Petruzzelli, centrodestra all’attacco

Valentino Sgaramella

L’attacco del cooordinatore cittadino del Pdl Emilio Toma

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E’ l’ora del Petruzzelli. Non si parla d’altro nella Bari politica. Una conferenza stampa della minoranza di centrodestra al primo piano del palazzo di città, ha consentito di fare il punto della situazione alla vigilia di un Consiglio comunale decisivo. Emilio Toma, Coordinatore cittadino del PdL ha illustrato il punto di vista tecnico sulla vicenda del Teatro. In breve, vediamo i fatti. Nel 1991, il terribile rogo del politeama. Fino al 1994 si avvicendano Giunte di centrosinistra, finchè, nel 1995 ha inizio l’era di Simeone Di Cagno Abbrescia. Nel 1996, il Sindaco chiede un parere a Paolo Barile, uno dei più grandi studiosi di Diritto pubblico. Il cattedratico sostiene che a 3 anni dal rogo, la famiglia proprietaria non ha provveduto a ricostruire il Teatro. Secondo Barile, vi sono i presupposti perchè il Comune eserciti l’azione di decadenza della proprietà privata. La famiglia contesta questa tesi. In ogni caso, il Comune dovrebbe versare alla famiglia un indennizzo per indebito arricchimento, in quanto il Comune si approprierebbe non solo dello stabile ma anche del suolo su cui sorge. L’Amministrazione comunale ha dinanzi a sè 2 strade. Può demolire completamente l’immobile e tenersi il suolo. In alternativa, può utilizzare il rudere rimasto. In tal caso, deve versare un’indennità in rapporto al valore venale che comprende non solo il Teatro, ma anche i locali ad uso commerciale. Nel 1996, il Comune si trova nella condizione di decidere per la decadenza. Da una stima, l’ente deve versare 16 miliardi di lire. Ma non ha i soldi nè gli strumenti per assicurare la gestione del teatro. Tra il 1997 ed il 2001, per Toma, la sinistra è al governo della città. Potrebbe espropriare con un atto amministartivo il Teatro, in base ad una legge del 1939. Non lo fa. Nel 1997, il governo Prodi, tramite il Ministro dei beni culturali, Melandri, stanzia 16 miliardi di lire, giusto la cifra che serve, per ricostruire il Teatro. “Un regalo della sinistra alla famiglia”. Sì, perchè i miliardi sono stanziati dallo Stato per il Teatro, ma la famiglia proprietaria non è obbligata a rimborsare alcun onere. A questo punto, per il centrodestra, la decadenza della proprietà diviene impossibile come anche lo stesso esproprio, in quanto mancano i presupposti giuridici, ossia il fatto che la famiglia non ha i mezzi per procedere alla ricostruzione. Come utilizzare i 16 miliardi? La famiglia sostiene che, essendo proprietaria dell’immobile, può spenderli secondo il proprio criterio. Dall’altro lato, la Soprintendenza che sostiene di avere titolarità nella decisione. Il Sottosegretario Vittorio Sgarbi, governo Berlusconi, nell’agosto 2002, mette tutti d’accordo. Nasce la convenzione che oggi il sindaco intende rimuovere in autotutela. Dice il centrodestra: quel protocollo, in Consiglio comunale, viene votato alla unanimità. Toma fa i nomi: “tra gli altri, consiglieri De Santis, Ginefra, Giannini e Di Matteo, l’assessore Abbaticchio”. Il centrodestra rivendica alla “genialità di Angela Filipponio Tatarella la possibilità di avere una Fondazione lirico-sinfonica prevista da una legge del 1967”. E’ a numero chiuso. “Oggi, partecipiamo al Fondo Unico dello Spettacolo (FUS) e abbiamo 150 occupati in Teatro”. Arriva la sinistra al governo della città. “Il Sindaco deve appuntarsi le medaglie sul petto e dire di avere risolto il problema. Blocca tutto per 2 anni e dice che l’acustica del Teatro non è buona. Serve una Commissione d’esperti che valuterà”.

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