Tasse Ateneo, esaminata l’Altraproposta

Antonio Scotti

Leonardo Madio (Link): “Siamo contenti, ora attendiamo l’altra convocazione della Commissione Tasse”

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L’occupazione è sospesa. Ma continuano le giornate di mobilitazione degli studenti universitari contro il caro tasse e il ddl Gelmini. Oggi la Commissione dell’Ateneo che si occupa delle imposte ha analizzato la proposta di riformulazione del prelievo fiscale elaborata dal movimento studentesco durante i giorni dell’occupazione. “E’ stata una riunione positiva – racconta Leonardo Madio di Link –. Tutti hanno condiviso che è necessario rivedere il sistema in chiave più equa e progressiva”. Dopo la riunione del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, che si svolgerà il prossimo 25 maggio, la Commissione Tasse si riconvocherà per continuare l’analisi della proposta.
Intanto, gli studenti di Link hanno oggi pubblicato un documento nato all’interno dell’associazione e poi integrato con i contributi di quanti hanno deciso di mobilitarsi per protestare contro la legge 133/08, che sancisce il taglio di un miliardo e mezzo di euro a carico del sistema universitario italiano.

COSA è SUCCESSO DAL 2008 AD OGGI

Leggendo il documento, ed incrociandolo con le diverse fasi che hanno preceduto lo stato di mobliltazione degli studenti, è possibile ricostruire una cronistoria di quanto sia successo nell’Università nel corso di quest’ultimo anno e mezzo. 
Dicembre 2008: In Ateneo viene approvato un bilancio di previsione che prevede un avanzo di amministrazione di 25 milioni e 800mila euro. Poco dopo, segnalano gli studenti, “vengono tagliati del 54% i fondi per i part-time con la promessa di un successivo aumento sino a 1800 posti da mettere a concorso”.
Giugno 2009: In Consiglio di amministrazione e in Senato accademico, nonostante l’opposizione di buona parte della componente studentesca, viene approvato un regolamento che definisce i criteri per la concessione della permanenza in servizio di docenti over-70, che altrimenti sarebbero costretti ad andare in pensione. All’epoca i rappresentanti Link proposero di applicare l’articolo 2 del Regolamento sui carichi di insegnamento, che prevede l’insegnamento a titolo gratuito.
Settembre 2009: “il Consiglio d’amministrazione – continuano – approva una variazione di bilancio di ben 14 milioni di euro non inseriti nel bilancio di previsione 2009, a causa degli aumenti stipendiali e degli arretrati” . Gli organi centrali dell’Università degli studi di Bari varano un regolamento che consente ai docenti over 70 di prolungare la propria permanenza in servizio di altri due anni. In questo modo viene accettata la proposta di 19 docenti, di cui 6 fuori ruolo.Una operazione che, complessivamente, viene a costare 2.437.084,49 euro. In questa seduta votano contro sei studenti rappresentanti diverse sigle associative. Sempre nella stessa seduta del Cda, segnalano gli studenti, “c’è la prima variazione di bilancio con cui vengono disattese le promesse fatte agli studenti sui part-time (incremento di 800 posti) e tagliato il Fondo per il miglioramento della didattica”. Sei studenti votano contro.

Ottobre 2009: Si opera la seconda variazione di bilancio. La Regione Puglia decide di stanziare delle risorse al fine di coprire i tagli del ministero per il 2009 e per aumentare i servizi agli studenti. Con questi soldi si riescono a garantire 400 contratti part-time più il mantenimento del servizio per l’apertura delle biblioteche sino alle ore 20.00.
Dicembre 2009: La Commissione Bilancio dell’ Ateneo individua il buco di bilancio. Il 29 del mese viene approvato dopo aver accertato un disavanzo di 52 milioni di euro. In questa sede si dà mandato al Rettore di nominare una commissione di indagine che accerti le responsabilità passate e presenti una relazione sulla situazione economico-finanziaria. Alla commissione Bilancio il compito di elaborare un piano di rientro nell’arco di 3 mesi e di nominare.

Nel marzo di quest’anno, Link denuncia su una serie di assunzioni, ponendo un problema di fiducia nei confronti sia nei confronti del Direttore Amministrativo che del Revisore dei conti.

21 aprile: In Commissione Bilancio inizia la discussione sull’aumento delle tasse. La proposta dei vertici dell’Ateneo è quella di aumentare del 25% le imposte per le fasce comprese fra i 13.000 euro di ISEEU e 24.000; del 27,41% per le fasce oltre i 24.000 euro di ISEEU
I rappresentanti di LinK presentano, invece, una proposta che “aumenta il gettito lasciando le tasse invariate, agendo sul fronte dei rimborsi tasse “per merito”. 

4 maggio: dopo 8 giorni e 7 notti di lavoro, viene presentata l’Altraproposta: un dossier di decine di pagine con cui gli studenti che hanno occupato la facoltà di Scienze Politiche chiedono di revisionare in toto il sistema contributivo adottato dall’Università.

Sul futuro dell’Ateneo pesa come un macigno il buco di bilancio. Un disavanzo frutto di diverse cause. A partire dai tagli voluti dalla legge 133/08 che ha tolto circa 29 milioni di euro in due anni accademici (2009/2010 – 2010/2011). “Un buco che è anche frutto di una scellerata politica di sprechi che ha avuto il suo apice nel triennio 2004/2006 – dichiarano gli studenti – nel corso del quale si è evidenziata una serie di assunzioni senza un’adeguata politica di copertura dei costi reali, oltre che nell’acquisizione di immobili, troppo spesso inutilizzati, come ad esempio lo Student Center di Via Camillo Rosalba”.
Per il 2011/2012 stime vogliono che il taglio dei fondi ministeriali si approssimi a circa 23 milioni di euro. Ma è ancora presto per definirlo con certezza. Per l’Ateneo è l’ora di correre ai ripari.

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