Pd, Maniglio vicepresidente e Decaro capogruppo

Antonio Scotti

Michele Emiliano fa sentire il suo peso politico. A Ognissanti una commissione

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23.50 Previsioni stravolte. Con Emiliano, come preannunciato, che riesce a strappare la casella del capogruppo affidata ad Antonio Decaro. Come vicepresidente dell’assemblea regionale di via Capruzzi ci sarà Antonio Maniglio, che ha scavalcato in modo netto la candidatura di Franco Ognissanti. Le altre due commissioni sono andate a Donato Pentassuglia (area Franceschini)  e a Dino Marino (area Bersani). Alla fine l’ago della bilancio è stato rappresentato dalla decisione di Maniglio di fare il vice di Onofrio Introna in quel di via Capruzzi.
Emilliano ha voluto far sentire il suo peso politico, anche perché i malumori nella sua corrente iniziavano a farsi troppo preoccupanti, soprattutto dopo che Canonico (da sempre vicino alla sua area) ha deciso di formare un gruppo autonomo con Olivieri (Idv) mettendo a rischio la stabilità della maggioranza Vendola
Emiliano, dunque, dopo avere incassato un assessorato con vicepresidenza della giunta (Loredana Cappone), riesce ad ottenere anche altre due postazioni importanti in Regione. C’era bisogno di trovare un accordo che mettesse d’accordo tutti, perché iniziare la legislatura con fratture e divisioni avrebbe potuto significare indebolire l’immagine e la credibilità del primo partito di maggioranza relativa, da sempre alle prese con tensioni e divisioni.
Sergio Blasi, stanco in volto al termine della riunione, ha ringraziato tutti. In particolare Giuseppe Romano e Mario Loizzo che hanno deciso di fare un passo indietro pur di trovare un accordo trasversale alle correnti: “Hanno dimostrato la disponibilità a investire con convinzione sul rinnovamento e dunque su una nuova classe dirigente politica”. “E’ stata una riunione serena – ha aggiunto Blasi – nella quale la logica del monopoli e del poltronificio, che sinora ha regnato nelle trattative, ha fatto spazio alla volontà di fare sintesi”.

17.30 I commenti a caldo sono “positivi”. Di quelli per cui capisci subito che l’unità tra l’asse Bersani-Franceschini sarà strategica per ritrovare forza e capacità decisionale non solo a livello nazionale, ma anche regionale. In quel di via Re David si respira un’aria soddisfatta tra i bersaniani. Michele Bordo, giunto dalla Capitale per riunire tutti i parlamentari pugliesi che si riconoscono nell’area dell’attuale segretario nazionale, sembra aver indicato la rotta richiesta anche da Roma. Difficile, al momento, parlare di accordi fatti. Anche perché Sergio Blasi sta in queste ore discutendo con tutti i consiglieri regionali per cercare di evitare battute d’arresto alla vigilia dell’apertura del Consiglio.
Occorre trovare un accordo sulle cinque postazioni ancora aperte, tra cui quelle pesanti della vicepresidenza e del capogruppo.

Entrambe dovrebbero finire alla corrente bersaniana. La prima ad Antonio Maniglio, la seconda a Giuseppe Romano. Ma su questa base è necessario ancora lavorare. Anche perché Emiliano non intende passare per l’agnello sacrificale del partito. Ed è per questo che, in queste ultimissime ore, sta prendendo quota un’altra ipotesi che è quella per cui a Maniglio andrebbe la casella di capogruppo e a Franco Ognissanti quella della vicepresidenza del Consiglio. In questo modo non rimarrebbe al palo Antonio Decaro, che potrebbe ottenere così la presidenza della commissione trasporti.
Questa strategia garantirebbe ai bersaniani di ottenere l’ok del sindaco di Bari su Vito Antonacci come prossimo segretario della provincia di Bari (da tempo Michele Emiliano aveva espresso il suo apprezzamento per Ubaldo Pagano, ndr). Chiaramente c’è da fare i conti con l’area democratica che fa capo a Gero Grassi, il quale gradirebbe Donato Pentassuglia nel ruolo di capogruppo (in alternativa la presidenza di una commissione). 
Alle 18, lo stesso Grassi ha convocato gli uomini della corrente franceschiniana presso l’Hotel Excelsior dove verrà tracciato un bilancio sull’attività regionale, a partire dalle prime consultazioni con Vendola. Da lì forse ne sapremo di più. Fatto sta che l’obiettivo comune è quello di smussare i contrasti e avviare un percorso di unità.

Per quanto riguarda la situazione delle presidenze di commissione non destinate al Pd, lo scenario sembra consolidato già da tempo. L’Italia dei Valori ha nominato Orazio Schiavone capogruppo. Ed è per questo che, ogni probabilità, saranno Patrizio Mazza e Aurelio Antonio Gianfreda ad essere indicati come presidenti delle due commissioni che fanno quota alla lista di Di Pietro. Un’altra andrà a finire alla Puglia per Vendola, con buona pace di SeL che ha già fatto bottino pieno con Vendola e Introna sugli scranni più alti di Giunta e Consiglio. Infine una presidenza finirà all’Udc (favorito Peppino Longo, ndr). Sempre allo scudocrociato il posto della segreteria del Consiglio.

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Commenti

  • torreamare (utente non verificato)

    Se Blasi fallisce questo tentativo, gli consiglierei di dimettersi. Ha fatto già tanti macelli.

    Nichi salvaci!!

  • LUREAL (utente non verificato)

    Che grandi politici-amministratori,ognuno vuole comandare!Va bene,discutete,litigate,spartite ma tutto deve avvenire in un paio di giorni!Ma vi rendete conto delle figure che fate?Gia’,ma intanto lo “stipendio” corre!Bravi.LUREAL

  • procivitate (utente non verificato)

    Il minimo è designare l’Ing. Decaro a Presidente della Commissione Trasporti, benchè per il successo ottenuto e per le note competenze meritasse di essere nominato Assessore Regionale al ramo.

  • LUREAL (utente non verificato)

    Che grandi politici-amministratori,ognuno vuole comandare!Va bene,discutete,litigate,spartite ma tutto deve avvenire in un paio di giorni!Ma vi rendete conto delle figure che fate?Gia’,ma intanto lo “stipendio” corre!Bravi.LUREAL

  • nickgabri48 (utente non verificato)

    Ma cosa pretende ancora il sig. Emiliano, e cosa si cede di essere, oltre alla canditatura di sindaco, presidente della fondazione e quntaltre cariche che si è, riservato, non e ancora soddisfatto del male prodotto…….e in parte le sue anomalie rigettato dai Cittadini.