Pd pugliese: tutti contro tutti?

Valentino Sgaramella

Un partito che appare senza pi� una linea

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Il Pd vive uno dei momenti più difficili della sua vita interna, dal momento della sua nascita. Questo si intuisce, sulla base di quanto pubblicato da un quotidiano regionale. Alberto Losacco, parlamentare assai vicino a Dario Franceschini, è stato esplicito. Esiste un disagio interno alla componente che fa riferimento all’ex Segretario nazionale del Pd che esprime disagio: “Area Democratica ha smesso di funzionare dopo le primarie di coalizione”. La situazione deve essere davvero grave se si giunge ad affermare: “Non possiamo andare avanti così”. E ancora: “Da troppo tempo dedichiamo tantissima attenzione alle voci su accordi tra qualcuno contro qualcun altro, non parliamo delle cose vere, dei problemi che interessano alle persone”. Ormai è tutti contro tutti. Lo stato di cose riflette il pessimo stato di salute interno al partito di Sergio Blasi. Va detto che la situazione è stata gestita in maniera perlomeno anomala sin dall’epoca delle primarie sì, primarie no. La ricandidatura del presidente uscente Nichi Vendola era un atto quasi scontato.

Ne è nata una guerra. Ma il Pd è il partito delle primarie sempre e comunque, senza se e senza ma? Oppure le primarie si tengono in base a convenienze ed opportunismi? E’ la base a legittimare democraticamente un candidato premier o presidente di Regione, oppure tutto avviene al chiuso delle stanze romane? E cosa conosce Roma dei problemi pugliesi? Rifiutare di presentare un candidato alla base, è segno di debolezza, non di forza. Era legittimo che dalle parti del lider maximo si proponesse un altro candidato che non fosse Vendola. Bisognava, però, che tutto fosse preceduto da un ampio dibattito interno che legittimasse, con argomentazioni serie e convincenti, il cambio di rotta. Come si è sempre fatto. La scelta di Francesco Boccia è apparsa una manovra improvvisa, di vertice, imposta. Così è se vi pare. Idem per la frenesia, ai limiti dell’isteria politica, con cui si voleva un accordo con il partito di Casini, genero di Caltagirone, così tanto impegnato nell’acquisizione di quote societarie di Acquedotti, pugliesi e non. A quel punto, il Pd ha sconfessato questa linea, con le primarie. Non parliamo, poi, di quel che è accaduto nel corso delle trattative per la costituzione della giunta Vendola, e per la scelta del nominativo da votare per la presidenza del Consiglio regionale. Un Segretario regionale, Sergio Blasi, non in grado di imporre politicamente alcunchè. Anzi, alla ricerca di un posto al sole per sè medesimo, stando a ciò che molti dirigenti del Pd hanno più volte ripetuto alla stampa. Con un Pd nel quale oggi emerge in maniera sempre più prepotente una componente che con la politica ha molto poco a che fare, un convitato di pietra che da più parti si definisce come “antipolitica” e che fa riferimento ad un certo modo di intendere la libera impresa. La tensione correva sul filo dei telefoni e delle direzioni regionali a porte chiuse alla stampa.

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Commenti

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    Su che cosa potrà realizzare questa giunta è scritto in questo articolo.Nulla di buono per i Pugliesi e per la Puglia.Tutta la classe dirigente che ha amministrato deve andare Zappare siano essi mancini o destroidi.Le macedonie politiche della sinistra sono fallite e sopravvivono solo grazie alla insipienza e connivenza dei pseudo Pdiellini Pugliese che Berlusconi ha giustamente abbandonato al propio destino.Aria nuova in arrivo!

  • milano_giuseppe (utente non verificato)

    Sono loro la vera antipolitica.
    La politica ormai è fuori dalla loro mentalità. Sono assolutamente inadeguati.

  • daniel56 (utente non verificato)

    I partiti hanno stracciato il patto sociale della rappresentatività democratica, non elaborano idee e difendono i privilegi delle varie caste. Mentre maturerà qualcosa di nuovo, aumenterà l’astensione e il disagio. Ormai siamo al Game Over della “politica” ed il PD non fa eccezione. Losacco sia coerente e, se “non si può andare avanti così” si dimetta magari con chi sente di non rappresentare più niente,tanto non contano niente…

  • rodel (utente non verificato)

    Ho stracciato la tessera PD: non è un PARTITO DEMOCRATICO ma il risultato di potentati economici e lobbies di potere che intorno ad un tavolo si sono spartiti (e continuano a farlo) poltrone e sedie e sediolini…hanno persino rovinato la bella esperienza della primavera di Emiliano!

  • levantino (utente non verificato)

    Qualcuno di voi (dirigenti del PD) è capace di mettersi nei panni di chi ha creduto in voi?