Bari Calcio, cala il sipario

Massimo Longo

Una nube vigliacca nel cielo e i sogni ancora nel cassetto

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Quel gol di Rivas un secondo prima della fine della gara che ha fatto il verso a quello d’esordio di Kutuzov a San Siro, un trenino gioiosamente malinconico, quella maglia con tanto di cuore apotropaico biancorosso di Almiron mostrato quasi con rassegnazione quando è stato sostituito come a voler dire “ragazzi, io rimarrei pure…”, il giro di campo dei giocatori che ringraziano i tifosi per il loro fiato costante mai mancato durante l’anno, due curve che parlavano da sole, la nord naturalmente ottimista e attendista con la solita spettacolarità degli striscioni quasi a voler significare che tutto va bene, la sud contaminata di viola e da qualche bandiera sarcastica dell’Europa sventolata al Presidente in segno di civile protesta, e quell’odore bastardo sprigionato da una nube probabilmente vigliacca appena diradatasi nel cielo di Bari, una nube nemica del progresso e della crescita cittadina che non è riuscita a farci gioire per il risultato e che oscurato un po’ tutto il film di un torneo vissuto da noi con grande intensità emotiva: queste le istantanee catturate ieri al San Nicola.
Vaghe analogie nella squadra: un giocattolo da comporre come un pupazzetto in plastica trovato nell’uovo di Pasqua di tre anni fa, tanto faticosamente assemblato e misteriosamente decapitato per volere della società. Insomma, come la fai e la fai, quando finalmente sembrano aprirsi spiragli di crescita anche nel calcio, ecco che subito si provvede ad oscurarli. I misteri di Bari e del Bari. Ed è un peccato perché con le certezze di oggi si sarebbe potuto davvero spiccare il volo, ed invece no. Occorre ricominciare pressoché da zero con le solite scommesse anche perché, ormai, pur volendo ostentare ottimismo sarà dura trattenere Almiron: occorre davvero una barca di soldi. Così come Barreto e forse qualche altro pezzo pregiato. Matarrese, ieri, ha dichiarato che esiste una programmazione tranquillizzando un po’ la maggior parte dei tifosi presi dallo sconforto nonostante l’ottimo torneo, tifosi delusi dall’addio di Perinetti vero e proprio uomo della rinascita biancorossa.

Ma ci perdoneranno costoro: la parola “programmazione” in 33 anni, sebbene ascoltata più volte, di fatto non ha mai avuto riscontri. E se il presidente cita quella parola vuol dire automaticamente che è disposto a sborsare molti soldi, moltissimi, perché programmare, al nostro paese, vuol dire come minimo trattenere i due succitati e non, invece, sostituirli con altri che pure potrebbero fare meglio ma che di fatto non garantiscono la continuità, la certezza. Si ritornerebbe nell’improvvisazione, all’incerto. Dunque quella parola, se permettete, noi che di “matarresità” ne capiamo qualcosa in più di altri, la prenderemmo con le pinze. Fermo restando che tutto può essere, ci mancherebbe, anche che il presidente, di colpo, possa improvvisamente decidere (finalmente) di investire ma soprattutto capire che la città lo ripagherebbe alla grande. Il calcio è bello perché è imprevedibile però è innegabile che certi recenti segnali non ci conducono a scrutare orizzonti nitidi. Vorremmo tanto essere smentiti. Viviamo anche per quello.

E’ doveroso ringraziare i ragazzi, tutti, ma soprattutto Giampiero Ventura, veri artefici di questo campionato entusiasmante. Il suo posto sulla panchina limitrofa a quella di Ventura & C. era malinconicamente vuota, particolare che forse ai più è sfuggito ma si sa l’ingratitudine umana è più grande della misericordia di dio. E nemmeno il suo celebre borsalino era li ad occuparne il posto. Eppure nel tripudio del San Nicola a fine gara, mentre Masiello ed Almiron guidavano come impazziti di gioia la macchina elettrica che porta via i giocatori infortunati, il nostro pensiero è andato soprattutto a Giorgio Perinetti perché se festa doveva essere, era impossibile dimenticarlo.

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Commenti

  • ollerot (utente non verificato)

    Ventura, Perinetti, ragazzi… GRAZIE !!!!

    ***MATARRESE VATTENE !!!!***

  • giaso (utente non verificato)

    Gentile Massimo Longo mi permetta solo di riflettere su quello che scrivo. Sarà colpa di Matarrese, e sicuramente se voi lo dite sarà così… ma conoscete qualche imprenditore barese di serie A che possa prendere in mano le redini del Bari? Imprenditori ne abbiamo, ma di serie B, C, ed allora? Questa è Bari, con una squadra di calcio che ogni tanto sale in serie A e con team di altri sports [basket, pallavolo, etc] che praticamente non esistono….

  • giaso (utente non verificato)

    …. [eppure non ci vuole tantissimo per sostenere una squadra di questi sports in una dignitosa serie B]. Dite che facciamo ridere? E vogliamo parlare della voglia di candidare Bari a capitale della cultura europea 2019 che non ha un’assessore alla cultura? Ma certo ….

  • levantino (utente non verificato)

    Grazie Bari. Matarrese raccogli sempre più di quello che semini, non tirare troppo la corda, non fare il “sordo” ma (te lo dico anche in romanesco) “escili, sti sordi”.

  • berlin (utente non verificato)

    Gentile giaso, mi permetta di dire che paragonare l’assordante assenza di un assessore alla cultura e l’incolmabile vuoto di una dirigenza per il Bari è ingiurioso verso un vero sportivo e un cittadino attento. Lei sta facendo politica, qui si parla di passione, domeniche buttate via e sogni infranti per colpa di chi non vuole venedere il suo giocattolino! Sono 33 anni di bugie, non se ne può più! Chiaro?

  • MassimoLongo (utente non verificato)

    Gentile Giaso, sa che non l’ho capita? Lei mi chiede se per caso conosco qualche imprenditore disposto a prendere le redini della Bari; io le risponderei pure di si (ce ne sono, eccome) però mi pare che verso la fine del mio editoriale io scriva letteralmente “Coraggio Presidente”. E sa cosa intendo dire? E poi, con tutta onestà, non riesco a capire il nesso tra il calcio barese e gli altri sport baresi. Assessore incluso. Mi perdoni ma proprio faccio fatica. Cordialmente. ML

  • tifosobiancorosso (utente non verificato)

    Il traguardo raggiunto da Giampiero Ventura e da tutti i suoi ragazzi è stato abbastanza soddisfacente.
    I 50 punti in classifica sono stati un buon traguardo tenendo presente tutti gli infortuni e tutte le assenze rilevanti che il Mister con la sua bravura è riuscito a colmare nel corso di questo campionato.

  • tifosobiancorosso (utente non verificato)

    Spero che l’incoraggiamento del Dott. Longo al Presidente Matarrese sia di
    buon auspicio affinché il sombrero messicano possa ripararci solo da eventuali lapilli vulcanici e non più dal bagliore di un sole traditore e di una luna ingannatrice scoperti in fragrante mentre Alice abbagliata dalla loro luce guardava i gatti che le giravano intorno.