La crisi, la guerra, le bugie e le verità

Qualche domanda a Franco de Mario, segretario dei Comunisti Italiani, federazione della Sinistra, provincia di Bari
D. Segretario De Mario, attraversiamo giornate difficili in cui avvenimenti convulsi, provocano grandissime preoccupazioni per tutti, come li giudica?
Intanto ripristiniamo alcune verità: una è che la Repubblica Italiana con i suoi Soldati è attivamente coinvolta in scenari di guerra e sto parlando soprattutto di Afganistan.
Una guerra costosissima agli Italiani, che dura da anni, che distrugge ingenti risorse finanziarie ed intere generazioni di vite umane, che occulta la sua natura ideologica e le ragioni di dominio, e di cui non si intravede la fine.
Questa è la cruda verità che supera tutte le menzogne di regime ed è una verità che impone un profondo ripensamento e la necessità di uscirne subito ritirando i nostri contingenti.
E’ una verità devastante, disvelata dall’invio di altre truppe e nuovissime armi, su cui da più parti, si stende il velo della retorica più vergognosa: piangere il lutto, commiserare di chi era lì per “necessità di lavoro ed a fare il suo dovere”, in un tempo in cui lo stillicidio quotidiano di altre morti omicide nel compimento del loro dovere, nei cantieri, nelle fabbriche e sui posti di lavoro, specie se non italiani, quasi non fa più notizia e non commuove.
D. l’altra verità quale sarebbe?
Quella delle famiglie e dei cittadini della Repubblica Italiana che quotidianamente misurano in casa, sul lavoro ed in tasca, la molteplicità degli effetti della crisi economica.
Assistono alla distruzione dei posti di lavoro, dei redditi e d’ogni prospettiva sino al suicidio e sono oggetto di una massiva campagna di manipolazione-omissione della verità, fatta di proclami falsamente rassicuranti.
Sino a poche ore prima dell’esposizione sui nostri schermi televisivi, degli effetti del fallimento economico della Grecia erosa dalla speculazione finanziaria, capitalisti e ladroni di Stato recitavano di una: “ crisi non c’è,…è se c’è è superata” a di noi italiani “messi meglio degli altri”, ecc. ecc..
Sicché le manifestazioni popolari greche hanno messo in crisi la nostra propensione a ricercare soluzioni individuali e forse, riaperto qualche spazio in più al riconoscimento delle ragioni vere della crisi capitalista e, quindi, agli interessi collettivi e di classe su cui impostare un processo di lunga mobilitazione per rimotivare la nostra comunità nazionale.
D. una lettura suggestiva la sua, ma come si sarebbe concretizzata davvero questa operazione di manipolazione-occultamento della verità?
Di che parla l’ ”informazione” e la “politica” ormai da tempo immemorabile? d’ogni insulsaggine, possibilmente la più vergognosa per i propri avversari.
Oppure? di ladroni faccendieri di Stato e di cricche di grassatori del danaro pubblico, sempre più equamente suddivise tra il bipartitismo PDL/ PD ed il codazzo dei partiti-personali.
O anche? di come mortificare l’autonomia della magistratura per paralizzare in maniera sostanziale uno dei tre poteri dello Stato democratico, quello giudiziario, che pure non è immune da responsabilità accondiscendenti.
E poi? di trasformazione della “natura sociale dello Stato Repubblicano Antifascista”, inscritta negli assetti istituzionali della Costituzione democratica e progressiva, attraverso la trappola della secessione-rottura dell’Unità Nazionale mascherata da “federalismo-fiscale”.
Ovvero? di leggi elettorali a quote di sbarramento d’accesso, utili ad invalidare il principio di “una testa un voto” e favorire la defezione dei cittadini dal momento partecipativo più altamente democratico, salvo mantenere la surroga dello specchietto delle “primarie” per l’esercizio di una falsa democrazia.
E poi? di necessaria contrazione dei diritti. Dal diritto al lavoro stabile a quello alla contrattazione del salario, del diritto alla previdenza; di quello alla scuola pubblica (bene fanno gli universitari baresi e non solo, in questi giorni) a quello alla salute, all’accoglienza,ai beni comuni.
D. a suo giudizio, non ci sarebbe un’azione del governo attenta a questi problemi gravi?
Faccio un esempio banalizzando molto su materie complesse.
Quando, di fronte ad episodi sempre più frequenti e drammatici di esasperata speculazione finanziaria e/o fallimenti artatamente provocati, alle fondamentali strutture economiche e finanziarie di intere nazioni, vittime delle forme nuove della guerra economica tra euro e dollaro, se ci si attiva è solo per mantenere inalterato il “sistema”: si sversano enormi quantità di danaro pubblico e si tagliano le spese sociali.
La Grecia ne è esempio ultimo ed evidente, verso cui Italia ed Europa mantengono gravissime responsabilità.
Il nostro capo del governo mena vanto d’aver risolto il problema greco in sede europea, mentre il vero Capo del Governo Tremonti, rastrella capitali offrendo titoli di Stato all’interesse dell’1,44% circa, per riversarli nel debito greco, all’interesse del 5 % circa.
E questo cos’è??, è fare l’Europa del popoli, del Trattato di Lisbona, o sistemizzare il dominio-sfruttamento capitalista, in danno dell’autonomia nazionale e sociale di un’intera area geopolitica. E se oggi carnefici, domani diventassimo noi le vittime?
