Maggioranza sconfitta da sé stessa

Valentino Sgaramella

La delibera sul Petruzzelli non passa per le assenze in seno alla maggioranza

0 8 commenti

Maggioranza sconfitta da sè stessa, la notte scorsa, a palazzo di città. Tre consiglieri comunali assenti (Tomasicchio, Pasculli e Mara Giampaolo, tutti in quota Idv) sin dall’inizio; due consiglieri (uno di SEL e l’altro del Pd) si allontanano al momento di votare. Infine, due astensioni ulterori nel voto hanno fatto venire meno il numero legale, in quanto la minoranza a quel punto ha abbandonato l’Aula. Si votava in merito alla proposta di delibera della giunta guidata da Michele Emiliano che chiede un provvedimento di autotutela che rimetta in discussione il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2002 tra Regione, Provincia di Bari, Comune e famiglia Messeni Nemagna. Il Teatro, questa la sostanza della delibera, sarebbe divenuto di proprietà comunale. E ciò vale per l’intero stabile e per il suolo su cui sorge. Sei ore di dibattito per ritrovarsi punto e a capo. Mai dire gatto finchè non l’hai nel sacco, per dirla alla maniera di Vujadin Boskov. La seduta si era aperta alle 17,30 con le dichiarazioni del sindaco, Michele Emiliano, che spiegava il contenuto della proposta di delibera. Si ribadivano gli stessi concetti espressi alla vigilia. Una clausola indicata nella delibera approvata dal Consiglio comunale il 14 marzo 2003, che approvava il protocollo d’intesa dell’11 novembre 2002. Si stabiliva che l’efficacia di quella convenzione era subordinata all’esistenza della Fondazione Petruzzelli. La apposita Commissione istituita da Emiliano sostiene che la stessa Fondazione non ha mai conseguito un riconoscimento giuridico da parte dello Stato. Dunque, è come non esistesse. Quindi, anche il protocollo perde validità. La Fondazione era “il luogo madre in cui Regione, Provincia e Comune avrebbero proceduto alla ricostruzione del Teatro. Chi dice che stiamo venendo meno alla parola data, fa un’operazione offensiva; nel momento in cui il protocollo non ha più copertura diviene inefficace”. E ancora: “Abbiamo trattato con persone estranee al Petruzzelli. Abbiamo stipulato un contratto inefficace come contratto a valore pubblico ma che non aveva alcun senso anche come scrittura privata perchè quei soggetti erano del tutto privi della veste giuridica che, invece, presentavano al momento della firma”. Oltre a ciò, nel novembre 2002, erano già trascorsi i 3 anni che la convenzione del 1896 imponeva ai concessionari per ricostruire il politeama. In ogni caso, il sindaco richiamava l’intero Consiglio comunale a dichiarare scaduta la concessione del diritto di superficie del suolo del 1896, attribuita ad Antonio Petruzzelli. Inoltre, la concessione è scaduta per omessa manutenzione del Teatro, per 18 mesi ed omessa ricostruzione per 3 anni. “Vi chiedo di chiarare di proprietà comunale il suolo ed i manufatti su di esso insistenti”. Prima di approfondire I temi del dibattito, si può dire che la minoranza ha chiesto più volte perchè il Sindaco decide proprio adesso di presentare una proposta simile in Aula e non negli anni scorsi. Le tesi sono diverse. Non avrebbe potuto portare un provvedimento così grave prima di assicurarsi il secondo mandato da primo cittadino. In secondo luogo, la Fondazione Petruzzelli, presieduta dal Sindaco, avrebbe accumulato debiti per almeno un milione di euro. Di qui, la mossa definita “sofisticata” dal capogruppo PdL, Ninni Cea, di impossessarsi del Teatro, effettuando un esproprio a chi nè è legittimamente proprietario. Dalla maggioranza si ribatteva che la famiglia non ha investito un solo euro per la ricostruzione. I 18 miliardi necessari per ricostruirlo sono giunti dallo Stato. Nei fatti, la proprietà è pubblica. Ed il Sindaco ha esplicitamente dichiarato, come vedremo, che l’acquisizione a proprietà comunale comporta un innegabile vantaggio economico per il Comune. Ma esaminiamo le varie posizioni emerse nel dibattito..

avatar

Commenti

  • Dante69 (utente non verificato)

    La delibera non può, in alcun modo, trasferire la proprietà del teatro. tutt’al più può autorizzare il sindaco ad aprire un contenzioso, che peraltro l’ha già visto perdente innanzi a 27 differenti giudici. In pratica significa consegnare un assegno in bianco ai Messeni. La questione non è politica, è proprio di sanità mentale.

  • gmarioit (utente non verificato)

    Madò, cose da pazzi, tanto alla fine paghiamo noi!!!
    Grazie sindaco!

  • nonfarelindiano (utente non verificato)

    Emiliano tutto vuole fare tranne che il sindaco.
    Per fare il candidato presidente della regione non serve avere un curricula da “imprenditore teatrale”.

  • fabioci76 (utente non verificato)

    Dante69 ha pienamente ragione. E’ singolare che un ex magistrato non sappia queste cose.

  • nativo (utente non verificato)

    maggioranza????!!!
    troppo buoni, solo COZZAGLIA di gente li solo per AMMINISTRARE I PROPRI INTERESSI, e li abbiamo pure votati!!!

  • scapetta (utente non verificato)

    I’è ciucc’.

  • niza67 (utente non verificato)

    Non credo che sia un problema di sanità mentale, come dice Dante. Piuttosto è un problema di malafede mista a pressapochismo ed inettitudine politica e giuridica. Gli esempi che dimostano la ciucciagine e la demagogia di Emiliano, sono innumerevoli. Ma la Città ha scelto diversamente votandolo sindaco ed allora … Ci meritiamo proprio questo Sindaco. Poveri noi. A proposito: dove sono i pecoroni che lo hanno acclamato e votato? SPARITI!!!

  • anamorfo (utente non verificato)

    L’HO VOTATO E ME NE VANTO! Ho anche firmato la Class Action con gli stessi contenuti di questo provvedimento. Il Teatro non è di un Privato se questo non ci mette nemmeno i soldi per costruirlo! I soldi sono i nostri e il teatro è il nostro! Di tutti i cittadini italiani mentre il suolo è del Comune. Lo aveva capito anche quel galantuomo del Sindaco Dalfino. Una vergogna che non veniate messi a tacere voi da una massa di commenti pro Emiliano.