Siamo tra le macerie di una guerra assurda

Fortunata Dell'Orzo

Bari e la Puglia penalizzate in maniera gravissima dai tagli scriteriati della manovra fimata Tremonti-Berlusconi

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L’Italia assomiglia sempre più ad un Paese da dopoguerra. Ormai è del tutto evidente che il governo in carica non è in grado di affrontare una crisi innescata e alimentata dal peggior capitalismo parassitario di questo scorcio temporale, che più o meno, va dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.

Dopo averci elencato tutta una serie di motivi per i quali potevamo considerarci fortunati in quanto il ciclone depressivo mondiale ci aveva appena sfiorato, di fronte all’evidente debacle greca (ma non solo) eccoci invece piombati nell’Averno della povertà e della miseria dal quale possiamo uscire, secondo il nostro indefinibile Ministro Giulio Tremonti, solo attraverso una sanguinosa finanziaria, talmente piena di assurde contraddizioni e indecenti irregolarità che il presidente Giorgio Napolitano è stato costretto a ravvivare il suo cauto pallore e raccomandare modifiche.

Non sappiamo se fra queste modifiche ci sarà un ripensamento ai tagli dissennati alla cultura che, ricordiamolo, hanno falcidiato il Petruzzelli, in quanto Fondazione, e una serie di istituti come la Società di Storia Patria o altre benemerite e longeve istituzioni. Sappiamo però che al primo cenno vero di lotta allo spreco (il taglio di appena dodici province fra le quali Bergamo), i molossi della Lega, poltronisti e spreconi esattamente come chiunque si sieda con voluttà sullo scruanno del potere, hanno abbiaiato e ottenuto che fosse risparmiata la cittadina lombarda.

Non esiste, nel PDL, nessuno in grado di fare altrettanto per difendere le nostre istituzioni culturali. Lo diciamo con rammarico. La battaglia messa in piedi da Salvatore Tatarella su Face book (una pagina “salviamo la cultura”) rischia di essere solo una bellissima iniziativa, del tutto ininfluente per il governo. E non possiamo consolarci con l’indignazione del Ministro Sandro Bondi, al qualenon è stata nemmeno notificata la decisione di tagliare in queso modo barbro la cultura.

Inutile aspettarsi da Fitto o dai parlamentari PDL pugliesi un solo pigolio di dissenso. Troppo allineati e coperti con le posizioni del Capo. Qualcosa potranno fare i sindaci e il governatore Vendola, cui la politica economica del governo rischia di falcidiare tutte le politiche di sviluppo. Non resta che la mobilitazione civile e democratica di chiunque, al di là degli schieramenti e della fede politica, senta tutta l’immensa ingiustiza di questa politica economica pensata da chi non era stato in grado di prevedere gli effetti malefici della speculazione finanziaria ed oggi, per pararsi le spalle, taglia quasi alla cieca,  distruggendo quel poco che resta del nostro paese. Non c’è più molto tempo. Resta da sapere se è rimasta ancora quella capacità di indignarsi e mobilitarsi o se quindici anni di televisione berlusconista ha ottenuto l’effetto per la quale è stata messa in campo.

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Commenti

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    Andare a verificare da dove parte e chi sono i maggiori esponenti della speculazione finanziare e vedrete che scoprirete molti boiardi di stato del centrosinistra al servio delle grandi banche,per esempio Mortadella e Goldman e Sachs,Baffettino,ex Bds ora Mps.Sarebbe bello se questa redazione organizzasse un confronto tra il popolo e i reggenti di questa disastrata Regione abitata da ricchi e impuniti faccendieri!Più Zappa per tutti!

  • nisha (utente non verificato)

    Coloro che parlano di tagli a 232 istituti ed enti culturali non dicono che è stato istituito un fondo destinato ad eventuale erogaz.di contributi agli enti che facciano “documentata e motivata richiesta”.Qualcuno è contento di finanziare la fond.B.Craxi o quella di Cattin?o l’ass. funzionari direttivi? ecc.ecc.Per il Petrzzelli ,con gestione trsparente e concorsi seri c’è speranza.

  • lantonio (utente non verificato)

    le regola da seguire

    1. non acquistare nulla che sia prodotto fuori dalla puglia

    2. non guardare le televisioni di berlusconi e non acquistare prodotti che fanno pubblicità sulle sue reti televisivi

    3. appoggiare vendola senza riserve

    4. non svendere le risorse della regione a multinazionali o ad aziende non pugliesi

    il nostro comportamento puo’ fare la differenza la protesta di piazza non basta perchè se ne fregano della piazza