Docenti e ricercatori si mobilitano contro il ddl Gelmini
Prevista per martedì l’occupazione del Rettorati
Prima gli studenti, ora anche i docenti e i ricercatori. Quella che si apre sarà una settimana di mobilitazione per i professori delle università italiane. Almeno per quelli che, su impulso della Flc Cgil, protesteranno contro la mannaia dei tagli previsti con il ddl Gelmini, destinato a riformare buona parte dell’impianto organizzativo del sistema universitario. La mobilitazione avrà i suoi momenti più significativi nell’occupazione dei Rettorati che si terrà martedì e in una manifestazione a Roma davanti al Senato programmata per le 10.30 di mercoledì.
“Le ragioni della protesta – si legge in una nota – sono legate alla drammatica condizione in cui versano gli Atenei per effetto dei tagli al finanziamento in parte già attuati, ed in parte da attuare nel 2011 e 2012”.
In effetti con la legge 133/2008, il Governo ha varato un piano di tagli articolato su 5 anni e che porterà alla riduzione del Fondo di Finanziamento ordinario (Ffo) per 1441.5 milioni di euro. La riduzione di organico che deriverà da questi tagli, e dai vincoli che la stessa legge introduce sul turnover, si farà sentire. Secondo alcune stime sindacali, infatti, si passerà dal 10 percento del 2009 al 50 % del 2011-2012.
Da una proiezione della Conferenza dei Rettori, inoltre, si comprende come il momento di insostenibilità finanziaria per gran parte degli Atenei ci sarà a partire dal 2011. “Sin da oggi – continua la nota della Cgil – molte Università sono in una condizione di deficit crescente che impone il taglio dei corsi, dell’offerta formativa, della ricerca; in qualche caso hanno persino già annunciato l’impossibilità a breve di pagare gli stipendi al personale”.
“Il disegno di legge Gelmini in discussione al Senato – prosegue – rappresenta una vera e propria controriforma destinata a mutare radicalmente il funzionamento e la missione dell’Università” configurando un sistema “sempre più povero di risorse e qualità, destinato ai pochi che se la possono permettere, con un attacco frontale al diritto allo studio”. “Una università – concludono – governata da élites ristrette, e popolata di precari senza futuro, sottopagati e costretti ad un lavoro servile”.
Commenti
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Questo è il risultato di una politica universitaria clientelare e affaristica, in cui avanza per demerito, dove solo i figli dei figli dei figli hanno un futuro certo.. concludo dicendo:” ben vi sta”!






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