Tommaso Fiore: “Venga il Tar Puglia a fare l’assessore”

Danilo Calabrese

L’assessore alla salute parla di “un imbottigliamento tecnico, giuridico e amministrativo: siamo al cortocircuito istituzionale”

0 6 commenti

“Venga il Tar Puglia a fare l’assessore e decidere come spendere e quanto spendere”. Parole dure, ma ragionate a lungo quelle di Tommaso Fiore che oggi in conferenza stampa ha comunicato la sua “impossibilità a governare la sanità in Puglia”. Soprattutto in un momento come questo, di ristrettezze economiche e tagli nazionali. Sul banco (politico) degli imputati due ordinanze della III Sezione del Tribunale amministrativo regionale datate 29 aprile e 26 giugno.

Con la prima il Tar ha intimato alla Asl di Bari di pagare alla clinica privata Anthea delle somme che superano i tetti di spesa, stabiliti per legge regionale e recepiti con delibera Asl. Il contenzioso è nato perché la clinica ha sostenuto la tesi dell’errore nel pagamento di alcune fatture per prestazioni extra. Durante un tavolo tecnico un funzionario Asl ha così messo a verbale che in alcuni casi esposti l’Anthea avrebbe avuto ragione. Da qui il caos istituzionale. Rivolgendosi al Tar infatti, la clinica ha avuto ragione. “Il Tar ha sentenziato che i risultati del tavolo tecnico erano validi e che la Asl doveva pagare, pena una denuncia penale”, ha dichiarato Fiore. “Ora, un tavolo tecnico non ha valore di una delibera Asl, eppure il Tar lo ha ritenuto fonte di diritto”.

Siamo all’assurdo, secondo l’assessore pugliese alla salute che ha denunciato le oggettive difficoltà a programmare la spesa sanitaria. Ma anche l’eventualità di un precedente molto pericoloso, se l’ordinanza avesse validità fino in fondo. “Aprirebbe un contenzioso con le strutture private per oltre cento milioni di euro, 40 per il solo 2008”. “Siamo in una situazione di collasso di questo Paese, in cui ogni pezzo va per i fatti suoi”.

E veniamo alla seconda ordinanza “assai più grave” della prima. Questa ha annullato quanto è stato disposto in una legge regionale, la n.4/2010, e prima ancora in un atto amministrativo. Il caso in questione attiene alla possibilità dei direttori generali di effettuare convenzioni con i centri di riabilitazione, ma solo con quelli che hanno sede in Puglia. La III Sezione del Tar Puglia ha riconosciuto la presenza di una legge, ma ha sottolineato l’assenza di un regolamento. E in sostanza, “ci dice che non dobbiamo rispettare la legge e contrattualizzare le strutture extraregionali”.

“Si tratta di un imbottigliamento tecnico, giuridico e amministrativo che mi fa ancora pensare al cortocircuito istituzionale”, ha continuato Tommaso Fiore. Da un lato una strana intromissione di poteri rappresentata da una sentenza del Tar che annulla una legge anziché rimandarla alla Corte Costituzionale e un’altra che ritiene un tavolo tecnico più importante di una delibera Asl, dall’altro le relazioni con gli imprenditori privati della sanità. Con loro “è evidente che si è incrinato il rapporto”. Ne discuteranno assieme il prossimo 6 luglio.

Le premesse, però, non sono delle migliori. “A questo punto”, ha concluso Fiore, “in un’epoca di tagli alle strutture pubbliche, dovremo pensare di tagliare anche quelle private”. La delicatezza della questione sta tutta nel fattore occupazionale: se si taglia ai privati, i privati licenziano. E non è questa la strada che l’assessorato vuole intraprendere. Ma di certo, d’ora in poi, vaglierà anche soluzioni diverse dal regolare accreditamento.

avatar

Commenti

  • gioacchino41 (utente non verificato)

    la legge, sig. fiore, la legge va rispettata specie quando è scomoda. basta con i piagnistei, la realtà è una: la sanità pugliese è allo sfascio totale, ormai è sotto gli occhi di tutti, altro che il tar.

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    Bisogna comprendere le difficoltà dell’assesore Fiore ricordandogli però che in Italia esiste la possibilità di dimettersi per impossibilità manifesta a gestiere la Sanità Pugliese che da sola assorbe circa il 90% del bilancio regionale.Come volevasi dimostrare piano piano verranno fuori i veri numeri del deficit della Regione Puglia la cui Giunta lancia in resta Vendola scaricano tutto il pattume sul Governo Berlusconi.Non funziona,lavorate o tutti a casa!

  • alexandros84 (utente non verificato)

    Ma i corvacci del partito dell’ammmmore ( e degli indagati ) passano tutto il loro tempo a sputare veleno si questo sito? Non hanno di meglio da fare nella vita? Che pena! Perchè non andate a commentare la notizia della condanna per mafia a 7 anni di Marcello Dell’Utri, braccio destro del nano coi tacchi a ” squillo ” ??? Pagliacci!

  • nativo (utente non verificato)

    x alexandros 84….
    liberamente siamo ancora in democrazia…
    ho il sangue + rosso del suo . anche sputare ” veleno ” come dice lei è democrazia.
    a lei la giunta vendola piace? a me sinceramente NO!
    TUTTO QUI, SE CONTINUIAMO A NON VOLER RICONOSCERE I NS ERRORI E MARCARE SOLO QUELLI DEGLI ALTRI…. E’ SOLO VECCHIO E BECERO COMUNISMO ……

    SALUTI.

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    Chi continua ad insultare ,ed è forse l’unica cosa che hanno appreso nella loro sinistra concezione della democrazia ,impari a rispettare le opinioni altrui e semmai avesse in on
    il cervello proponesse qualcosa di serio e costruttivo.Usare un linguaggio quale quello postato da alexandros 84 è sintomatico del livello becero e infamante nonchè gratuito di rispetto e salvaguardia della libertà.

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    Chi continua ad insultare ,ed è forse l’unica cosa che hanno appreso nella loro sinistra concezione della democrazia ,impari a rispettare le opinioni altrui e semmai avesse in on
    il cervello proponesse qualcosa di serio e costruttivo.Usare un linguaggio quale quello postato da alexandros 84 è sintomatico del livello becero e infamante nonchè gratuito di rispetto e salvaguardia della libertà.