Mimmo é sempre con noi: ma serve giustizia

Antonella Ardito

L’appello di mamma Francesca alle istituzioni e alla città

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Nel secondo grado di giudizio l’incertezza sull’identificazione del conducente ha portato all’assoluzione dell’uomo che ha travolto tre anni fa Mimmo Bucci sul lungomare di Bari: "Il processo non è terminato, la sentenza non è stata ancora depositata e si può ricorrere in Cassazione – ha spiegato Michele Emiliano- io mi sono rivisto gli atti del processo e ho serena certezza nell’operato dei giudici baresi. Il Comune di Bari però fa proprio il disagio della famiglia di Mimmo e dei tanti suoi amici e senza nessun fare persecutorio chiede di conoscere la verità, perché verità e giustizia sono sorelle". Intanto per ricordare Mimmo Bucci Comune e Provincia di Bari insieme agli amici del rocker barese leader della Combriccola del Blasco hanno realizzato un cartellone di eventi tra musica e riflessione: il 14 maggio alle 19 è in programma la messa in suffragio alla parrocchia del Redentore, a seguire il concerto di Paolo Pellegrini, Max Barracane, Rino Argieri e altri amici di Mimmo con cover e brani inediti. Sabato e domenica maggio nel teatro san Giuseppe del Redentore la Compagnia degli amici, nella quale Mimmo recitava, metterà in scena un testo di Giulia Fornelli. Il 17 maggio alle 20 invece partirà da piazza Prefettura la fiaccolata che giungerà fino a piazza Eroi del Mare, dove Mimmo è stato ucciso. Accanto ai genitori di Mimmo Bucci ci sarà anche la Fondazione Ciao Vinny e l’associazione Marcobaleno. Mimmo, Vincenzo, Marco e Fabrizio, scomparsi troppo presto, avevano l’energia di vivere la vita in maniera positiva, sempre. Far arrivare questo messaggio ai ragazzi baresi è l’obiettivo delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerli e di amarli, creare una lobby positiva del terzo settore è l’obiettivo delle associazioni e dei parenti per educare al rispetto della vita tutti, non solo i più giovani. "Con quella sentenza ci è sembrato di veder morire Mimmo di nuovo – ha ricordato Sergio Fanelli, assessore provinciale alle risorse umane e amico fraterno dei genitori di Mimmo – è verò, dalla sua morte sono nate cose buone, laboratori musicali, la radio: è ilsegno di come Mimmo credesse nei suoi sogni, e in nome anche di quelli continuiamo a chiedere giustizia".

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Commenti

  • roby10 (utente non verificato)

    Cito: “Nel secondo grado di giudizio l’incertezza sull’identificazione del conducente ha portato all’assoluzione dell’uomo che ha travolto tre anni fa Mimmo Bucci sul lungomare di Bari”.
    Giustizia è anche la presunzione di innocenza.
    Non si può parlare di “incertezza sull’identificazione” e “uomo che ha travolto” in quanto vi è una evidente contraddizione ed un giudizio che, permettetemi, in casi così delicati, non spetta ai giornalisti e a nessun altro che non siano i giudici.
    Pace a Mimmo

  • porzione (utente non verificato)

    Non è neanche giustizia che assassini la facciano franca. Perché tali sono i teppisti della strada.

  • roby10 (utente non verificato)

    Credo che il sistema accusatorio su cui si basa il nostro processo, ed il nostro diritto penale tout-court, sia comunque più etico di quello di stampo inquisitorio. E’ brutto che avvengano determinate situazioni processuali, ma è giustizia anche questa.

  • roby10 (utente non verificato)

    Non mi fraintendete; è ovvio che anche io vorrei l’assassino in gattabuia, ma le garanzie processuali prevedono che l’imputato debba essere ritenuto colpevole solo qualora la responsabilità penale sia provata oltre ogni ragionevole dubbio(art. 5 L. 20 febbraio 2006 n. 46).