Il canto del cigno dello Special One

Christian Montanaro

Solo lui dopo Herrera: merito al portoghese tanto istrionico, quanto efficace

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Quarantacinque anni dopo la grande festa. Il popolo nerazzurro in fermento per un evento che doveva avvenire molto prima, ma che poi per un motivo o per l’altro non succedeva mai. Ci era quasi riuscito Hector Cuper, fermato anni or sono in semifinale dai cugini rossoneri. Ci è voluto l’uomo di Setubal per riportare l’Inter sul tetto del mondo, lui che, mai banale, ha trovato subito dopo, annunciando in pratica il suo addio, il modo per cercare di rovinare ai suoi tifosi quella festa faticosamente conquistata.

Le orecchie hanno sentito, il cuore ha accusato il colpo, ma il cervello, dopato dall’eroiche gesta, forse non ha metabolizzato. Il delirio dovunque: a Madrid, a Milano e in ogni altra piazza italiana tinta di nerazzurro, compresa Bari ,dove Corso Vittorio Emanuele è stata letteralmente presa d’assalto tra trombette, carri improvvisati e marce umane con inni di vario genere.

Mourinho dunque se ne va in cerca di nuovi stimoli. Con lui forse Maicon e Milito, o forse nessuno dei due, anche se l’argentino, mattatore della serata, ha lanciato segnali inquietanti. L’eredità del portoghese non si sa ancora da chi verrà raccolta. Prende quota la candidatura dell’ex Mihajlovic, anche se il naturale traghettatore dovrebbe essere Fabio Capello, tuttavia impegnato sino a luglio con i Mondiali.

Difficile arrabbiarsi con l’istrionico Special One. La sua missione l’ha portata a termine, eguagliando almeno in parte quell’Helenio Herrera a cui tanto assomiglia e a cui in continuazione viene accostato. Massimo ha ripetuto le gesta di papà Angelo, capitan Zanetti è stato il simbolo di questa squadra, insieme ai buoni Stankovic, Cambiasso, Samuel e Julio Cesar. Lode per tutti, compreso quel Marco Materazzi al quale il saggio Mou ha regalato qualche scampolo di partita in una Coppa che non si sa se potrà mai più rialzare nella sua carriera.

La tripletta è stata centrata e oggi l’Inter è una signora squadra che deve però continuare sulla strada intrapresa. Onore e merito anche a chi ha lavorato dietro le quinte, come il sapiente Marco Branca, occhio lungo in fatto di acquisti, o il buon Beppe Baresi, ottimo braccio destro e uomo di raccordo con l’ambiente.
I festeggiamenti proseguiranno, ma il futuro è alle porte. L’Inter deve quadrare il cerchio quanto prima con il nuovo tecnico e i nuovi acquisti. Il primo dei quali potrebbe essere “Supermario” Balotelli, titolare a priori specialmente se a Milano dovesse approdare il suo mentore Mihajlovic.

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Commenti

  • nikotinho (utente non verificato)

    un solo commento.

    vergogna!

  • Levantino (utente non verificato)

    Bravo Mou!

  • nikotinho (utente non verificato)

    ci sono mille sport in giro per la puglia..

    conversano campione d’italia di pallamano.. castellana con 2 squadre in A1 di pallavolo maschile e femminile.. taranto campione d’italia di basket femminile..

    e noi su barilive.it dobbiamo leggere un articolo sull’inter?!?!

    come se già non bastassero quelli che si leggono su gazzetta e milioni di altre testate giornalistiche nazionali?

    mah..

  • twister (utente non verificato)

    Per la verità a me sembra che nell’articolo si sia fatto riferimento anche a Bari, dove c’è stato il bagno di folla per i festeggiamenti. Quindi una certa attinenza c’era, a meno che a Bari non si finga di non vedere che non si tifi per le grandi squadre

  • torreamare (utente non verificato)

    A Barilive siete interisti?