Il Consiglio comunale approva la variante di adeguamento al Putt del Prg

Valentino Sgaramella
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Consiglio comunale monotematico, a palazzo di città. Una full immersion che ha impegnato Assessori e consiglieri dalle 10,30 del mattino sino alle 17,30, senza interruzioni. Un dibattito ricco di spunti polemici, in quanto l’argomento trattato riguardava una variante al Piano Regolatore Generale che andava adeguato al Piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio (Putt) ed alle sue Norme Tecniche Attuative (NTA). Bisogna collegare lo sviluppo urbano alla tutela del paesaggio. La crescita edilizia deve tenere conto di “valori paesaggistici sovraordinati alla pianificazione comunale”, come ha spiegato lo stesso assessore all’Urbanistica, Elio Sannicandro, nella sua relazione introduttiva. Non è cosa da poco. Si tratta, infatti, di ridefinire vincoli ridisegnando in parte l’assetto urbanistico, redistribuendo cubature. Insomma, fare un pò il punto della situazione su ciò che è edificabile e ciò che non lo è. Si trattava di sbloccare l’annosa vicenda di Lama Balice, una lottizzazione al quartiere San Paolo, non lontano dall’aeroporto. In quel caso, le imprese edili avevano ottenuto il permesso a costruire immobili con appartamenti già acquistati o per i quali i primi acconti erano stati versati da cittadini acquirenti. Poi, un’inchiesta della Magistratura aveva bloccato tutto. La variante proposta dalla Giunta era, negli intenti dell’Amministrazione, l’occasione per risolvere la questione. Non a caso, in Aula, nel settore riservato al pubblico, c’era una folla rumorosa, pronta ad applaudire o contestare vivacemente alcuni passaggi del dibattito. Per Lama Balice, si parte dal dato che, con il quartiere San Paolo già realizzato, si confermano i vincoli di tutela definiti dalla legge Galasso, per singole particelle. Tuttavia, ad esempio, in prossimità della stazione aeroportuale, viene ridotta a meno di 150 metri l’area di inedificabilità. Molti hanno definito questo provvedimento alla stregua di uno “sblocca cantieri”, nel senso che la variante urbanistica rivitalizzerebbe un settore, come l’edilizia, che resta per la città di Bari un pilastro della sua economia. Ma è su questo che il Consiglio comunale si è diviso, innescando polemiche. Si può bene immaginare, infatti, che sbloccare i cantieri mette in movimento una serie di centri di potere, da sempre operanti a Bari e legati all’edilizia. Interessi forti e potenti che non hanno preferenze politiche perchè le hanno tutte. In Aula, delle slide rendevano conto degli adeguamenti proposti. Alcuni esempi. Per la zona di Punta Perotti non è previsto un vincolo di assoluta inedificabilità ma ogni intervento deve essere assoggettato ad autorizzazione paesaggistica. Borgo murattiano: per gli interventi su alcuni edifici, esistono possibilità di intervento contemplate nelle NTA, ma sarà indispensabile l’autorizzazione paesaggistica. Carbonara-Loseto: permangono vincoli archeologici ed architettonici e legati alla presenza delle lame che, tuttavia, sono esterni al territorio costruito. Quindi, è presumibile ipotizzare zone di completamento. Sulla costa: viene mantenuto vincolo di inedificabilità a meno di 300 metri dalla battigia, in corrispondenza della linea ferroviaria. Per le zone di interesse archeologico o le masserie, il Putt imponeva una fascia di tutela di 100 metri, ritenuta sovrabbondante perchè troppo generica. Il vincolo viene ridotto della metà. Questo, in estrema sintesi, quanto approvato dal Consiglio comunale.

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Commenti

  • LUREAL (utente non verificato)

    Stando ai tanti precedenti mi sa che molta gente,(i soliti …noti) si stanno preparando a fare la pappa!LUREAL

  • karlmarx (utente non verificato)

    Monteleone sei un comico degno di Colorado. Sei solo tutto contestazioni e zero proposte. Spero che questa sia la tua ultima legislatura e sarebbe ora che tu andassi a lavorare!! Ti trovi lì solo per tuo zio mica per le tue capacità