la LEGALITA’ perchè abituati ha fregiarsi della stella di STALIN. Come si può giustificare un’appropriazione di una struttura pubblica asserendo che la “stiamo pittando a nostre spese”, che cosa significa!!!
    Se un povero cittadino indigente occupa ABUSIVAMENTE un locale di proprietà comunale, non solo deve immediatamente lasciare l’appartamento ma viene denunciato alla Procura dai Vigili. Come si può sottacere ha tale prepotenza? L. Cipriani

  • niza67 (utente non verificato)

    Gino Cipriani, che ne pensi?

  • niza67 (utente non verificato)

    Di certo, vi sono gravissime connivenze e responsabilità politiche in questa palese violazione di leggi penali che – se commesse da altri cittadini – avrebbero comportato reazioni (giuste e giustificate) della Legge. A questo punto, invito i compagnetti a non scandalizzarsi se Casapound si comporta allo stesso (esecrabile) modo.

  • billyburke (utente non verificato)

    ti ho già detto che il mio nome lo sanno benissimo gli agenti preposti alla tua sicurezza, cittadino, le mie responsabilità me le sono sempre prese con chi di dovere. Non preoccuparti, puoi dormire sogni tranquilli.

  • niza67 (utente non verificato)

    Da parte mia e del Comitato cittadino Il Nostro Territorio, si farà un esposto alla Procura (da inviarsi per conoscenza al Sindaco e al Segretario Generale del Comune) perchè siano accertati eventuali estremi di reato nei confronti di chi sta coprendo questa illegalità macherata da okkupazione di giovani e per accertare responsabilità penali a carico di chicchessia, anche di assessori violinisti e sindaci elefanteschi!

  • niza67 (utente non verificato)

    E poi i miei non sono rigurgiti; forse i tuoi sono vagiti di estrema sinistra coperti da assessori e sindaci compiacenti ed amplificati da soggetti delinquenti. Per quanto riguarda la struttura abbandonata, di certo due anni fa non potevano essere dei genitori con figli dai 3 ai sei anni ad occupare la struttura: avremmo avuto contro l’altro assessore comunista e di certo ci avrebbero sbattuto fuori. Compagno, fa’ il nome del protettore!

  • niza67 (utente non verificato)

    Compagno billyburke, a quanto pare, la mamma dei cretini è sempre incinta e – premesso che io sono contro l’illegalità OVUNQUE essa annidi e che proprio tu mi hai rimproverato di nascondermi dietro un nickname – ti ho detto che mi chiamo Nicola Zanni, senza che tu mi abbia detto chi sei. Siccome con il tuo atteggiamento mi confermi di essere un codardo, smentiscimi e fa’ sapere il tuo nome.

  • billyburke (utente non verificato)

    1) La struttura era prima sottratta alla comunità perchè abbandonata a una situazione di degrado, ora è aperta, in ristrutturazione e attraversabile da tutti
    2) Stiamo facendo tutto a spese nostre, nessuno ci da un euro, non abbiamo ne acqua ne corrente elettrica. Abbiamo speso già 2000 euro di tasca nostra finora. Quindi tranquillizzati.

  • michele78 (utente non verificato)

    Ma di che cosa si stà parlando questa gente va buttata FUORI dalla struttura e denunciata.
    Come è possibile che chi si alza la mattina decide di “sottrarre” una struttura pubblica per fare una sede di corrente politica a spese dei cittadini contribuenti.
    Ma vi rendete conto della gravità, la complicità del Sindaco, dei fatti?
    Domani partirà un ulteriore denuncia al Ministro Alfano affinchè nomini una commissione per verificare questa vicenda ILLEGALE, e che siano individuati i responsabili.

  • billyburke (utente non verificato)

    Mi auguro che la tua illimitata fame di legalità si riferisca anche ai mafiosi e corruttori che governano questo paese, ai costruttori che speculano in questa città e non solo a un gruppo di giovani che occupa un edificio abbandonato da anni.

  • billyburke (utente non verificato)

    Spero che il tuo accanimento verso le illegalità riguardi anche tutti quei palazzinari di Bari che speculano sui soldi pubblici, i mafiosi e corruttori che governano questo paese e non si esaurisca solo nei tuoi rigurgiti contro un gruppo di ragazzi che occupa una struttura abbandonata da anni per sollevare una carenza istituzionale di gestione degli immobili.

  • niza67 (utente non verificato)

    Ho difeso in sede penale dei signori, veramente indigenti, che avevano occupato degli immobili IACP vuoti da una vita. C’è stato qualche PM che ne richiedeva la condanna (eravamo in dibattimento); c’era la querela dell’IACP. Perchè il Comune non interviene? Io sono dell’avviso che qualcuno ci marci sopra. Nicola Zanni