Chiesto il rito immediato per Gianpi Tarantini
La procedura è stata chiesta per altri cinque indagati, tutti conivolti in vicende di detenzione e spaccio di stupefacenti
Rito immediato per Gianpaolo Tarantini perché le prove sono evidenti. Lo hanno chiesto i pm della procura di Bari in merito all’accusa di svariati episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti dell’imprenditore barese. Ciò significa che gli inquirenti potranno saltare l’udienza preliminare arrivare a dibattimento. Ora è il gup a dover emettere il decreto di citazione in giudizio per evitare che scadano i termini di custodia cautelare.
‘Sotto processo’ l’estate 2008, la stessa in cui l’allora 33enne barese conobbe Silvio Berlusconi in Sardegna. Da lì sarebbe cominciata la ‘relazione’ tra i due, durante la quale e fino a gennaio 2009 Tarantini ha presentato al premier trenta giovani donne, vicenda per la quale è indagato per favoreggiamento della prostituzione.
Il giudizio immediato è a carico di sei persone, tre spacciatori e tre compratori ovvero Tarantini, Alessandro Mannarini e Massimiliano Verdoscia, tutti agli arresti domiciliari.
Detenuti in casa anche i presunti pusher, Onofrio Spilotros e Stefano Iacovelli. Il terzo, Nico De Palma, non è mai stato arrestato. Lui, commerciante di abbigliamento, ha confessato ai magistrati di aver venduto a Tarantini almeno 250 grammi di cocaina, per questo ha evitato la misura cautelare.
Proprio da De Palma due anni fa Gianpi comprò e offrì dosi di cocaina ai suoi ospiti nei party d’elite che teneva a Giovinazzo e in Sardegna. Mentre da Spilotros avrebbe comprato dosi di Md, una droga sintetica. Molte delle verità emerse sono state confermate dallo stesso Tarantini che sta collaborando da tempo con la giustizia.
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