Iacp, cinque anni di risorgimento civile

La Puglia è l’unica regione italiana che utilizza questo strumento, ma il disordine nelle altre regioni permane anche senza commissariamento
Angela Barbanente è la piccola ma tenace professoressa che da cinque anni si occupa per conto di Nichi Vendola di tutelare il territorio pugliese e la querelle sugli Iacp, o meglio sullo Iacp di Bari di cui abbiamo riportato in separata sede le opinioni, visti come enti inutili e dove i soldi si spendono male, non l’ha mandata giù. Con il sorriso e ricordando fatti e antefatti, l’assessore ha spiegato ai giornalisti riuniti nella mattinata di ieri in sala stampa regionale, il lavoro fatto dai commissari prefettizi, non nominati quindi dalla Regione: "Cinque anni di commissariamento prefettizio sono stati fondamentali per recuperare la funzione sociale degli enti. La missione è operare per dare case a chi nn è in grado di accedere al mercato, ripristinare quel senso di equità, casa è servizio sociale. Chi parla dell’eccessivo protrarsi del commissariamento non sa di cosa sta parlando". Angela Barbanente un obiettivo ce l’ha: varare la riforma degli Iacp entro un anno, con provvedimento del consiglio regionale: a guidare gli enti ci deve essere un amministratore unico, uomo o donna con spiccate doti di gestione, da scegliere senza farsi condizionare dalle tessere di partito. Ma torniamo alla situazione debitoria degli enti: Brindisi aveva nel 2005 tra i 50 e gli 80 milioni di debiti, a Natale non poteva pagare le tredicesime. Era tutta morosità pregressa. A Bari invece sempre nel 2005 c’erano 18 milioni di euro di bollette dell’acqua non pagate e con l’Aqp si è trovato un accordo per 8,2 milioni di euro. 25 milioni di euro invece era l’ammontare del contenzioso Ici mentre è stata ridotta di due milioni di euro la voce delle consulenze, vero magna magna degli inizi degli anni 2000. Lo Iacp di Taranto ha ridotto di 20 mln di euro il debito mentre Foggia ha un attivo di bilancio.
"Non si pagavano né i canoni né i servizi è stata una battaglia per l’equità – ricorda la Barbanente – abbiamo 65 euro al mese di canone medio Iacp in Puglia, abbiamo il dovere di far capire che i canoni vanno pagati. Ecco perché abbiamo attuato politiche di autogestione, di responsabilizzazione dell’utenza. Inoltre abbiamo destinato 63 mln euro per il risanamento del patrimonio pubblico in base alla legge 560/93, che prevedeva di destinare i proventi della vendita e riscatto degli alloggi. Molti non pagavano perché stavano in case vecchie e brutte, si sentivano autorizzati a farlo. Poi, da sottolineare, la morosità è più alta tra chi nella povertà sta meglio. I veri poveri hanno dignità. Ora dobbiamo dimostrare la sostenibilità di questi enti, il sostegno deve arrivare dagli affitti ma in Italia c’è solo il 3,5% patrimonio pubblico, in Germania è il 30%: gli immobili Iacp sono anche il calmiere del mercato, non possiamo disperdere il patrimonio, non avrebbe neppure senso avere gli Iacp". Prossimo obiettivo della riforma sarà anche pensare ai nuovi poveri, lo Iacp secondo la Barbanente deve avere anche il compito di costruire case ad edilizia convenzionata: "Dobbiamo anche accorpare la funzione di progettazione e di gestione patrimoniale e gestire le case per gli studenti, i servizi tecnici per conto dei comuni come già avviene con il patrimonio di edilizia pubblica del Comune di Bari". Insomma, c’è da lavorare.
Commenti
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Peccato, però, che in questi cinque anni di risorgimento civile, si siano dimenticati – all’IACP – di consegnare alloggi con l’abitabilità!
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Cara Barbanente credo che sia anche il caso di verificare sia a che titolo e per quale condizione di disagio usufruisce una casa popolare ed anche su chi e per quale motivazione accede ai contributi sul fitto allogiativo di recente distribito; considerato che, in banca si sono presentati tanti, molti bisognosi… di tale contributo a bordo di fior SUV,BMW,AUDI ecc. !






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