A Japigia e Torre a Mare un nuovo centro polifunzionale

Claudia Attolico

Attenzione ed aiuto per famiglie, adolescenti, neomamme e disabili

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Centro Polifunzionale per Servizi Integrati: un nome una garanzia. Nasce a Japigia, avrà una seconda sede a Torre a Mare e coprirà un bacino d’utenza capillarmente esteso. L’idea, scaturita e gestita dalla Fondazione Giovanni Paolo II Onlus insieme alle cooperative sociali Itaca, Caps e Crea, mira ad offrire consulenza ed ascolto alle famiglie ed ai ragazzi che si trovano in situazioni sociali difficili. L’aiuto che viene offerto dal Centro è a tutto tondo. Spazia dalla consulenza alle famiglie all’orientamento scolastico, dal sostegno psicologico e didattico alle disabilità ed è indirizzato ad adulti, minori ed adolescenti. Nell’area di Torre a Mare poi, particolare attenzione sarà dedicata all’intercultura, per la presenza di numerosi migranti.
“Il servizio interviene su nuclei familiari, su minori e adolescenti, neomamme, coppie e nuove forme di famiglia che versano in condizioni di disagio. – spiega Francesca Bottalico, coordinatrice del servizio – La novità è l’area adolescenti, specie quelli che sono entrati a far parte di circuiti pensali o che hanno lievi disabilità, per fornir loro assistenza socio-didattica, ma anche orientamento affettivo, scolastico, e prevenire le dipendenze.”
Le due sedi, una a Japigia (attualmente presso la circoscrizione, ma da settembre situata in via Giustina Rocca) e l’altra a Torre a Mare (presso la scuola per l’infanzia ‘Elisabetta Aquaro’) sono costate al Comune 168 mila euro, ed accoglieranno cittadini dell’intera zona. Un team di 36 professionisti, tra psicologi, psicoterapeuti, educatori e mediatori culturali saranno a completa disposizione ogni giorno dal lunedì alla domenica, con orari molto flessibili che comprendono anche pausa pranzo ed orari serali. L’accesso avverrà per segnalazione dei Servizi Sociali o in maniera diretta e per pubblicizzare il servizio ci saranno opuscoli informativi presso chiese e scuole di quartiere.
L’iniziativa per ora fa parte di un progetto che durerà un solo anno. Amareggiato e preoccupato è Ludovico Abbaticchio, assessore al Welfare, che dipinge uno sconfortante quadro d’insieme sui fondi pubblici: “Avremmo voluto creare dei servizi con incarichi triennali ma con i tagli che la finanziaria apporterà quasi sicuramente alle politiche welfare questo non sarà possibile. La cadenza annuale significa anche precariato lavorativo e rischi di ordine pubblico. Il Comune non è solo edilizia ma dev’essere anche incursione del cittadino nella cittadinanza attiva. Se non affrontiamo il problema della povertà finiremo con l’allontanare il cittadino dal rispetto dei luoghi istituzionali.”

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