Casa: altro che ottimismo…
In merito ad un articolo letto e pubblicato via web dal quotidiano Barilive, non posso fare a meno di soffermarmi a scrivere due righe che spero, riescano a ridimensionare l’euforia di una nota agenzia di intermediazione immobiliare locale, che offre ai cittadini baresi una visione ottimistica del mercato immobiliare della città.
Il 2008 e il 2009, sono stati anni di forte decremento delle compravendite nel mercato immobiliare, complice la grave crisi economica che ha investito il Paese. I dati forniti dall’ OMI e che riguardano il primo trimestre 2010 offrono si una visione più serena del sopracitato andamento del mercato immobiliare, ma confermano che il nostro Paese è decisamente spaccato in tre tronconi e che questo incremento è presente in percentuale maggiore al nord e ancora di più al centro Italia.
Ciò è in gran parte dovuto anche alla dismissione da parte degli enti di unità abitative messe in vendita. La nota trimestrale dell’ OMI riferita al primo trimestre 2010 conferma un volume di compravendite pari al 3,4% rispetto al primo trimestre 2009,ma è bene tener presente che il confronto è effettuato sul primo trimestre 2009, periodo in cui si verificò appunto un drastico ridimensionamento delle transazioni. Dunque,se si effettua un confronto con il primo trimestre 2008, il volume di compravendite del primo trimestre 2010 risulta decisamente ancora molto inferiore del circa 15%. L’andamento dei prezzi poi non risulta essere calato rispetto allo scorso trimestre 2009, ma bensì in alcune città capoluogo, Bari è fra queste, appare aumentato.
Un paradosso in tempi di crisi economica! Vorrei soffermarmi inoltre, ad analizzare la questione allarmante della situazione delle locazioni. Le associazioni sindacali che tutelano gli inquilini stanno ancora attendendo le stime ufficiali del Ministero degli Interni in merito ai dati del numero degli sfratti eseguiti o in itinere nel nostro Paese, ma le stime eseguite in base a una raccolta dati presso gli enti preposti nelle grandi città capoluogo parlano chiaro e sono drammatiche. Gli sfratti hanno subito una impennata che in alcune città, Bari in primis, arrivano a toccare l’82% degli inquilini in affitto. Piuttosto che parlare di euforia per un primo sintomo di crescita di compravendite nel mercato immobiliare, mi piacerebbe riscontrare una seria politica per il diritto alla casa!
Nella manovra Tremonti troverete sotto la voce CASA solo qualche milione di fabbricati,il catasto mancante e una bella sanatoria, e chiaramente nessuna traccia di un provvedimento che riduca gli affitti. Gli amministratori locali e molti Presidenti di regione hanno utilizzato il tema emergenza casa come specchietto per le allodole in campagna elettorale…dove sono le proposte concrete,i progetti ? Se consideriamo che una città come Bari ha aspettato 20 anni prima che si concedessero i suoli per costruire alle cooperative…se consideriamo che attualmente abbiamo individuato e monitorato la storia di 32 siti attualmente dismessi e in stato di vergognoso abbandono…se persino il contributo allogiativo,palliativo simile all’effetto placebo somministrato agli ipocondriaci,è in ritardo di due mesi….se consideriamo che si continua a costruire senza criterio,senza rispetto per il consumo di suolo…se consideriamo l’ultima graduatoria che ha visto a Bari l’esclusione dalle liste per l’assegnazione di 42 alloggi popolari (ancora da costruire) solo perchè i facenti domanda erano sotto sfratto esecutivo…possiamo ritenerci ancora euforici per l’andamento del mercato immobiliare ?
*Comitato “sotto un tetto”
Commenti
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Bravissima, è proprio così!






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