Da pugliesi, non dimentichiamolo, nel nostro piccolo, prima o poi dovremo sistemare al meglio il rimborso delle rate semestrali del prestito obbligazionario di 870 milioni, contratto nel 2003 e 2004 con la statunitense Merril Lynch, nota spacciatrice di titoli tossici. Senza parlare di quant’altro, prevedibilmente giace in altri importanti enti locali ed economici di forte valenza pubblica.
D. come si potrà capovolgere questa condizione, uscire da questa condizione che lei descrive?
Tanto per cominciare, denunciando senza titubanze il valore eversivo di tutti quei provvedimenti che hanno alterato il sistema di regole della rappresentanza nelle istituzioni in danno dei partiti minori soprattutto della sinistra, mortificando ed imbavagliando così la difesa reale della centralità del lavoro con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti..
Lo scontro d’interessi di classe da sempre globale, si è evoluto dall’esproprio forzoso delle materie, alle borse valutarie e di scambio, dalla pressione dell’economica finanziaria sul debito pubblico e le previdenze, alla scomposizione geo-politica manu-militari, di intere entità statali ed istituzionali, compreso il blocco d’ogni efficiente attività parlamentare ed elettiva anche nell’occidente più evoluto.
Penso che sia compito fondamentale per noi comunisti ricomporre su questo terreno le nostre forze per riprendere in maniera netta e credibile, assieme a tutta la sinistra ed a quanti si richiamano alla Costituzione così com’è, un’esplicita battaglia politica, culturale, sindacale e parlamentare, sulla gravità della posta in gioco, senza tatticismi o preoccupazioni elettorali anche tra le forze del centro-sinistra.
Serve conservare intatto l’impianto costituzionale sociale, democratico ed antifascista che, fino ad oggi, ha garantito l’unita nazionale e l’autonomia politica, eliminando al contempo ogni atteggiamento autosufficiente nel centro sinistra ed ogni clausola di sbarramento elettorale all’accesso di tutti i cittadini nell’esercizio delle funzioni democratiche di governo.
Altrettanto importante è recuperare, nella legislazione corrente, il principio costituzionale del valore sociale della proprietà privata e dell’iniziativa d’impresa, riaffermando la funzione pubblica nell’attività economica, non solo per il ripiano dei disavanzi a garanzia della salubrità delle imprese economiche, ma anche nell’efficace convenienza degli investimenti per lo sviluppo ed il lavoro, nell’ elaborazione dei prezzi, delle tariffe e della qualità dei beni e dei servizi pubblici da erogare .
D. è la suggestione che propone il “rise up” dei greci?
Il verbo “to rise” può tradirsi anche “risorgere” e quel lenzuolo fa risorgere la voglia di riprendere la coscienza dei diritti dei più deboli.
Uomini e donne e sono la più parte, che in Italia come in Grecia ed altre parti in Europa, ancora non comprendono bene quali sono le cause di un malessere che è sociale e non solo soggettivo, che abbisogna di cure collettive, non singole.
C’è preoccupazione passiva, obbligata, in chi è stretto a pagare una crisi di cui non conosce né responsabili né fine.
C’è incertezza su chi bara, chi falsifica bilanci, chi compie ruberie,chi distrugge ambiente e lavoro, chi getta sul lastrico a centinaia di migliaia, famiglie di lavoratori pubblici e privati, pur di arricchirsi in maniera che neanche riusciamo ad immaginare.
C’è l’umiliarsi ad accettare, in cambio di un salario miserrimo, una condizione di lavoro senza futuro, spesso illegale.
A quel RISE UP dei compagni del KKE i Comunisti Italiani hanno aderito, proponendo loro di chiamare a raccolta i lavoratori di tutt’Europa per riaffermare che l’unica soluzione possibile è la trasformazione di questa società e di questo modello di produzione.
Commenti
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Di fronte al potere economico delle multinazionali finanziarie, che muovono migliaia di miliardi di euro, l’Unione Europea e qualunque altro Stato non può nulla. Anche Obama ci ha provato: ha tentato di obbligarle ad un controllo, prestando loro i soldi. Hanno ripagato il debito a tempo di record e sono ripartite peggio di prima.
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L’economia sociale è un relitto storico. Occorre una politica di prossimità, aiutare la gente a risolvere problemi concreti, diminuire all’osso il peso pubblico e puntare tutto su ricerca e sviluppo. Aiutare le imprese a produrre ricchezza sul territorio, a fare squadra, ad accorciare le filiere. Una politica piccola, che ci aiuti a diventare grandi.
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Per L’Afghanistan l’Italia nel 2009 ha speso 600milioni di euro.Per il 2010 è prevista la spesa di 700milioni di euro per aumento di effettivi, di elicotteri e blindati. Ma perchè una missione di pace sia veramente di pace, è necessario affondare le radici nello sviluppo, nello sradicamento della povertà ecc…Gli “Aiuti Internazionali” dal 2002 al 2013 spenderanno circa 50miliardi di dollari. Gli Usa in un “solo anno” di guerra hanno speso 55miliardi di dollari. Dov’è la missione di pace?
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ma come fanno i talebani a sapere l’ora in cui passerà un convoglio militare e la strada che farà?
se ci pensate la domanda non è tanto stupida!
nessuno ha pensato 1 h. prima di cambiare strada oppure orario?
e la copertura con gli elicotteri?






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