Indagine Paglino, la Procura specifica
E’ dal settembre del 2009 che la Polizia indaga sul finanziere
Al fine di evitare la diffusione di illazioni o notizie inesatte la Procura della Repubblica di Bari comunica che l’indagine che ha portato all’arresto del tenente colonnello della Guardia di Finanza, Salvatore Paglino – avvenuto nella tarda serata di martedì 1 giugno a Bari – è stata avviata nel settembre 2009 a seguito sia della pubblicazione su un quotidiano nazionale dei verbali dell’interrogatorio dell’imprenditore barese Giampaolo Tarantini sia delle indiscrezioni, pubblicate su diversi organi di stampa, di una possibile inchiesta a carico del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Nel corso dell’indagine la Procura, in questi mesi, ha evidenziato numerose fughe di notizie da parte di pubblici ufficiali relative non solo all’indagine sulla Sanità pugliese. Per cui l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ufficiale costituisce solo una prima tranche di una molto più ampia.
Le ipotesi di reato formulate da questo Ufficio all’inizio dell’indagine hanno riguardato, in maniera particolare, l’accesso abusivo ai sistemi informatici e per questo motivo sono state disposte intercettazioni telefoniche che hanno consentito di portare alla luce le condotte contrarie ai doveri d’ufficio poste in essere dal Paglino.
Nel caso di specie all’ufficiale sono state contestati, dal gip su richiesta della Procura, quattro capi di imputazioni relativi a fughe di notizie di inchieste della Procura di Bari e della Procura di Trani. In particolare l’ufficiale ha svelato atti coperti da segreto d’ufficio e in alcune occasioni addirittura anticipando risultanze di indagini ancora in corso che non erano state ancora comunicate all’ufficio competente.
L’attività investigativa svolta con grande professionalità dagli uomini della Squadra Mobile di Bari e del Servizio Centrale Operativo (SCO) si è avvalsa di servizi tecnologicamente avanzati che hanno consentito di scoprire la metodologia utilizzata dal Paglino per comunicare ad alcuni giornalisti le notizie coperte da segreto istruttorio: lettura integrale degli atti giudiziari al telefono o riproduzione fotografica del contenuto degli stessi.
In ogni caso l’indagine è stata improntata al massimo della riservatezza tenuto conto anche delle persone coinvolte. In tale ottica la Procura ha tenuto sempre ben distinte le responsabilità di chi per dovere d’ufficio è tenuto al segreto e di chi, come i giornalisti, fanno della ricerca delle notizie la loro principale caratteristica professionale.
Per quanto riguarda, invece, il reato di stalking ipotizzato dalla Procura sempre a carico dell’ufficiale va altresì evidenziato che le donne vittime sono solo due.
Infine, la Procura intende rimarcare il rapporto di fiducia che è esistito, esiste ed esisterà con la Guardia di Finanza, preziosa collaboratrice di importantissime inchieste condotte da questo ufficio.
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