Il piagnisteo del Meridione

Valentino Sgaramella

Manca una classe dirigente che ci difenda a denti stretti a Roma

0 7 commenti

Li abbiamo visti, l’altra mattina. Erano numerosi, i sindaci giunti appositamente a Bari per protestare contro il governo che impone vincoli rigidi ai bilanci degli enti locali. Non si deve cedere alla tentazione della retorica di un Mezzogiorno che ancora si piange addosso perchè sedotto ed abbandonato dallo Stato. Non ci volevano nell’Unione Europea, negli anni ’90. E quando Gad Lerner chiese il motivo, gli rispose un tedesco. Non era un Ministro, ma un dirigente della Deutsche Bank. In perfetto italiano, rispose che guardavano con sospetto a noi Pigs (maiali, in inglese), l’acronimo di Portogallo, Italia, Spagna, Grecia. Voi passate con il rosso ai semafori, non rispettate la fila negli uffici postali. Questo ci toccò ascoltare. Nel Mezzogiorno, siamo abituati a convivere da sempre con alluvioni e terremoti. E non riusciamo a rialzarci. Nel 1976, un sisma cancellò dalla faccia della terra interi paesi del Friuli che, all’epoca, poteva paragonarsi alla Basilicata di oggi. Con tutto il rispetto per i lucani. Terra d’emigrazione, anche quella. Paesi come Sequals, Gemona, sono stati ricostruiti di sana pianta con ferrea volontà dei friulani, popolo e classe dirigente. Ma all’epoca nessuno, alle 3 della notte subito dopo il terremoto, sghignazzava e si fregavano le mani per i finanziamenti che avrebbe gestito. Ci si lamenta, oggi, delle rigidità imposte dal patto di stabilità? Proviamo ad esplorare i tanti comuni della provincia di Bari.

Ha ragione il vice-Sindaco di Brindisi, Mauro D’Attis: “amministrare la cosa pubblica necessita di conoscenza dei fatti amministrativi, della responsabilità nella tenuta dei conti”. Perchè i lavori pubblici per I quali giungono I finanziamenti vengono rispolverati a pochi mesi dalla scadenza del bando che coincide, guarda il caso, con le elezioni amministrative? Ed è probabile che se tutte le opere pubbliche hanno inizio tutte in contemporanea, con le imprese da pagare, il patto di stabilità sarà violato. Ma Bossi non c’entra. E siamo certi che quelle opere pubbliche siano utili per lo sviluppo di quella comunità? Oppure una classe dirigente impreparata ma narcisista riempie la comunità di inutili cattedrali nel deserto? Questo è il Sud in cui i bilanci di piccoli Comuni annaspano in centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze legali. E sono sempre i soliti noti legali. E perchè non dare una sbirciatina ai debiti fuori bilancio di tante piccole comunità che, per soddisfare il delirio d’onnipotenza di piccoli “don Calogero”, sono indotte a pagare milioni di euro in sentenze sfavorevoli per un “affaire” come quello della 167? Quando D’Attis fece un severo richiamo alla “lotta ai fenomeni di corruzione e concussione che, in alcune realtà del Paese, sono istituzionalizzati”, qualcuno mugugnava qualcosa con l’amico di banco, a capo chino. Come possiamo lagnarci del ritardo con cui giungono I finanziamenti se intere aree del Sud hanno una economia criminale e divorata da un affarismo selvaggio, complice di certa politica arrembante? Consiglieremmo ad un imprenditore di Busto Arsizio di fare impresa a Napoli? Rischiamo di fornire alibi ai parvenu del Nord che si scoprono antimeridionali. Il problema è avere una classe politica che ci difenda a denti stretti. Il ministro Raffaele Fitto ha svenduto il suo Sud a Bossi e Tremonti. Non una parola quando eliminarono i collegamenti aerei dagli aeroporti pugliesi con il Nord. E deve risuscitare Masaniello per accorgersi che una frana a Montaguto spacca in due l’Italia? A queste domande deve rispondere il Mezzogiorno d’Italia. Il resto, come dice D’Attis, è solo rivendicazione.

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Commenti

  • LUREAL (utente non verificato)

    Si,ma,cari sindaci,diamoci TUTTI una regolata:meno inciuci,scandali,appalti truccati,favoritismi,scrocco anche sugli animali,collegamenti con la malavita,giri di valzer,compensi elevatissimi per i politici-amministratori,teniamo le strade pulite,rispettiamo TUTTI le Leggi…d’accordo?LUREAL

  • nicola20 (utente non verificato)

    …a denti stretti! Scherziamo? Appena eletti, i politici (?) nostrani, aprono la bocca e con gli affilati denti pappano tutto! L’economia criminale e l’affarismo selvaggio non sono figli di madre vedova ma di accoppiamenti oscuri di oscure figure che proliferano nelle sedi istituzionali con il beneplacito di questuanti elettori. Ma, diciamocelo, non è solo il Sud….

  • nativo (utente non verificato)

    IPOCRITA.
    xke non domandarsi come mai i comuni del nord, rispetto ai ns sono amministrati meglio?
    xke andiamo a curarci al nord mentre da noi non si riesce a fare una TAC in tempi ragionevoli,
    xkè quando andiamo in vacanza in Alto Adige ci comportiamo da Tirolesi??
    devo continuare???

  • alfonsoderuggieri (utente non verificato)

    L’articolo gira intorno ma non fa centro! Il centro è 150 anni fa, quando i Savoia ci aggredirono, chiamando Unità d’Italia quella che fu una guerra di colonizzazione, con tanto di deportazioni e morti celati dietro la favola dei garibaldini in camicia rossa. Da allora costruire una strada al sud è “intervento straordinario”, costruirla al nord è normale amministrazione. Le emigrazioni, le povertà, il degrado, le ricostruzioni incompiute, i “Raffaeli Fitto”, sono solo l’inevitabile conseguenza.

  • gmarioit (utente non verificato)

    Grandissimo articolo, grazie a fortunata che ogni tanto ci fa respirare un pò di aria sana in un informazione locale Gazzetta, corriere, repubblica che ormai è specialista in scippi,pianti. Ogni tanto bisogna anche dire le cose, fare qualche bella inchiesta (multiservizi) ieri splendido articolo di scagliarini sulle case dei militari.
    L’unica inesattezza riguarda i voli, salvo qualche riduzione momentanea durante il passaggio dalla vecchia alla nuova alitalia, i voli alitalia sono aumentati!

  • gmarioit (utente non verificato)

    infine ricordo che fitto le sue battaglie le ha fatte, vedi il decreto 56, vedi l’acquedotto, vedi la gestione quarantennale degli aeroporti, vedi l’alenia a grottaglie…
    ora tocca a noi andare avanti, con la sanità in primis.

  • sergiocontadino (utente non verificato)

    La classe dirigente che ha gestito con delega di noi meridionali è quella che ci meritiano.Sui risultati inutile dare medaglie perchè dal 1970 ad oggi io ricordo solo fatti e misfatti riconducibili a personaggi noti ed appartenenti a tutti i colori politici.La soluzione sta nel controllo del cittadino che deve esigere i suoi diritti dopo aver assolto ai suoi doveri.