Top five, profumo d’estate
Primo appuntamento del mese con la cinquina musicale più amata della città: sentamo queste cinque proposte…
Klaxons – flashover –
Uno dei brani più attesi della stagione. Dopo aver indovinato l’esordio, “Myths of the near future”, ritenuto da molti il miglior album del 2007, i tre ragazzi di Londra si divertono nel recitare la parte delle star in estasi mistica. Le indiscrezioni sul nuovo lavoro sono copiose e spesso sconnesse. Per alcuni Surfing the Void (è questo il titolo del nuovo album, rigorosamente provvisorio), sarà dato alle stampe quest’anno, per altri nel 2011, per altri ancora nel 2012. Suonerà prog, dubstep, punk, elettronico. Per aumentare l’attesa, si esibiranno molto poco dal vivo, e non si sa cosa aspettarsi in scaletta. “Flashover”, la prina anticipazione, un brano bello ma non particolarmente originale, non sarà nemmeno pubblicato come singolo. Ah, maledetto marketing…
Laura Marling – rambling man –
Siamo agli inizi di giugno, forse è presto per dirlo, ma da queste parti c’è una straordinaria convinzione: Laura Marling è l’artista dell’anno. Nuova, nuovissima (nata il primo febbraio 1990), ma straordinariamente matura. Una regina del folk a soli 20 anni. Già molto popolare negli Stati Uniti, pur essendo originaria della profonda provincia inglese, già attiva dal 2006, già bionda o bruna, coi capelli lunghi o corti. A parte queste inezie, c’è tantissima sostanza. Ascoltate “Rambling man”, poi tutto il nuovo album, “I speak because i can”. E confrontiamoci: merita tutta questa grazia?
Christina Aguilera – not myself tonight –
Mesi prima dell’uscita del singolo e dell’album “Bionic”, la nuova (?) Christina Aguilera era già stata oggetto di un chiacchiericcio smodato. Strane apparizioni su Twitter, la lista infinita dei collaboratori (un roster eccezionale: Linda Perry, Switch, M.I.A, Peaches, Le Tigre) ma soprattutto una somiglianza, tendente al totale appiattimento, a Lady Gaga. Il video di “Not myself tonight” conferma tutte le indiscrezioni. Christina canta meglio di Angelina, ma in quanto a personalità siamo davvero troppo indietro. La Aguilera aveva scritto un paio di capitoli fondamentali della storia del pop con ballate perfette (“Beautiful” su tutte) e proprio per questo non capiamo questa esasperazione. Ah maledetto marketing…(e siamo a due).
Fyfe Dangerfield – she’s always a woman –
Una classica storia di questi tempi. Fyfe Dangerfield, leader dei Guillemots in libera uscita solista, prende in mano un classico del 1977 di Billy Joel e lo reinterpreta con una fedeltà all’originale (che potete ascoltare cliccando qui: http://www.youtube.com/watch?v=kM9-ijq3TI4) quasi eccessiva. Il brano diventa la colonna sonora dello spot di una grossa catena di negozi inglesi e schizza nella top ten dei singoli. Ma proprio perché si tratta di un’onestissima ma fedelissima cover, Fyfe traina Billy Joel che, trentatré anni dopo, rientra in classifica con il suo pezzo originale. E vissero tutti felici e contenti.
Rusko – woo boost –
Si chiude col botto. E con un video delirante. Rusko, anima diabolica del dubstep, torna con una combinazione acida di immagini e suoni. Armato di tastiera e bandiera del Regno, naviga da fermo all’interno di combinazioni ossessive e psichedeliche. Un po’ come la sua “Woo Boost”, destinata a diventare piccolo inno di nicchia di una generazione cresciuta a pane, elettronica e droghe pià o meno leggere. Dopo aver lavorato per Rihanna, si lancia nel suo secondo progetto solista, OMG (Oh My God). Considerando la giovane età (25 anni) e il caratterino, ne vedremo delle belle.
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