Bari: Messico, Marrakech e una tequila nella suite 412

Massimo Longo

Esegesi di una trasferta davvero fuori dagli schemi

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Noi siamo giornalisti e non tifosi. La deontologia professionale ci vieta di pensarla come uno di curva. Ma nonostante tutto è impossibile far finta di niente.
Succede che dopo la fuga di Perinetti da Bari, molto probabilmente decisa a tavolino dietro una vera e propria operazione immobiliare col Montepaschi e ufficializzata, invece, con la scarsa vena del DS nel voler continuare a causa del diniego di Matarrese a proseguire in un discorso vagamente vicino ad una programmazione, dopo un piazzamento da incasellare come un’icona bizantina nella memoria del calcio barese, la squadra decide di partire per una tournè nel Messico. E fin qui nulla quaestio. Anzi, come due vecchi amanti ritrovatisi dopo anni di oblio, si deve pur passare il tempo fino al 30 giugno, giorno di scadenza di certi contratti.

Una tournè, stando ai si dice, pretesa da mister Ventura anche per disintossicarsi dalle tossine di un torneo che li ha visti protagonisti dove la norma vuole che, una volta preparati voucher, pinne, maschere, polipare, pelose congelate, coreani di Savelletri e coltelli per aprire ricci locali ma senza gabbie per difendersi dai pescecani, ci si organizzi per tempo per reperire una-due squadre disposte a giocare a pallone. Ebbene, reperite le squadre, si parte.
Succede che arrivati in loco dopo un viaggio di 12 ore, la prima amichevole improvvisamente salti. E ci sta: capita. Ma quello che, secondo il giornalista, non capita così improvvisamente è l’annullamento anche della seconda prevista coi campioni locali del Chivas, squadra che ha appena terminato il torneo da vincitrice e che tutto vorrebbe fare fuorché concedersi alle caviglie di Andrea Masiello & C. Giustamente aggiungiamo.
Che fare? Spalmarsi la pelle di crema dai compagni di squadra lontano dagli occhi indiscreti dei soliti malpensati e prendere il sole, fare bagni a go-go nel mare infestato dai pescecani, fare beneficenza al popolo messicano recentemente colpito dal sisma o andare in giro per i templi Inca? Nulla di tutto questo. Una sana partitella sulla sabbia in stile Marrakech Express dove Almiron farà l’Abatantuono e Andrea Masiello, invece, Bentivoglio, mentre come porte useranno le magliette messe gentilmente a disposizione dai mitici magazzinieri che ancora ricordiamo in Alto Adige, questa estate, mentre, all’ennesima fetta di speck e alla centesima fetta di strudel, imprecavano ad un chilo di allievi crudi ed una “tiedda” di riso patate e cozze.
A tutto questo va ad aggiungersi il mistero Barreto che da possibile partecipante è improvvisamente scomparso. Sembrerebbe che dopo il match con la Fiorentina, a trasloco da Poggiofranco avvenuto, abbia avuto il solito, ennesimo ed immancabile problema fisico e pertanto abbia opportunamente evitato la sfacchinata messicana.
I baresi, osptitati in un hotel stranamente lussuoso di Cancun, passano il tempo a chattare su facebook e a mandare saluti qua e la ai tanti tifosi d’oltre oceano rassicurando familiari, amici ed affini che va tutto bene e che, al momento, il vulcano li vicino sta buono buono.
Ma a questo punto la deontologia va a farsi benedire.

Ci chiediamo: ci sono due giocatori da trattenere assolutamente (Almiron e lo stesso Barreto) pretesi da Ventura per portare avanti il progetto dello stesso allenatore e che, invece, sono ormai fuori gioco, mentre di chi dovrebbe occuparsene, non v’è traccia; il presidente, come noto, è all’estero a firmare contratti d’appalto per ponti ed autostrade; la società, notoriamente silente, tanto per cambiare tace e i tifosi, da noi sentiti personalmente, come sassi roteanti impazziti, cadono in depressione meno che qualcuno qua e la per l’Italia al quale questa situazione sembra normale ed anzi, appare quasi infastidito da questo rumor giornalistico. Contento lui ( o lei), contenti tutti.
Mai, in tanti anni, abbiamo assistito ad una cosa del genere: dopo un’annata splendida, sembra essersi evaporato tutto nel nulla, quasi, quella trascorsa, fosse stata un’annata come quella con Markic e Lipatin, insomma. Incredibile davvero.
Ma non è che, questa volta, c’è qualcosa sotto? E con tutta onestà, noi saremmo i primi a complimentarci con l’AS Bari per la conduzione della eventuale trattativa.
In quell’hotel lussuoso che, conoscendo Matarrese, mai e poi mai sarebbe stato prenotato con tanta facilità, probabilmente nella suite 412 sta accadendo qualcosa tra il presidente di Globalia Juan Josè Hidalg e qualche emissario di Matarrese, davanti ad una tequila: fuss ca fuss a vota bona? Nel frattempo occorre star dietro alla compagine dilettantistica reperita come alternativa al Chivas per domani: non si sa mai, dovesse anch’essa trovare espedienti per non giocare contro il Bari, ad esempio gustarsi l’Inter di Mourinho, via satellite.

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