BARIcuci, sentimento e ragione per una stazione sostenibile
Il concorso di idee bandito dal comitato civico Metropoli barese è stato vinto da Flow, progetto firmato da giovani architetti del capoluogo
Architetti, giovani e baresi: sono tutto un Flow, un flusso di nuove proposte per ridisegnare il fronte dei binari nel cuore di Bari. Pietro Aquilino, Gabriele Acciai, Nicola Boccadoro, Giorgia Panebianco, Claudia Minervini e Pierpaolo Treglia sono i vincitori del concorso di idee BARIcuci – questione di FILIng, che ha coinvolto grazie alla regia del comitato civico Metropoli barese un centinaio di giovani promesse del design e dell’arredo urbano, con il preciso intento di dare vita ad una riflessione partecipata della città sul tema dell’interramento dei binari della stazione centrale e sulla creazione futura di nuovi spazi per la socialità, il commercio e la cultura sui 24 ettari oggi detenuti da Rfi e che per essere utilizzati dovrebbero necessariamente oggi passare da una mega variante urbanistica. Oggi su tavola ci sono idee ad alto potenziale di realizzazione, richieste di ricucitura della maglia urbana attraverso nuove strade e percorsi ciclabili, oltre al riutilizzo e alla valorizzazione di aree come quella del Conservatorio Niccolò Piccinni e la caserma Rossani. La questione è delicata: senza una presa di posizione precisa nelle more del nuovo piano regolatore il rischio e di lasciare tutto immobile e ferito. L’idea condivisa che resta dopo la mostra in sala Murat è che bisogna interrare i binari, ma bisogna capire, e bene, a che quota si può scendere e come la falda rischia di inficiare le necessità di interramento. Intanto c’è da registrare la ferma volontà del comitato civico Metropoli barese di continuare nella discussione partecipata della città e del suo hinterland: lsuo fianco ci sarò sicuramente la provincia di Bari, unico ente sempre presente nella persona di Sergio Fanelli alle iniziative che in questi giorni hanno animato la città, portandola a riflettere sulla ferita di ferro che non la lascia dormire.
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